Copertina di The Rituals The Past Twelve Months
modern.man

• Voto:

Per amanti del punk alternativo, fan di band indipendenti emozionali, appassionati di musica italiana underground
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LA RECENSIONE

Facciamo le cose fatte bene.

I Rituals sono di Verona, prima di questo album hanno pubblicato un demo devastante dal titolo "Learn To Get Disgusted", sporco e potente sia dal punto di vista della musica che dei testi. E anche della copertina. Poi cinque pezzi sono finiti su uno split con i loro amici Radio Riot Right Now!, di Vicenza. I suoni vengono ripuliti ma la sostanza rimane la stessa. E ora questo disco. Su Wynona. Già tremo, oddio, un disco pop.

Col cazzo. L'inizio di Not A Tear ricorda vagamente quello di Introduction, il primo pezzo del demo, e il disco parte fortissimo. Il suono è ulteriormente ripulito, mettendo in evidenza il lavoro chitarristico di Riccardo, che suona con uno stile speciale che ricorda quello dei Pretty Girls Make Graves, uno stile straniante; il cantante del tuo gruppo (un gruppo PUNK, beninteso) sta urlando che è giovane e non dovrebbe sperare di morire (da Clean) e tu, invece di metterci sotto un bello stoppone sfruttando tutta la potenza della tua Mesa Mark 3, cosa fai? Un arpeggio.

È proprio in questa altalena di aggressività e debolezza/paranoia/paura (mettete a confronto 100 Razors con Clean, o Leave This Town In Flames con The Hand, The Knife And The Stab), ruvidezza e melodia (mai scontate, eh, non osate immaginarvi i fottuti Thrice o il salcazzo di nuovo gruppo numetal che urla e poi sussurra e si lagna, non c'entra un cazzo) che si forma il disco dei Rituals; è talmente sentito che puoi riconoscere le persone di cui parlano nei loro pezzi senza conoscerle (vediamo se anche voi, come me, riuscite a capire chi è il signor Button Shaped Eyes), è un disco emozionale senza essere emo. Contiene due pezzi acustici, che più che spezzare il ritmo fanno salire di un altro centimetro il cuore verso la gola prima di costringervi ad aprire la bocca e cantare, cantare fortissimo una canzone d'amore che parla di morte.

Forse mi sono lasciato trasportare, ma, da quando ho avuto questo disco un anno e mezzo fa, lo ascolto una media di una volta al giorno.

Ok, dai, faccio il "normale": assomigliano ai Cap'n Jazz.

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Riassunto del Bot

La recensione esalta l'album 'The Past Twelve Months' dei veronesi The Rituals per la sua combinazione efficace di aggressività punk e melodie intense. Viene sottolineato il lavoro chitarristico di Riccardo e la capacità di raccontare storie personali senza cadere nella retorica emo. L'album è descritto come unico, coinvolgente e ascoltato con costanza dall'autore.

Tracce

01   Not A Tear (02:42)

02   Tolerant (02:09)

03   The Brotherhood (02:02)

04   Button-shaped Eyes (03:38)

05   Halfbrain Disgust Injection (by Mic Bombatomica) (05:23)

06   Leave This Town In Flames (02:38)

07   An Inept Need For Backups (02:15)

08   Back In The Days (03:23)

09   Song Formerly Known As "Love Song" (02:43)

10   100 Razors (01:44)

11   Clean (02:35)

12   What You'll Pay For (01:16)

13   The Hand, The Knife And The Stab (02:06)

The Rituals

The Rituals sono un gruppo di Verona. Prima dell'album 'The Past Twelve Months' hanno pubblicato il demo 'Learn To Get Disgusted' e cinque brani sono apparsi su uno split con Radio Riot Right Now! (Vicenza). La recensione su DeBaser sottolinea il contrasto tra aggressività e melodia e il lavoro chitarristico di Riccardo.
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