Copertina di Thomas Ligotti Nato nella paura
Cervovolante

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Per appassionati di letteratura horror e weird, lettori di filosofia negativa, fan di lovecraft e poe, studiosi di narrativa psicologica e oscura
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LA RECENSIONE

“Probabilmente, il fattore più importante tra quelli che mi hanno avvicinato alla scrittura in generale è l’esaurimento a cui accennavo prima. È successo nell’agosto del 1970, per colpa del consumo massiccio di droga e alcol, che in ogni caso hanno fatto solo da catalizzatori a un destino che prima o poi mi sarebbe toccato, ipersensibile e lunatico com’ero. Prima non mi interessava né leggere né scrivere, sebbene a scuola riuscissi bene in entrambe le cose; dopo, leggere e scrivere è diventato l’unico modo in cui riuscivo ad alterare il mio stato mentale senza avere paura, o perlomeno quella paura estrema, di perdere completamente il senno. La mia malattia si chiama agorafobia; in parte è ereditaria e continuo a sperimentarne i sintomi, tra i quali gli attacchi di panico e un generico senso di irrealtà.”

Questo è un estratto significativo di un’intervista che potete trovare nel recente volume di Thomas Ligotti Nato nella paura pubblicato da Il Saggiatore (editore che sta facendo conoscere Ligotti nel nostro paese mentre le edizioni Elara rimangono ancora troppo di nicchia). Finalmente il lettore italiano ha la possibilità di farsi un’idea del vissuto sofferto di questo controverso scrittore. Ne è passata di acqua sotto i ponti da quando Poppy Z. Brite scrisse la celebre domanda “Are You Out There, Thomas Ligotti?”. Oggi anche grazie alla serie True Detective il suo nome è stato sdoganato. Da queste pagine emerge la sua particolare concezione del weird e della vita. Lettore compulsivo, almeno fino a un certo punto della sua esistenza, della letteratura horror più oscura Ligotti resta fondamentalmente legato a Poe e Lovecraft e lontano da Stephen King (chi pensa che sia invidioso del successo di Stephen King è completamente fuori strada). Il volume è diviso in 4 parti: la prima parte Incubi incantatori copre il periodo dal 1988 al 1991, la successiva Questo carrozzone di carne si svolge nel triennio 2000-2003, Una demenza necessaria contiene interviste effettuate nell’arco temporale 2004-2011 e infine troviamo il capitolo che dà il titolo a questo libro ovvero Nato nella paura racchiuso nel biennio 2011-2013. Leggendo queste interviste si possono ricavare alcune informazioni interessanti: ne viene fuori la figura di un cultore di maestri del fantastico come Arthur Machen ed Algernon Blackwood anche se fu Shirley Jackson a farlo appassionare alla narrativa weird con il suo romanzo L’incubo di Hill House, Ligotti essendo un grande fan del film di Robert Wise. In realtà, al di là dell’aneddoto per lui importante, ammette di non amare molto la Jackson con il suo eccessivo psicologismo. Ligotti è anche appassionato del gotico classico pur avendo raramente inserito figure tipiche come il vampiro (se non in 1 racconto) o il licantropo. Curiosamente dell’horror attuale apprezza soprattutto i film di grande successo. Ritiene la letteratura horror come il medium perfetto per parlare della nostra società e cerca con la narrativa di esorcizzare i suoi fantasmi e le sue ossessioni personali. L’autore americano sembra un tardo hippy consacrato alla letteratura horror, forse l’erede inconsapevole delle pulsioni oscure della stagione psichedelica. Non è facile abbracciare le sue teorie antinataliste (anzi se siete depressi vi sconsiglio caldamente la lettura di Ligotti) tuttavia non si può negare il fascino di chi ha scritto un libro come La cospirazione contro la razza umana. Lo dico chiaramente, sono fra quelli che ritengono Ligotti al suo meglio come saggista (senza per questo negare la validità della sua narrativa) e, non a caso, anche Ramsey Campbell considera quel libro il suo capolavoro. Siamo di fronte ad una filosofia negativa che deve molto a Schopenhauer e soprattutto al filosofo norvegese Zapffe. Non va poi dimenticata la sua passione per scrittori estranei all’horror come Thomas Bernard, Dino Buzzati, Nabokov, Bruno Schulz e William S. Burroughs. In queste interviste spesso Ligotti si arrovella in discorsi astrusi non sempre facilmente comprensibili ma, forse, non vuole essere capito di proposito. In ogni caso ne vieni fuori il ritratto di una figura enigmatica da qualche lettore odiato e da altri amato. Personalmente lo reggo a piccole dosi ma alcuni suoi racconti sono di un intensità unica. Se cercate l’erede di Poe e Lovecraft potreste infine averlo trovato.

Thomas Ligotti Nato nella paura. Lettura, orrore, esistenza – ISBN 9788842826309 – pagine: 256 – € 22,00

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Riassunto del Bot

La recensione esplora 'Nato nella paura', volume che raccoglie interviste a Thomas Ligotti, rivelando la sua complessa personalità segnata da agorafobia e sensibilità. Ligotti emerge come autore atipico di narrativa weird, influenzato da Poe e Lovecraft, con una visione filosofica negativa ed esistenzialista. Il libro offre uno sguardo approfondito sulle sue idee, passioni letterarie e la sua posizione nel panorama horror moderno. Pur a tratti complesso, risulta affascinante per gli amanti del genere e della filosofia oscura.

Thomas Ligotti

Thomas Ligotti (Detroit, 1953) è uno scrittore statunitense di weird fiction e saggista del pessimismo filosofico. Autore di raccolte come Songs of a Dead Dreamer, Grimscribe, Noctuary e Teatro Grottesco, è noto per il saggio La cospirazione contro la razza umana. Ha collaborato con David Tibet/Current 93 e la sua visione ha fatto capolino in True Detective.
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