Copertina di The Wedding Present Bizarro
damagedlemon

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Per appassionati di indie rock, fan del rock alternativo britannico, amanti di testi introspettivi e atmosfere chitarristiche distorte
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LA RECENSIONE

“Lost your love of live/too much apple pie/and now Harris walks away/with Johnny’s wife”.

"Bizarro" probabilmente non è un disco da cinque stelle ma di sicuro contiene “Brassneck”, “Granadaland” e “Kennedy”: fino a prova contraria voi non le avete scritte, David Gedge sì. Il secondo disco dei Wedding Present presenta un suono più compatto – tight – e curato; le batterie sono più toste, le chitarre molto più rozze e distorte ed il basso sale finalmente in primo piano, dettando spesso linee melodiche laddove l’ensemble rumina un caratteristico wall of sound: un passo indietro fa la voce di Gedge, il che risulta una scelta strana, se si pensa a come il tono sommesso del lead singer debba ora combattere con una struttura di distorsione ancora più consistente. La scelta dei temi non si discosta da quella del primo album e continuerà a non discostarsi anche nei dischi successivi: Gedge saprà cantarci (quasi) sempre e (quasi) esclusivamente delle sue (para)noie sentimentali e sappiate che la cosa non mi infastidisce per nulla, ma sono disposto ad accettare obiezioni al riguardo.

Novità: si accorciano i titoli delle canzoni rispetto a "George Best", ma si allunga la durata media. I brani si chiudono spesso con code soniche, in cui si sente una vaga eco dei Velvet Underground, ed è proprio in questi frangenti che si percepisce l’abilità della band nel lavorare sulle dinamiche, riuscendo a trascendere (ma non sempre) lo spettro della monotonia: il tappeto di feedback ricorda ascolti contemporanei e se questo non è shoegaze lo si deve allo stretto legame con il concetto di canzone che mantiene i Wedding Present con i piedi per terra – mentre sta ad altri adorati contemporanei sognare nuovi mondi pop un po’ più fuori nello spazio. Non mancano tuttavia episodi rilassati nei quali spicca il tono basso da crooner di David Gedge: come mi è stato fatto notare, il ragazzo è con buona probabilità vagamente stonato e di sicuro privo di varietà, ma la sua voce risulta - alle orecchie del vostro amico e umile recensore - unica e perfetta nel definire il suono del gruppo.

Sulla scia di "Bizarro", il mammasantissima Steve Albini si interesserà alla band, producendo il terzo disco "Seamonsters" (ed una nuova versione del singolo “Brassneck”, contenuta nella ristampa su cd del disco, dove tra gli extra spicca una versione cazzara di “It’s Not Unusual” di Tom Jones – una robetta che potrebbe diventare un party classic se qualcuno mi concedesse di fare un dj-set ogni tanto): pertanto, se proprio non vi fidate di questa recensione, fidatevi di chi ha orecchie migliori delle mie e cercatelo questo disco, cercatelo.

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Riassunto del Bot

Bizarro, il secondo album dei The Wedding Present, mostra un suono più compatto con chitarre distorte e un basso in primo piano. David Gedge racconta le sue paranoie sentimentali con la voce unica e riconoscibile. Le sonorità richiamano lievemente i Velvet Underground e mantengono un legame saldo con la canzone tradizionale. Il disco, sebbene non perfetto, è un tassello fondamentale nella carriera della band, preludio all'incontro con Steve Albini e l'album Seamonsters.

Tracce testi video

06   What Have I Said Now (05:20)

09   Take Me (09:20)

11   One Day This Will All Be Yours (02:02)

12   Unfaithful (03:19)

13   It's Not Unusual (02:06)

The Wedding Present

The Wedding Present sono una band indie rock di Leeds, formata nel 1985 da David Gedge. Noti per le chitarre frenetiche e i testi sentimentali, hanno pubblicato album acclamati come George Best (1987), Bizarro (1989) e Seamonsters (1991, prodotto da Steve Albini). Attivi 1985–1997 e dal 2004.
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