Copertina di The Sallyangie Children Of The Sun
zzot

• Voto:

Per amanti della musica folk, appassionati di sonorità acustiche e nostalgiche, cultori della musica anni '60 e ascoltatori in cerca di atmosfere rilassanti e suggestive.
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LA RECENSIONE

"Come lie with me and I will give you
Babies from a moonlit sea all shimmerin'
Cos I love you lover
I love you like I love the four high seasons
"

Questa favola si svolge nei boschi variopinti di un'Irlanda immaginaria, certamente sognante, forse viva nella nostalgia e nel ricordo di due musicisti in fondo mai cresciuti. Le favole si raccontano attorno al fuoco, si sa, e quando Mike racconta una favola preferisce la sua fedele chitarra acustica mentre la voce di Sally, la sua sorellina, raggiunge le cime degli alberi con il suo sommesso impercettibile vibrato.

Non è per tutti. E non è certo perfetto. Ma è un omaggio ai cantastorie, ai folksingers anni sessanta passati di moda o solo un pò meno modaioli che amano le storie di spettri, tetri banchetti sull'acqua e fanciulle stregate sulle mura di un castello. E' musica di evasione che ti porta lontano, in un mondo che forse non esiste neanche ma in cui è facile perdersi. Piccoli capolavori nascosti come "River Song" ammaliano e incantano lasciando pochi secondi di ammirazione per il piacevolissimo arrangiamento folk ad opera del maestro David (Dee) Palmer.  Il flauto e le corde in metallo, il suono di legni eterei come tracce dimenticate in "Love in Ice Crystals" lasciano smarriti e viene davvero voglia di ritornare alla realtà della musica di tutti i giorni. Davvero?

Già. Tornare alla realtà. Ma la voglia poi passa in un momento quando Mike si cimenta in intermezzi acustici degni dei suoi anni di maggiore celebrità (tra di essi si nasconde anche un godibilissimo "Branches" che utilizzerà incastrato da qualche parte nell'album Amarok). "A sad song for Rose" è un altro di questi frammenti dimenticati ma forse ricordati poi in seguito anche perchè presenti con le stesse note in forma meno acustica nel celebre Ommadawn.

E' un piacere per le orecchie e per la mente rilassarsi seduti accanto a Mike e Sally stringendo fili d'erba tra le dita che scivolano via mentre il sonno e la notte stanno quasi per avvolgerci. Eravamo bambini. Proviamo a ricordare qualcosa. Ma tutto si confonde da adulti, poi si dimentica e così queste canzoni.

"I remember the breeze and the soft creamy cheese
That we gave to the doves on the lawn
But the grass was so green that it soaked up the cream
And the doves flew away and were gone
But I saw the smiles that were deep in their eyes
And I saw the joke was on you but I could not laugh
I went back to the grass and you came in a rainbow balloon
Who are you? Who are you?
"

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Riassunto del Bot

La recensione descrive "Children Of The Sun" di The Sallyangie come un album folk nostalgico e sognante, popolato da melodie delicate e atmosfere da favola irlandese. Non perfetto ma autentico, è un omaggio ai cantastorie degli anni '60, arricchito da arrangiamenti raffinati. La musica evoca ricordi e sensazioni intime, invitando l'ascoltatore a perdersi in un mondo incantato e sospeso tra realtà e sogno.

Tracce testi video

03   Children of the Sun (05:06)

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04   A Lover for All Seasons (03:43)

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05   River Song (03:41)

06   Banquet on the Water (04:44)

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08   Midsummer Night's Happening (04:12)

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09   Love in Ice Crystals (03:06)

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10   Changing Colours (00:25)

12   Milk Bottle (00:35)

13   The Murder of the Children of San Francisco (04:00)

14   Twilight Song (02:35)

15   Song of the Healer (03:03)

The Sallyangie

The Sallyangie è un duo folk composto dai fratelli Sally Oldfield e Mike Oldfield, noto per l'album Children Of The Sun (pubblicato nel 1969).
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