Thelonious Monk
Thelonious Alone in San Francisco

()

Voto:

Chopin é nero , indossa buffi cappelli e suona per concessione divina.

Nel farlo disseziona la notte con una lanterna magica: da una parte l’ombra, dall’altra la luce. Poi ricuce il tutto a comporre una sorta di ying yang musicale dove armonia e dissonanza finiscono per essere una cosa sola.

Non immaginatevi, però, chissà che. Anzi immaginatevi una cosa da niente. Talmente da niente che, ad ascoltarla oggi, vien quasi da chiedersi: “ma siamo in un luna park o in un locale notturno?”

Suoni infantili e squillanti (di uno squillare che non si da importanza) cedono il passo all’ombra, un’ombra tutta fatta d’angoli e spigoli. ( Lo ying e yang che dicevamo).

Magie infinite (e tutte intrise della bellezza delle cose piccole e luminose) brillano per un attimo, ma, siccome è tutto un susseguirsi, in realtà brillano sempre. (La lanterna magica che dicevamo).

Aggiungete una specie di scienza delle pause, il non detto e il vuoto che accentuano il successivo pieno e fan sì che certi suoni guizzino come pesciolini multicolori mentre altri si caricano d’ombra e di profondità.

E poi una sorta di grazia zoppicante, un’incertezza tutta umana nella luce.

A me il nostro Chopin nero piace quando suona da solo, come in questo disco.

Che, quando suona con altri, i brani perdono quel meraviglioso incanto fatto di laconicità e di apparente andare a vuoto. Meglio, molto meglio, il solitario viandante che procede zigzagando per sentieri e strade blu.

Ok, il nostro Chopin nero non è Chopin. Si chiama, anzi si chiamava Thelonious Monk, indossava buffi cappelli e suonava per concessione divina. Solo che le concessioni divine spesso si pagano.

Ma sto pezzo della recensione non ho voglia di scriverlo. Non ho voglia di scrivere di Monk il pazzo, di Monk l’eccentrico, di Monk il catatonico, un accenno basta e avanza,

Diciamo solo che Monk era uno che pensava diverso e che quindi suonava diverso. Diciamo che per me Monk era (ed è) Chopin...

Trallallà...

Questa DeRecensione di Thelonious Alone in San Francisco è distribuita da DeBaser con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale.
Può essere parzialmente o totalmente riprodotta, ma solo aggiungendo in modo ben visibile il link alla recensione stessa su DeBaser: www.debaser.it/thelonious-monk/thelonious-alone-in-san-francisco/recensione

Area sponsor. La vedono solo gli utenti anonimi. Quindi Accedi!


Commenti (Diciassette)

RinaldiACHTUNG
Opera: | Recensione: |
Anche io lo preferisco quando suona da solo, mentre divide la luce dall'oscurità come scrivi tu
BËL ( 01 )
BRÜ ( 00 )

TheJargonKing
Opera: | Recensione: |
Spettacolo! Che uomo!
BËL ( 01 )
BRÜ ( 00 )

Pinhead
Opera: | Recensione: |
A me piace tanto "Brilliant Corners", anche se non è da solo.
BËL ( 01 )
BRÜ ( 00 )

luludia: beh, trattasi comunque di grande musica
hjhhjij
Opera: | Recensione: |
Semplicemente superbo, uno dei grandissimi del '900. La musica Jazz comincio ad amarla davvero con la sua generazione, con gente come lui.
BËL ( 01 )
BRÜ ( 00 )

Dislocation
Opera: | Recensione: |
L'africa, L'america, la notte, l'anima.
BËL ( 01 )
BRÜ ( 00 )

Almotasim
Opera: | Recensione: |
"Luly, my dear", bella forma! Bell'album, ma " I surrender, dear" e l'LP "Brilliant Corners" lo metterei primo per "Pannonica"- Pannonica è sempre Pannonica.
BËL ( 01 )
BRÜ ( 00 )

luludia: ma Pannonica è pure qui..
Almotasim : Di la' mi piace di piu'.
luludia: a me più qua, a te più là...in ogni caso bella...
Almotasim : Ah, la canzone popolare... se c'e' qualcosa da dire ancora... ce lo dira'
zappp
Opera: | Recensione: |
Thelonious Sphere...che come il suo secondo nome senza ingressi, e via d'uscita, impenetrabile e refrattario al punto che con pochi elementi è decollato per poi attingere alla sua sola fonte interiore, senza influenze, intromissioni, una musica la sua nata con lui, solo con lui, tutto il mondo fuori.
Molti grandi del genere in collaborazioni, hanno rimbalzato in lui, solo Charlie Rouse ne viveva (e beneficiava) in simbiosi telepatica, ma Rouse lo ha annusato e respirato perfino nel colbacco, conosceva i movimenti "spastici" di quella...chiamiamola "tecnica a paletta", gli altri ne rimanevano spiazzati in quello sghembo e dissonante pianismo, caracollante, in perenne lotta con la forza di gravità, sempre sul punto di andare in frantumi ma, bastava un accordo, una nota sospesa più del dovuto, un istante leggermente anticipato e....oplà, la melodia riprendeva in quel suo "balbettante" andamento sbronzo.

Monk dal Jazz ha più dato che ricevuto. Un isola, un pianeta a se stante.
Di Monk, come di là con Zappa, non si butta mai via niente.
Anche nelle prove meno riuscite (se ci sono...) c'è sempre un lampo, uno zampillo che ti rimette in pace con te stesso e gratifica la forma d'arte nella suo più totale significato.
Un lusso che neanche Miles Davis, discograficamente si è concesso.

Il disco è buono, ma personalmente ne amo altri di più, però lo standard è lo stesso elevato, e va bene così.

Un grazie allo scintillante Lulù per l'opportunità concessami.
BËL ( 01 )
BRÜ ( 00 )

luludia: anche tu come scintillanza non scherzi...
zappp: il mattino ha l'oro in bocca .....
JonatanCoe
Opera: | Recensione: |
Non letta ancora, una forte emicrania mi attanaglia da stamattina, ma ti do un 5 di slancio sulla fiducia e sul grande Monk , io ti lascerei tranquillamente le chiavi di casa!
BËL ( 01 )
BRÜ ( 00 )

Takanibu
Opera: | Recensione: |
bello Thelonius
BËL ( 01 )
BRÜ ( 00 )

Johnny b.
Opera: | Recensione: |
Non conosco tanto Monk ma dal quel poco che ho ascoltato una cosa la posso dire con certezza:" artista di livello superiore". Brillant Corners per iniziare ad ascoltarlo penso che non sia male se non sbaglio il suo primo LP di inediti.
BËL ( 01 )
BRÜ ( 00 )

luludia: potresti iniziare anche da questo...
lector
Opera: | Recensione: |
La dolce Pannonica de Koenigswarter, che abbandonò tutto dopo aver ascoltato "Round Midnight"!
Sarebbe bello raccontare la sua storia....
BËL ( 01 )
BRÜ ( 00 )

luludia: Tu saresti perfetto per farlo...
macaco
Opera: | Recensione: |
Adesso lo ascolto, é una vita che non sento quelle dita a bacchetta tintillennare ( ma si scriverá cosí?)
BËL ( 01 )
BRÜ ( 00 )

luludia: a me scritto così non dispiace...
imasoulman
Opera: | Recensione: |
penso che nella vita si potrebbe ascoltare solo Thelonious ed essere felici (mi piacerebbe averne una da dedicare a lui solo...ad esempio scoprendo le decine e decine di cose sue che non ho ancora ascoltato, tipo questo)
BËL ( 01 )
BRÜ ( 00 )

Dislocation: Coe darti torto, ma così dovremmo rinunciare a Miles, Coltrane, Ellington, Parker, Getz, Zawinul, Petrucciani, Haden.... però sarebbe bello avere una vita per ognuno, o? Naturalmente l'elenco è incompleto, figurati un pò.......
Dislocation: Scusa le lettere mancanti.....
luludia: e sarebbe un'ottima vita...
luludia: in ogni caso molto poetica (e dolce) la tua idea...
De...Marga...
Opera: | Recensione: |
Sono ignorantissimo di Jazz; ma tanto, tanto, tanto. Tu sempre, sempre, sempre leggibilissimo lulù!!!
BËL ( 01 )
BRÜ ( 00 )

luludia: neanche io ne so poi tanto, conosco benino solo Monk e Coltrane...
cofras
Opera: | Recensione: |
Poco da dire. Viscerale e tanto basta.
BËL ( 01 )
BRÜ ( 00 )

cofras
Opera: | Recensione: |
Non mi acchiappa le stelline. 5 e 5 cmq
BËL ( 01 )
BRÜ ( 00 )

Nico63
Opera: | Recensione: |
Pur avendo amato Monk immediatamente ai primi ascolti, tanto solo quanto accompagnato, questo album ho faticato a metabolizzarlo, tanto mi suonava scarnificato: piu' Satie che Chopin. Poi col tempo...
BËL ( 01 )
BRÜ ( 00 )

Dislocation: @[Nico63] Più Satie che Chopin mi piace tanto, è vero e rende l'idea immediatamente.
luludia: concordo, ma avevo usato Chopin più che altro come sinonimo di eccellenza pianistica...
Nico63: Certamente, era chiarissimo, solo che me lo sono trovato lì comodo per rendere l'idea...
Dislocation: Seeee, ma certe similitudini o contrapposizioni finiscono per diventare pericolose e ti attiri in un attimo eserciti di professionisti della critica ed esegetici del bello che spaccano il capello in quattro, lo sai.... Per come l'ho capita io si intendeva che Satie e Chopin hanno poco da spartire ma tu intendevi forse che si può dimostrare talento e genio anche stringendo l'esposizione al massimo, senza fronzoli, restando comunque dei virtuosi. L'ho letta bene?
Nico63: Ma sì. dai. Esegeti e critici lasciamoli spaccare il capello e noi scriviamoci le nostre cose come ci piace. In uno dei miei primi post qui su Debaser avevo osato, così di pancia (ma mi piace di più dire "di cuore"), paragonare Nico ed Hildegard von Bingen e subito fu un apriti cielo. Machissenefrega?
luludia: a me il tuo satie più che chopin è piaciuto moltissimo,..concordo con il machissenefrega, concordo assolutamente...
Dislocation: Siamo in tre.

Ocio che non hai mica acceduto al DeBasio!

Per vivere con pienezza la vera esperienza dello stare sul DeBaser è bello esserci registrati. Quindi:

Il tuo voto alla recensione:
Il tuo voto all’opera: