C'ho pensato un po' e poi mi son detto ma sì dai la scrivo... e sapete perché?

Perché sto ascoltando il concerto dei Mudhoney a Torino di due anni fa che qualche buon'anima ha messo in rete dove io me lo sono andato a scaricare e per due terzi non mi è piaciuto per niente. Molto piatti. Si sta riprendendo un filo adesso verso la fine ma non saprei neanche quanto.
Invece l'altra sera che sono andato a vedere i Vibrators (sempre nella ex capitale sabauda) mi sono proprio divertito tanto, dall'inizio alla fine.

Quindi mi sono detto, una rece gliela devo, anche perché di questi qua - che saranno anche degli "one hit wonder" ma con un paio di cosette hanno contribuito a scrivere la storia del punk - in Debaser non c'era niente.

Certo, l'altra sera al loro concerto, niente di nuovo sotto il sole. Il "deus ex machina" Knox oltretutto non c'era nemmeno quindi teoricamente era una serata minore, ma i tre vecchi punk (Eddie, Nigel e Pete) si sono dati da fare e a fine serata gli ho comprato il cd dell'ultimo loro lavoro, "Energize". Al tavolino c'era Eddie con l'asciugamano a tracolla che mi ha firmato la copertina e sono andato a casa contento. Anche perché poi ho ascoltato il pezzo di plastica in questione e mi sono divertito di nuovo.

"Energize" è il quindicesimo album in studio dei Vibrators ("Punk pioneers since 1976" come si autodefiniscono) e risale come lavorazione al 2001, con Pat Collier (original bass player) che produce e John Ellis (original guitarist) che suona su due tracks. Il bassista era ancora Robbie Tart prima di essere sostituito da Pete dei No DIrection (un simpatico finlandese). È un'accozzaglia di canzonacce punk '77 una più banale dell'altra, una più stupida e più vecchia dell'altra, una più bella dell'altra. Come i Rolling Stones: sempre più vecchi, sempre più brutti, sempre più uguali, sempre da ascoltare.

Nei 16 pezzi dell'album (più una hidden track dove spunta fuori una strana e divertente versione di "Baby baby") ci sono piccoli capolavori che non possono e non devono passare inosservati: "Brand new" su tutte (immensa), dove mi si rimestano nelle orecchie reminiscenze di "Pumpin' for Jill" di iggypoppiana memoria e poi "So far down", "Tears are falling", "Shine", "No more" ma anche "Rock the kids", "Animals" e "2night" con giri di basso pompanti e schitarrate giuste sotto i coretti. Tutte trascinanti, non saprei dirne una brutta.

Insomma, che dire, il '77 è passato e di sicuro non abbiamo "Puremania" o "V2" per le mani ma questi dinosauri a loro modo reggono. Sconfiggono il tempo che passa col vecchio che tiene.

Voglia di viaggiare indietro nel tempo? Certo: allora mi divertivo di più... Con dischi così mi diverto ancora anche un pochino adesso.

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