Copertina di The Verve This Is Music: The Singles '92-'98
enryka

• Voto:

Per appassionati di musica rock britannica, fan degli anni '90, amanti del britpop e delle sonorità malinconiche ed emozionali
 Dividi con...

LA RECENSIONE

Nel 1993 Richard Ashcroft, frontman dei Verve, band inglese nascente, affermava: "Nella storia c'è posto per noi. Occorreranno tre album, ma ci arriveremo". In effetti così è stato. I Verve hanno raggiunto il successo nel 1997 con lo splendido Hurban Hymns, terzo album, che li ha immediatamente proiettati nell'Olimpo musicale. L'album, che ha trovato un grande riscontro sia nel pubblico che nella critica, ha sancito la fine della band, infatti il gruppo per incompatibilità intestine, si è sciolto nel 1999, dopo la fine del tour.
This Is Music: The Singles 92-98 è un album ricco di diverse sonorità, si passa infatti da pezzi in cui è evidente l'influenza degli Oasis, a canzoni vicine al mondo elettronico dei Radiohead. Questo lavoro, come tutti i lavori dei Verve, risulta complesso al primo ascolto, in quanto le melodie "dolci e amare" confondono l'ascoltatore, il quale però finisce per rimanere incantato dalle atmosfere malinconiche, poderose e fragili costruite dalla band inglese.

I pezzi, che istintivamente sono riposti nella dimenticanza, finiscono per emergere con forza, è il caso di "This Is Music", in cui la musica diviene una sorta di faro luminoso atto a far risplendere la quotidianità dell'esistenza; in "History", decorata dall'uso sapiente di meravigliosi archi, Ashcroft canta: "I hope you understand there's more in a smile than in a hand".
"She's A Superstar" si apre come una dolcissima ninna nanna, atta a celebrare una donna che si è insinuata lentamente nell'aria; in "On Your Own" il cantante si chiede: "Life seemed so obscene until it's over who knows?". Accanto a questi pezzi, che per troppo tempo hanno assunto il ruolo di canzoni di nicchia, appaiono, in tutto il loro splendore, i pezzi estratti da Urban Hymns: "The Drugs Don't Work", la cui strofa parla da sola: "The drugs don't work, they just make you worse, but I know I'll see your face again"; "Bitter Sweet Simphony" con il suo video irritante; "Sonnet" e la splendida "Lucky Man", il cui testo sintetico e a tratti minimalista, riesce a conciliare l'anima.
L'album è arricchito dalla presenza di due inediti: "Monte Carlo" e "This Could Be My Moment", in cui il suono sembra "rubato" alla scena rock californiana, inoltre la voce di Ashcroft ha abbandonato l'antica dolcezza per abbracciare atmosfere più dure e concrete.

Questo quarto lavoro, che potrebbe sembrare l'ultimo tentativo del gruppo, ormai scomparso, di rimanere a galla, risulta essere un capolavoro, non solo perchè i Verve hanno scritto pezzi splendidi destinati a rimanere, ma anche perchè This Is Music si erge come testimonianza, anzi come testamento di una "musica" che riusciva, riesce e riuscirà ancora ad emozionare, commuovere e toccare le corde più profonde dell'anima.

Carico i commenti...  con calma

Riassunto del Bot

Questa recensione celebra This Is Music: The Singles 92-98 dei Verve, una raccolta che racchiude le diverse sfumature sonore della band inglese e i loro pezzi più iconici. L'album è visto come un capolavoro che testimonia l’anima malinconica e potente della loro musica, arricchito da due nuovi brani che mostrano una svolta più dura. Nonostante lo scioglimento della band, i Verve rimangono un punto di riferimento imprescindibile della musica anni '90.

The Verve

The Verve sono un gruppo rock inglese formatosi a Wigan (Lancashire) nel 1990, noto per il passaggio dagli esordi shoegaze/psichedelici al successo mondiale di "Urban Hymns" e per il ritorno con "Forth" dopo anni di pausa.
17 Recensioni