"Bene, abbiamo davanti a noi il più grande gruppo pop di tutti i tempi, madonna prendeva lezioni da loro, britnei spiarrrss si è fatta gonfiare le tette da loro (forse non era ancora nata?), anche cristina akilera saltava sul letto nuda con su un pezzo dei pop group?" NO, i pop group, NON SONO UN GRUPPO POP (se si possono definire un vero e proprio gruppo), e se loro lo sono, allora Bush in realtà è George Michael...

Siamo nel 1979, il governo italiano è allo sbando, in Irak viene eletto Saddam Hussein presidente della repubblica, intanto madre teresa di calcutta riceve un premio nobel per la pace e infine Sid Vicious viene trovato morto... Esce "Y" (si pronuncia why, per quelli che parlano solo aramaico), una foto aborigena e grottesca afferma le loro idee riguardo alle società tribali in cui non esiste alienazione e repressione, in confronto alla società occidentale, fatta di menzogne e ingiustizie, una y scritta in sangue e il nome del gruppo scritto in verticale, così si presenta la stranissima copertina.

Il gruppo è formato da Mark Stewart alla voce, John Waddington alla chitarra, Simon Underwood al basso, Bruce Smith alla batteria (diverrà anche batterista delle Slits le quali avevano gli stessi ideali di Stewart e co.) e Gareth Sager al sassofono, chitarra e pianoforte. Mark ha circa 18 anni, con una grande conoscienza politica, è pervaso da una passione apocalittica verso qualcosa che sta avvenendo o che sta per arrivare, una voce fioca e intima, ma piena di energia e in continua esplosione, il basso si fa sentire molto, slappate vorticose che provocano sentimenti sempre più intarsiati, con sbalzi e rumorosi stridii di chitarra molto new wave. Una tribù in continua festa, una danza sempre aperta, un debito verso l'Africa nera. La ristampa in cd si apre con il loro primo singolo She's Beyond Good And Evil, dove il culto dell'intero album, ma soprattutto dell'intero gruppo si intende chiaramente. Il funk in macerie ormai si sente in Thief of Fire, accompagnato da suoni skizofrenici, e voci, urla cannibalesche e vocalizzi di sax dirompenti. Striduli, rumori, sporchi suoni punk, tratti mutati di free-jazz, la tortura nei testi, dolore, paura, pazzia e paranoia... l'odio incontrastato verso la società che lo circonda, parole di disprezzo simili a sputi escono dalla bocca di Stewart, che si sente parte di un altro mondo, di una tribù isolata a tutto e a tutti. È un'utopia, una voglia feroce espressiva di verità quella che si sente in ogni brano, fino al collasso terminale. Rumori, un elettronica dispersiva e una carica maestosa stile free-form accompagnano Snowgirl... Arriva il momento di Blood Money, un pezzo quasi lento che va a dissolversi, con urla estroverse e nascoste, e poi ancora un funk in delirio viene alla luce in ogni pezzo, come nel magnifico brano We Are Time e poi anche in Savage Sea.

Tutto va a sciogliersi e mescolarsi, formando strane fusioni tra tribalismo e avanguardia postmoderna. L'album (ne succederà For How Much Longer Do We Tolerate Mass Murder? anchesso grande album) rimane così un evento unico, indiscutibile e di grande rilievo nella storia della rock. Unica definizione: Pietra Miliare.

GENERE: funk-punk

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