Copertina di The Raconteurs Broken Boy Soldier
Vito Alberto

• Voto:

Per appassionati di rock classico e indie, fan di jack white e brendan benson, amanti di musica dal sound vintage e autentico
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LA RECENSIONE

THE RACONTEURS - Broken Boy Soldiers (Xl Recordings/Self)

Da circa un anno si parlava del nuovo progetto collaterale, o side project, nato dalla affinità artistica di due pezzi da novanta dell'Indie "a stelle e strisce": Jack White dei celeberrimi "White Stripes" e Brendan Benson personaggio di culto negli ambienti della musica indipendente d'oltreoceano.

Alcune sessioni di registrazione amichevoli avevano generato il singolo "Steady, as she goes" un esempio di quasi garage-rock molto ruffiano in cui il riff di Jack si unisce alle capacità melodiche di Brendan... in effetti c'era di che divertirsi.
Reclutati così altri due scansafatiche che sapessero il fatto loro al basso e dietro le pelli ovvero Jack Lawrence e Patrick Keeler, sezione ritmica della band di Detroit dei "Greenhornes" i nostri messi da parte tour promozionali ed impegni vari hanno deciso di chiudersi in studio e mettersi al lavoro, dando alle stampe questo "Broken Boy Soldiers".

Il rock blues dei White Stripes si fonde al Power pop di Benson, finalmente Jack non è oberato da l compito di cantare e badare a Meg e supportato da musicisti "seri" libera la sua carica esplosiva, mitigata in alcuni splendidi episodi dai dolci bridge del biondo Brendan. Quà e là nell'Lp riecheggia un amarcord 60'S.... Led Zeppelin dietro l'angolo in "Hands" e "Store Bough Bones" e Deep Purple ben stampati nella memoria nella title track "Broken Boy Soldiers" in cui la voce di Jack ricorda molto il Plant dell'età dell'oro.
Ma Einstein asseriva che supera "L'immaginazione la conoscienza" ed in questi Raconteurs emerge anche un'anima psichedelica, ben evidente in "Level" e nella Crimsoniana "Intimate Secretary", passaggio quasi obbligato per poi tornare sui propri passi e scoprire che nell'enciclopedia del rock è scritto che un buon disco "rock and roll" necessita della presenza di una ballata, che giunge puntuale ("Togheter"); la fatica del quartetto si chiude sulle note di un blues molto sentito, come quello di "Blue Veins", capace di esaltare le qualità dei singoli elementi della band.

Le aspettative sono state quasi del tutto ripagate, personalmente considero Brendan Benson un piccolo genio del powerpop (il suo Lp, "Alternative to Love" era un gioiellino) sebbene questi Raconteurs non inventino nulla di nuovo, il loro esordio è rock vecchio stampo, sincero, passionale, con tanto sudore...

poche sovraincisioni, e quattro stelle....

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Riassunto del Bot

Broken Boy Soldiers, primo album dei The Raconteurs, unisce il rock blues esplosivo di Jack White al raffinato power pop di Brendan Benson. Con sonorità che richiamano gli anni '60 e '70, l'album è un lavoro sincero e passionale, supportato da una solida sezione ritmica. Sebbene non rivoluzionario, il disco soddisfa le aspettative con brani che spaziano dal garage rock a momenti psichedelici e blues emozionanti.

The Raconteurs

Rock band statunitense fondata nel 2005 da Jack White e Brendan Benson con Jack Lawrence e Patrick Keeler (sezione ritmica dei Greenhornes). Debutto nel 2006, secondo album nel 2008, ritorno nel 2019 con Help Us Stranger. Nelle recensioni emergono due nomination ai Grammy e un sound tra classic, garage e blues rock.
04 Recensioni

Altre recensioni

Di  Adil

 Le dieci tracce di Broken Boy Soldiers garantiscono quello che promettono: un po’ di sano rock ‘n’ roll.

 Un disco senza lode né infamia, destinato soprattutto a saziare i fan dei White Stripes.