Copertina di Thomas Vinterberg Festen - Dogme #1
sfascia carrozze

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Per appassionati di cinema indipendente, studenti di cinema, cultori del movimento dogma 95 e amanti del cinema drammatico intenso
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LA RECENSIONE

"Festen - Dogme 1" (Festa in famiglia), pellicola risalente al 1998, oltre ad essere la notevole quanto spiazzante e intrigante opera di debutto del giovane cineasta danese Thomas Vinterberg, risulta a tutti gli effetti il primo concreto e reale capitolo cinematografico partorito dall'intransigente cine-movimento denominato "Dogma95" (detto altresì ‘Voto di Castità' per via d'un integerrimo quanto curioso de-calogo * chè ne tracciò le ardite coordinate teorico-realizzative), sottoscritto dal talentuoso film-maker Lars Von Trier, in combutta con una manciata di indipendenti e coraggiosi/visionari cine-creatori di metà anni '90.

Di questa interessante esperienza, spesso non solo immaginificamente radicale (basti pensare al successivo e parecchio controverso, disturbante "Idiots" dello stesso Von Trier), conclusasi circa dieci anni dopo per volontà degli stessi ideatori, permangono ad oggi circa una quarantina di spesso intriganti pellicole.

"Festen", come è logico attendersi, è un'opera scorbutica, disorientante, dotata d'un pregevole profilo anarcoide, irriverente quanto a tratti causticamente esilarante; il tutto si dipana velocemente in occasione d'una "lieta" rentrée di carattere squisitamente amichevole-familiare (il compleanno del Capo Famiglia): nel breve volgere d'una frenetica giornata si concretizza, insperata, l'occasione per la riemersione di un non meglio specificato e apparentemente rimosso baluginante passato. Il lungometraggio, non tanto e/o solo per la precettuale ‘natura tecnico-strutturale' [chè comunque detiene un peso significativo nella mise-en-scene] del girato, attira e sorprende per efficacia e lucida sobrietà nel porre in risalto, anche attraverso una percepibile dose di malsana ironia, la malcelata e destabilizzante bieca bassezza potenzialmente insita nell'animo umano e le relative insostenibili quanto miserabili ipocrisie che ne fanno da abominevole corollario.

En passant, se dovesse capitarVi a oqulo-tiro: (have a)god syn.

 

* Le riprese vanno girate sulle location. Non devono essere portate scenografie ed oggetti di scena (Se esistono delle necessità specifiche per la storia, va scelta una location adeguata alle esigenze).

Il suono non deve mai essere prodotto a parte dalle immagini e viceversa. (La musica non deve essere usata a meno che non sia presente quando il film venga girato).

La macchina da presa deve essere portata a mano. Ogni movimento o immobilità ottenibile con le riprese a mano è permesso. (Il film non deve svolgersi davanti alla macchina da presa; le riprese devono essere girate dove il film si svolge).

Il film deve essere a colori. Luci speciali non sono permesse. (Se c'è troppa poca luce per l'esposizione della scena, la scena va tagliata o si può fissare una sola luce alla telecamera stessa).

Lavori ottici e filtri non sono permessi.

Il film non deve contenere azione superficiale. (Omicidi, armi, etc. non devono accadere).

L'alienazione temporale e geografica non è permessa. (Questo per dire che il film ha luogo qui ed ora).

Non sono accettabili film di genere.

L'opera finale va trasferita su pellicola Academy 35mm, con il formato 4:3, non widescreen. (Originariamente si richiedeva di girare direttamente in Academy 35mm, ma la regola è stata cambiata per facilitare le produzioni a basso costo).

Il regista non deve essere accreditato.


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Riassunto del Bot

Festen è il film d'esordio di Thomas Vinterberg e primo titolo del movimento Dogma 95, noto per la sua rigida estetica e il suo approccio radicale. La pellicola, ambientata in una festa familiare, mette in luce ipocrisie e tensioni nascoste con ironia e causticità. Il film sorprende per la sua sobrietà e la profonda analisi dell'animo umano, confermandosi un classico del cinema indipendente danese degli anni '90.

Thomas Vinterberg

Thomas Vinterberg (nato nel 1969) è un regista cinematografico danese, co-fondatore del movimento Dogme95. Ha diretto, tra gli altri, Festen (1998), Il sospetto (2012) e Un altro giro (2020).
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