Ci sono giornate in cui il nostro mood è completamente sottoterra, giorni in cui vorremmo semplicemente starcene in camera a fissare il muro, aspettando disperatamente qualcosa che ci tolga d'impaccio e ci porti un pò d'allegria. Ed è in questi momenti che anche un dischetto di pop semplice semplice può rivoltarci l'umore da così a così. E' il caso, per quanto mi riguarda, di "Pristine Christine", singolo di debutto dei Sea Urchins e numero di catalogo 001 per la compianta Sarah Records di Bristol: tre brani, tre minuti circa ciascuno. Indiepop allo stato puro, arpeggi di chitarra a metà strada tra i Byrds (ebbene sì, siamo ancora qui a citarli) e gli Smiths, suoni tondi e dinamici, ma con un'attitudine diretta quasi punk, che più che la piovosa Inghilterra portano alla mente terre ben più solari ("you've got the sunshine in your eyes", cantavano i coevi Orchids).
Le origini del sound che attualmente va per la maggiore in Svezia ed in particolare tra gli artisti targati Labrador va sicuramente ricercato qui, nel primo album dei Primal Scream e nella compilation "C86" edita dai tipi del New Musical Express (sicuramente tra i colpevoli, in senso buono, della diffusione di questo sound così naif che negli USA verrà esportato dai Beat Happening).