The Yardbirds
Yardbirds '68

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Voto:

Dedicato ad Emilio

Mini cofanetto di un grande gruppo.

Ho sempre considerato l’amicizia come il più nobile dei sentimenti; ad un amico non devi niente, tutto ciò che fai sgorga in modo spontaneo.

Senza obblighi e vincoli, è solo il tuo cuore che parla. Un amico non tradisce, può spaccarti pure la faccia se è necessario, ma non tradisce.

Amicizia significa lealtà, rispetto, generosità, altruismo, passione, fedeltà. Tutte nobilissime, quanto rarissime qualità.

L’amore è un altra cosa, purtroppo entrano dinamiche che non lo fanno essere puro.

Non ho mai considerato le mie band o i miei artisti del cuore come idoli o miti (col cazzo, se mi conoscessero sarei io il loro idolo), ma come degli amici particolari, che con la loro splendida musica mi hanno accompagnato fino ad ora nelle più differenti situazioni.

Perché li ascolto sempre, la loro musica è sempre dentro di me; nei drammi e nella goliardia, così come nella malinconia e nella tristezza e nei (per me brevissimi) momenti veramente felici. La nostra musica è una grande amica, non ti tradisce mai.

Quando nasce un amicizia, quando scocca quella scintilla, diventa naturale per prima cosa raccontarsi tutto di prima, di quando non ci si conosceva.

Allo stesso modo quando una band ti entra nell’anima, vuoi sapere in che contesto è nato il gruppo e cosa facevano prima.

Così è successo con il mio Stregone. I Led Zeppelin mi riempiono cuore, anima e palle ed è normale che subito dopo scopra che James Patrick, dopo essere stato uno dei session man più stimati d’Inghilterra, era il chitarrista degli Yardbirds.

Dopo i Beatles, insieme ai Rolling e agli Animals c’erano loro in primissima fila nella British Invasion.

La band che ebbe tra le sue fila i tre Guitar Hero inglesi top dell’epoca; prima Clapton, poi Beck ed infine il mio Diavolo.

Questa loro fantastica unicità sarà anche il fattore determinante per la loro fine poco gloriosa.

Sia con Clapton che con Beck la band deve quotidianamente misurarsi e subire le decisioni, le voglie, le bizze dei due giovani chitarristi.

Con Clapton suonavano del blues genuino e travolgente, con Beck diventarono più hard e psichedelici.

Difficile se non impossibile però convivere con i loro capricci ed i loro puntigli di giovani egocentriche rockstar.

Così quando arriva il mio Stregone trova un gruppo ormai stanco. Anni di frenetica attività live e una gestione del gruppo lasciata in balia degli eventi più che ad una vera impostazione logica e sensata avevano logorato il fisico e soprattutto la psiche dei membri.

Nonostante un inizio promettente, la voglia spasmodica del nuovo arrivato cozzava con questo stato d’animo degli altri. Così ci si avvia alla fine, con Ralf e McCarty che prendono la strada di sonorità diverse da quelle che Page intende dare alla Sua band e Dreja che si dedicherà alla amata fotografia.

Da queste ceneri, con il Diavolo e Grant carichi a mille, nascerà quel Dirigibile che, per la “pace” di tutti, spaccherà il culo e asfalterà chiunque si porrà sulla sua strada, suonando dall'hard al folk senza soluzione di continuità e con una qualità indiscussa (non c’è contraddittorio in merito, grazie).

Grant, da parte sua, rivoluzionerà la figura del manager. "Stop ad inutili individui sul luogo. I concerti e i tour li organizziamo noi, non abbiamo bisogno di pubblicità, la nostra musica basta e avanza. A noi il 90 per cento e alle sanguisughe il 10 ed è pure troppo" (le parole sono mie ma penso che Grant avrebbe più o meno detto così, siamo similmente ignoranti)

Ho sempre pensato che gli Yardbirds, rispetto ad altri gruppi del periodo, siano stati poco legittimati per tutto ciò che hanno dato al rock di quel periodo. Soprattutto nel periodo Beck furono tra i pionieri di nuove sonorità, in particolare nei superbi live che la storia ci ricorda.

Questo mini cofanetto rappresenta il meglio del periodo Yardbirds con Page.

Si tratta di un doppio disco; il primo è un live album, il secondo contiene delle registrazioni inedite in uno studio di New York nell’ultimo periodo di vita della band.

Il “Live at Anderson Theater” (New York, 30 marzo 1968) non è sconosciuto ai seguaci del gruppo in quanto già pubblicato, ma con un sonoro da far ridere i sassi e con aggiunta di applausi finti con gli stessi sassi a cui ora scappa pure da cagare (Il Diavolo, orgoglioso e perfezionista, era riuscito in una prima fase a bloccarne la distribuzione).

Cinquant’anni dopo Page rimixa il tutto, come lui sa fare e ci delizia con questa chicca. Non vi sto certo a “spiegare” i brani perché non ne sono capace e perché ognuno li valuta con la propria anima, ascoltando. Mi limito a dire che se questo è un concerto di un gruppo stanco, posso solo immaginare, quando non lo erano, con che razza di esibizioni deliziavano i presenti.

Vi dico pure che Page comincia a far sentire (e vedere) numeri di alta scuola con pezzi che si vedranno anche nei primi Led Zeppelin. “Dazed and Confused”, con i primi passi delle sperimentazioni dello Stregone, ne è l’esempio più eclatante (sappiamo che era stato completamente rapito dal pezzo ascoltato dall’autore originale Jack Holmes in occasione di una sua apertura per il gruppo a New York l’anno precedente).

Nobili amici chitarristi, negli anni, mi hanno sempre fatto notare quali incredibili suoni Jimmy sapeva estrarre in quegli anni da una Telecaster... mah, ve la giro così, perché voi ne sapete e capirete; per la mia totale ignoranza pure in fatto di chitarre mi sa che se il mio Diavolo avesse messo sei corde su un badile per me ciò che ne usciva avrebbe probabilmente avuto lo stesso effetto di una chitarra.

Il secondo disco ci fa capire, soprattutto nei quattro pezzi originali, quanto di buono avrebbero potuto ancora regalarci gli Yardbirds. Da segnalare una prima versione strumentale di quella che diventerà la “Tangerine” del terzo album del Dirigibile (brano scritto da Jimmy sulla fine della sua relazione con Jackie DeShannon).

E comunque, sarebbe cambiato tutto, non avremmo avuto Renaissance e Armageddon da parte di Keith e Jim e soprattutto non sarebbe nata la Creatura. Per una volta, grazie al destino.

Grande anima, sound meraviglioso. Oltre al Diavolo, grande prova di McCarty, ottimi sia Relf che Dreja.

Tanto, tanto onore e rispetto per loro, storia del rock.

Leale, sincero, rispettoso e riservato sono qualità che apprezzo tanto.

Emilio è così, caratteristiche da amico più che da semplice suocero.

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Commenti (Venti)

sfascia carrozze
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"La nostra musica è una grande amica, non ti tradisce mai"
Bella DePagina.
Al contempo non sono proprio persuaso sia una grande amica.
Siamo noi che quando abbiamo voglia/desiderio/necessità di farci allietare la cerchiamo e non viceversa: in quel caso, lei è lì, pronta ad assecondare/allietare le nostre personali necessità.
E' anche vero però che se noi non la cerchiamo, a differenza di un amic_, lei non ci cerca.
Potremo anche non cercarla mai più e comunque non se ne avrebbe a male.
Emilio forse no.
Ecco la vera differenza.
BËL (03)
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IlConte: Ci cerca, ci cerca... noi la cerchiamo proprio perché sentiamo il suo richiamo Signore della Nobile Isola.
Grazie di passare sempre...
Stanlio
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eh beh...
eccheccazzo!
che dire?
in sardo:
il conte sempre ragione ha
BËL (01)
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IlConte: Troppo buono a Sten però è vero ho sempre ragione ahahahahahahahah
IlConte: Grazie del passaggio “vecchio” “saggio” uomo di blues
Pinhead
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Mi sarebbe piaciuto avere un suocero come Emilio, tutto qua. Ciao Conte.
BËL (01)
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IlConte: Ciao Grande Maestro, grazie di te
CosmicJocker
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D'accordissimo con te nobile sulla distinzione tra amore/amicizia..Non ricordo più chi diceva: per quanto raro sia il vero amore, non è raro come la vera amicizia..un abbraccio!
BËL (01)
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IlConte: Mitico Cosmico, diceva bene quello lì, un abbraccio!
Zimmy
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Non mi stancherò mai di ribadire che il nostro Conte è nobile di nome e di fatto: e le sue rece lo dimostrano. Così cariche di anima, passione, nobili sentimenti. Per il resto, gruppo fondamentale e proposta interessante, con una storia raccontata - al solito - splendidamente. Il Conte non si discute, si ama e gli si danno 5 stellette fisse
BËL (02)
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IlConte: Ahahahahahah, troppo Signore tu Zimmy ma mi fa piacere se ti gustano, ovvio. Questo è un “doppio” super!
TheNemesis
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Bella pagina, tocca corde profonde e, purtroppo, spesso dimenticate.
BËL (01)
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IlConte: Grazie del tempo dedicato... si spesso ci dimentichiamo...
GenitalGrinder
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ffanculo il Conte!!! Per una volta che una mia recensione era diventata "del momento" ecco che arriva lui è scrive una delle sue epiche pagine. Dopo la leggo, intanto la voto.
BËL (01)
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IlConte: Ahahahahah ma sa dit??!!
Almotasim
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Il Conte è un dispositivo impiantato nel torace del Debasio che aiuta a tenere sotto controllo le anomalie del battito cardiaco. Con I suoi impulsi riporta il cuore al giusto ritmo.
BËL (02)
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IlConte: Beh non mi sembra di essere proprio uno che riporta alla tranquillità ahahahah, ma se il ritmo giusto è “energico” (fin troppo) potrei andar bene. Merci de los tempo, nobile.
heartshapedbox
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BËL (01)
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IlConte: Il tuo cuoooooricinooooooo è il commento più bellooooooooo ahahahahahah. Ciao fanciulla!
nix
nix
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Una recensione fondata sulla passione... ovviamente è molto nelle mie corde e non può che piacermi. Inoltre c'è un elemento curioso e originale, cioè il rapporto d'amicizia verso musica e musicisti che ci hanno accompagnato nel corso della vita. Non avevo mai visto la questione da questa prospettiva, che poi è una ulteriore (e originale) declinazione della passione musicale.
Il disco non lo conosco, ma a questo punto mi fido del recensore. Complimenti.
BËL (01)
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IlConte: Grazie del passaggio nix, il disco è davvero ottimo, non me lo aspettavo. Conoscevo già il live ma non certo così e la registrazione in studio è ok.
Si, io li ho sempre considerati così... non so perché ma da sempre...
nix: vedrò di procurarmelo.
De...Marga...
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"Da queste ceneri, con il Diavolo e Grant carichi a mille, nascerà quel Dirigibile che, per la “pace” di tutti, spaccherà il culo e asfalterà chiunque si porrà sulla sua strada, suonando dall'hard al folk senza soluzione di continuità e con una qualità indiscussa (non c’è contraddittorio in merito, grazie)." Mi basta citare questa tua frase per far capire a Debaser quanto il Conte sia a noi tutti necessario. Applausi e stima immensa!
BËL (01)
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IlConte: Ahahahahahahahahah “niente contraddittorio non ne ho voglia” grazie
Grande Dema!
hjhhjij
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Bella pagina. Bella pagina tua sugli Yardbirds, un piacere.
BËL (01)
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IlConte: Nobilissimo giovane a me molto simpatico e a cui devo molto grazie del passaggio. Yardbirds enormi.
hellraiser
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Molto interessante questo cofanetto, sapevo doveva uscire ma non l'ho mai preso ne visto in negozio. Loro mitici, un plauso anche a Keith Relf, storicamente passato sempre in secondo piano rispetto ai giganti alla chitarra, te come al solito rece molto sentita e bella, bravo bravo
BËL (01)
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IlConte: Grande rocker! Grazie del passaggio.
È veramente un gran bel doppio, merita!
lector
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La musica non mi ha mai offerto da bere. Ma, ok, in fondo tra amici non è questo che conta.....
BËL (01)
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lector: Neanche con mio suocero sono mai andato a sbronzarmi, ora che ci penso.
IlConte: Io ho offerto da bere a cani e porci... non è questo dici bene nobile
Grazie del tempo
luludia
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grande musica...
BËL (01)
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IlConte: A tal po dir ahahahahag
Johnny b.
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Esiste un Rock pre Yardbirds e ne esiste un'altro post. Band non osannata come altre ma di un importanza capitale per il Rock in tutte le salse. Sempre bello leggere pagine così, passione + competenza marchio di fabbrica Conte.
BËL (01)
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IlConte: Grande Johnny, proprio così anche per me.
Thank
claudio carpentieri
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Sapevo che gli avresti dedicato qualche parola (si fa per dire dai, anch'io quanto a grafomania ho pochi competitori, ah,ah), con stile e senza limiti, bravo amico mio.
BËL (01)
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IlConte: Ahahahahahah grazie Claud. Mi sa di aver visto una cosa di poco tempo fa, passerò quanto prima ovvio!
DrikyzBump
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Bellissima recensione che mi porta obbligatoriamente ad approfondire un gruppo che ho sempre ascoltato in modo marginale; grazie!
BËL (01)
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IlConte: Grazie del passaggio. Beh loro ti dovrebbero piacere così “a pelle” mi sa, se ti piace ritmendblues et similarium.
nangaparbat
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Gallinacci imprescindibili, il fior fiore delle chitarre inglesi è passato di qua ( e non solo chitarre, si veda il clavicembalo di Brian Auger in "For Your Love", per dirne una a caso). Cinque sulla fiducia al disco, cinque all'ottima recensione.
BËL (01)
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IlConte: Dici bene nobile. Il disco è davvero bello non me lo aspettavo.
Thank
Falloppio
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Hola. Anche io dico la mia nonostante ti stia sui coglioni. La musica la sento poco amica perché l'amico non si tradisce. Ed io passo dal Metal al Blues, dal Folk al Funky passando dal Rock in poco tempo. Come gli Yardbirds. Prima preferivo il loro tempo con Dio (Clapton è Dio) poi con Beck. E Beck è un genio, follia. Poi con Page (il Diavolo? Ma si dai, Dio il Genio e il Diavolo). Malgrado siano la stessa band, la firma della chitarra è inconfondibile. Bravo che li hai riportati a galla. Quindi domani ascolterò il periodo migliore che è quello con alla chitarra......
BËL (00)
BRÜ (00)

IlConte: Ahahahahah beccato in diretta nobile... ma non ho capito perché la tua mi dovrebbe stare sui coglioni?!
IlConte: Comunque quelli che considero “amici particolari” sono quelli che sono dentro la mia anima... non è la musica l’amica, penso di dirlo molto esplicito. Perché quella è la musica del mio cuore è c’è sempre. Ho la fortuna di amare da semore gli stessi gruppi quindi io non tradisco e neanche loro... tu sei di mente aperta ti piace più roba, cambi, vari, io sono ignorante ahahahah
IlConte: Per gli Yardbirds li apprezzo in tutti i periodi.. con Clapton all’inizio era un blues da paura, con Beck più carrivi e psichedelici... con Page erano stanchi... ma se stanchi vuol dire suonare così eccheccazzo...
Falloppio: Li ho tolti da poco dalla macchina per ascoltare tutta la novità proposta dal Debaser. Sai che faccio? Nuova chiavetta con musica vecchia e di spessore!!!!!!! ....tu fai il bravo ;)

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