Copertina di Throbbing Gristle 20 Jazz Funk Greats
Armand

• Voto:

Per appassionati di musica sperimentale, industrial, post-punk e cult, ascoltatori di musica alternativa e artisti interessati a influenze profonde e nichiliste.
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LA RECENSIONE

Associo a questi "fenomeni" parole come: asettico, inodore, formaldeide, sinapsi, cangiante, fustagno, cobalto...

L'industrial per eccellenza che depista con i suoi clangori molecolari, distanti ma complementari dalle superbe atmosfere meccanico-psichiche del Second Annual Report.

Mortifero impersonale, robotizzato-lobotomizzato-tassidermizzato nell'anelito di trasformazione delle parti organiche, ma non nel pensare di cambiarle con elementi meccanico-metallici, ma evolvendo i tessuti biologici nel modo di diventare più "antenne" per ricevere più aldilà.

È un sabba estraniante che con le loro ipnotiche preghiere cerca impietosamente di ridurre la distanza tra corpo e anima scarnificando a più non posso la psiche attraverso cruenti mantra dove alberga un ohm di resistenza impedenza e reattanza che non regala niente a giustificazioni new age consolatorie e non nutre i riflessi delle menzogne col suo cortocircuito operazionale.

Un inganno che si combatte ingannandolo coll'inesistenza, dove quei sorrisi di gruppo con foto ricordo dalla brughiera-scogliera della copertina, tagliano le corde coi buoni sentimenti di facciata e una putrefazione a venire annuncia che non sempre la verità profuma di rose.

Ed il piacere all'ascolto risulta nuovo, dove quella parte di goduria che conosciamo simile per tante cose vissute qui viene a mancare, e l'associazione che ci necessita per materializzare il sentimento su questa "musica" non coincide molto con quel "jazz-funk" che pensavamo di conoscere.

L'asettico regalo di Natale del '79 è servito, la portata della mistificazione prodotta supera la mistificazione stessa. Letteralmente ci lasciano un amaro in bocca piacevole nel non far scattare considerazioni.

Ossessivi nell'epurazione dell'attraenza e nel rifuggire prevedibilità ci allietano con una morbosità impalpabile dove sfidare l'oscuro che ci possiede si tramuta nel sussurrare ai sussurratori psichici distorsioni recitate di salmi liberatóri da rigor mortis random.

L'essere inondati da questo fluxus, senza pregiudizi, ci fa montare in sella ad un UFO che ci promette il ricordo dell'abduction e ci garantisce la visione dei nostri organi interni. Il consenso da parte nostra a questo è matematico dal momento che i componenti della band in primis si sono squartati per mostrare le mistiche budella.

La macabra tranquillità prodotta non fa altro che elettronificare ulteriormente questo cambio di sesso, nell'intimità cruenta dell'androgino palesarsi di ognuno di noi. Una lacrima consapevole freddamente scende sulla guancia nel constatare l'inesistenza di un libero arbitrio che suggerisce di vivere la vita anche se a scapito degli altri.

Ma la vita non si fa con la vita, come la musica non si fa con la musica, ecco perché con queste "erezioni fulminanti" siamo in una botte di ferro di indisposizioni perenni verso le identificazioni che ci circondano.

TG "bring you" inseminazioni nichiliste. L'osceno e il patologico insieme e tutto in una volta: Cosey non Fanni proprio Tutti...

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Riassunto del Bot

La recensione analizza '20 Jazz Funk Greats' dei Throbbing Gristle come un viaggio ipnotico e inquietante nell'industrial più puro. L'album, lontano dai consueti cliché jazz-funk, si presenta come un'opera asettica, robotizzata e nichilista, capace di scarnificare la psiche senza offrire consolazioni. Un'esperienza musicale nuova che sfida le percezioni e invita a confrontarsi con l'oscuro e il patologico.

Tracce testi video

01   20 Jazz Funk Greats (02:44)

02   Beachy Head (03:37)

04   Tanith (02:12)

05   Convincing People (04:48)

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06   Exotica (02:50)

07   Hot on the Heels of Love (04:20)

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09   Walkabout (03:00)

10   What a Day (04:35)

Throbbing Gristle

Collettivo inglese formatosi nel 1975 dall’esperienza artistica di COUM Transmissions, con Genesis P-Orridge, Cosey Fanni Tutti, Chris Carter e Peter ‘Sleazy’ Christopherson. Considerati i fondatori dell’industrial, hanno unito elettronica, noise e performance art. Si sono sciolti nel 1981, sono tornati tra 2004 e 2010 e restano riferimento cruciale per la musica d’avanguardia.
11 Recensioni

Altre recensioni

Di  egebamyasi

 "I Throbbing Gristle hanno creato un suono cacofonico, martellante e 'concreto' che avrebbe preso il nome di 'industriale'."

 "'Discipline' è l'equivalente industriale della 'Frankie Teardrop' dei Suicide: un inno alieno tra battiti violenti e urla disperate."