Jack White, leader del celebre duo The White Stripes, insieme alla sezione ritmica dei Greenhornes e al cantante Brendan Benson ha deciso di dedicare il 2006 al progetto parallelo The Raconteurs. Un celebre regista come Jim Jarmusch ha diretto il video per il primo singolo Steady As She Goes e la stampa anglosassone, come da copione, è già pronta ad incensare aprioristicamente la fatica di White & Soci.
Le dieci tracce di Broken Boy Soldiers garantiscono quello che promettono: un po’ di sano rock ‘n’ roll. In alcuni passaggi si ha quasi l’impressione di avere dinnanzi una sorta di jukebox pronto ad eseguire, sotto le mentite spoglie di brani originali, tutti i successi degli anni settanta. Durante i neanche quaranta minuti di Broken Boy Soldiers affiora qua e là una certa monotonia. Oltre alla già citata Steady As She Goes – forse il brano migliore, certamente quello più orecchiabile – vanno menzionate la successiva Hands, Intimate Secretary e Level. I brani più rilassati – penso agli ultimi due Call It A Day e Blue Veins – non sempre colpiscono nel segno.
Un disco senza lode né infamia, destinato soprattutto a saziare i fan dei White Stripes che non vogliono attendere il 2007 per ascoltare le nuove composizioni del proprio beniamino.
Il rock blues dei White Stripes si fonde al Power pop di Benson, finalmente Jack non è oberato dal compito di cantare e supportato da musicisti seri libera la sua carica esplosiva.
Il loro esordio è rock vecchio stampo, sincero, passionale, con tanto sudore... poche sovraincisioni, e quattro stelle.