Copertina di The Tangent A Few Steps Down the Wrong Road
TheNemesis

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Per appassionati di musica progressive rock, fan di the tangent, ascoltatori di jazz e blues, cultori di musica tecnica e ricercata
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LA RECENSIONE

A volte ritornano... e in questo caso, meno male!

Andy Tillison, tastierista e fine autore, "titolare" della band The Tangent, si è ripreso bene dall'infarto accadutogli l'estate del 2015.

Quindi... ha ripreso a scrivere, stavolta in compagnia di Boff Whalley, ex membro dei Chumbawamba, e sta preparando un nuovo album dei Tangent.

Ci regala una bella anteprima: una mini-suite di circa 20 minuti dal titolo lunghetto..."A Few Steps Down The Wrong Road"

Il brano è un mix molto ben riuscito ed equilibrato dei generi che sono tipicamente nelle corde della band: prog canterburiano con spruzzatine di jazz, blues e classica, sempre molto misurate e inserite in una base compositiva impeccabile. I vari momenti della suite sono collegati tra di loro armoniosamente, come appunto un ottimo cocktail realizzato da un grande barman.

Mi convincono un po' meno i "parlati", fortunatamente brevi e non frequenti, che hanno senso solo per il testo impegnato socialmente (non certo una novità per l'autore Tillison).

Per il resto, goduria pura. Grande capacità tecnica, songwriting di lusso. Poca voce, lato positivo perchè Tillison non canta male, ma ha un timbro un po' banale.

20 minuti che scorrono via come acqua di fonte, fresca e rigenerante.

Consigliatissimo

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Riassunto del Bot

La recensione presenta con entusiasmo la mini-suite di The Tangent, frutto del ritorno di Andy Tillison dopo un grave problema di salute. Il brano è un riuscito mix di prog, jazz, blues e classica, con una composizione armoniosa e tecnica. Alcuni elementi vocali risultano meno convincenti, ma l'insieme è molto godibile. Un lavoro che scorre fresco e rigenerante, consigliato agli appassionati del genere.

The Tangent

The Tangent è un gruppo progressive rock guidato da Andy Tillison, nato all'inizio degli anni 2000. Il loro album di debutto citato nelle recensioni è The Music That Died Alone (2003). Le prime formazioni e incisioni vedono collaborazioni con musicisti come Roine Stolt, David Jackson e Theo Travis.
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