Copertina di Thee Headcoatees Punk Girls
Pinhead

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Per appassionati di punk, rock underground, curiosi della scena alternativa degli anni ‘90, fan di band femminili e delle storie musicali poco note.
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LA RECENSIONE

C’è stato un momento in cui Holly Golightly sarebbe potuta diventare famosa.

Era il 2006, la nazionale italiana di calcio vinceva la coppa del mondo e i tifosi allo stadio intonavano po popo po po poo po sulla falsariga del riff di “Seven Nation Army” dei White Stripes, e in tanti andarono a cercare il disco che conteneva quel pezzo.

Ora, dentro il disco ci sta un altro pezzo delizioso che si chiama “It’s True That We Love One Another” dove Holly Golightly rifila un terrificante due di picche al buon Jack White che spasima per lei e lo relega senza pietà nella desolata friendzone, cinguettando “I love Jack White like a little brother”.

Per davvero, c’è stato un momento in cui Holly Golightly sarebbe potuta diventare famosa ma, ovviamente, è andata a finire che la massa sterminata conosce “Seven Nation Army” e si contano sulle dita di una mano quelli che dopo vent’anni si ricordano la canzone in cui Holly canta con Jack e Meg.

Su quel disco e quel pezzo, i White Stripes, ma soprattutto Jack, hanno fondato la loro fortuna artistica e pure economica; Holly, invece, lei rimase la reginetta del suono Medway, allora e per l’eternità.

Cos’è il suono Medway è presto detto: nel sud dell’Inghilterra, ci sta una zona chiamata Kent, le città più conosciute sono Rochester e Chatham e insieme ad alcune altre sono le Medway Towns; proprio da lì, vennero fuori alla fine dei ‘70 dei tipi e dei gruppi straordinari, mi limito a citare Billy Childish e i Milkshakes; presero il blues e il beat che fu di Animals, Rolling Stones e Yardbirds, li scarnificarono fino a che non rimasero che gli scheletri e li esibirono con grezza e rude baldanza.

Grezza e rude baldanza che celavano un amore sconfinato per quei suoni.

Dopo i Milkshakes, Billy mise su gli Headcoats; all’alba dei ‘90, incontrò quattro ragazze per condividere la strada, lo seguirono e allora furono le Headcoatees; Holly era una delle quattro.

In rapida sequenza, uno, due, tre album: due o tre cover dentro ciascuno, le canzoni originali le scriveva tutte Billy.

“Punk Girls” del 1997 è il quarto album delle Headcoatees, sette canzoni originali sempre scritte da Billy e cinque rifacimenti, uno più bello dell’altro; rifacimenti di pezzi famosi come “Teenage Kicks” e “Ca Plane Pour Moi”, passando per “Pinhead”, ma anche meno come “Cara-lin” degli Strangeloves e “Shadow” dei Lurkers; e anche i sette pezzi che non sono rifacimenti, in fondo lo sono comunque, ma la passione che trasuda da quella “Stab Your Back” che è “Punk Girl”, oppure da una “I Want To Hold Your Hand” dove “I want” diventa senza colpo ferire “Don’t wanna”, ecco, la passione è talmente travolgente che né i Damned né tanto meno i Beatles trovarono niente da ridire.

Un altro paio di album, poi lo scioglimento nel 1999 e una bella carriera solista per Holly, ma anche per la sua compagna di scorribande Ludella Black, poi il ritorno inaspettato e sorprendente lo scorso anno.

C’è stato un momento in cui Holly Golightly sarebbe potuta diventare famosa come i White Stripes, è andata diversamente, ma lei è la reginetta del Medway sound.

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Riassunto del Bot

La recensione celebra Punk Girls, quarto album delle Headcoatees, mettendo in luce il contributo di Holly Golightly e il legame con la scena Medway. Vengono raccontate le influenze punk e garage dell'album, le cover eseguite con passione e il destino di Holly contrapposto alla fama dei White Stripes. Nonostante il successo mancato, il sound genuino e la carica emotiva incarnano lo spirito underground inglese degli anni ’90.

Thee Headcoatees

Le Thee Headcoatees sono un gruppo garage-punk britannico nato nell’orbita di Billy Childish e del Medway sound. Attive nei primi anni ’90 fino al 1999, hanno inciso dischi come Girlsville e Punk Girls, alternando brani originali e cover tagliate con coltello. Tra le voci spiccano Holly Golightly e Ludella Black.
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