Copertina di The Raconteurs Broken Boy Soldiers
Adil

• Voto:

Per fan del rock anni ’70, appassionati di jack white e the white stripes, amanti del rock alternativo e chi cerca nuove sonorità parallele
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LA RECENSIONE

Jack White, leader del celebre duo The White Stripes, insieme alla sezione ritmica dei Greenhornes e al cantante Brendan Benson ha deciso di dedicare il 2006 al progetto parallelo The Raconteurs. Un celebre regista come Jim Jarmusch ha diretto il video per il primo singolo Steady As She Goes e la stampa anglosassone, come da copione, è già pronta ad incensare aprioristicamente la fatica di White & Soci.

Le dieci tracce di Broken Boy Soldiers garantiscono quello che promettono: un po’ di sano rock ‘n’ roll. In alcuni passaggi si ha quasi l’impressione di avere dinnanzi una sorta di jukebox pronto ad eseguire, sotto le mentite spoglie di brani originali, tutti i successi degli anni settanta. Durante i neanche quaranta minuti di Broken Boy Soldiers affiora qua e là una certa monotonia. Oltre alla già citata Steady As She Goes – forse il brano migliore, certamente quello più orecchiabile – vanno menzionate la successiva Hands, Intimate Secretary e Level. I brani più rilassati – penso agli ultimi due Call It A Day e Blue Veins – non sempre colpiscono nel segno.

Un disco senza lode né infamia, destinato soprattutto a saziare i fan dei White Stripes che non vogliono attendere il 2007 per ascoltare le nuove composizioni del proprio beniamino.

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Riassunto del Bot

Broken Boy Soldiers è il debutto del progetto parallelo The Raconteurs guidato da Jack White. L’album offre un rock ispirato agli anni ’70 con alcune tracce ben riuscite come Steady As She Goes, ma risulta a tratti monotono. Consigliato principalmente ai fan di White in attesa di nuove uscite.

The Raconteurs

Rock band statunitense fondata nel 2005 da Jack White e Brendan Benson con Jack Lawrence e Patrick Keeler (sezione ritmica dei Greenhornes). Debutto nel 2006, secondo album nel 2008, ritorno nel 2019 con Help Us Stranger. Nelle recensioni emergono due nomination ai Grammy e un sound tra classic, garage e blues rock.
04 Recensioni

Altre recensioni

Di  Vito Alberto

 Il rock blues dei White Stripes si fonde al Power pop di Benson, finalmente Jack non è oberato dal compito di cantare e supportato da musicisti seri libera la sua carica esplosiva.

 Il loro esordio è rock vecchio stampo, sincero, passionale, con tanto sudore... poche sovraincisioni, e quattro stelle.