Copertina di Throne Of Ahaz Nifelheim
Toni De Tabba

• Voto:

Per appassionati di black metal, cultori del metal anni '90, fan del metal nordico e di sonorità underground
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LA RECENSIONE

Se fossimo nei primi mesi del preistorico 1995, data di uscita di questo album, i Throne of Ahaz ci apparirebbero come dei modesti musicisti e come fautori di una proposta non banale e al passo coi tempi. "Second wave black metal" (il Black Metal nato dopo la morte del maestro Euronymous) svedese e vicino al sound dei cugini Dissection e Dark Funeral. Batteria a mille, tremolo picking, screaming vocals ma anche quella dose di melodia che solitamente risulta difficile riscontrare nel "muro sonoro" di bands norvegesi quali , per esempio, primi Mayhem, Darkthrone e Burzum.

Ma le cose non stanno così. Sono infatti passati ben diciotto anni dall'uscita di questo lavoro e, ovviamente, la proposta oggi appare "superata". Tuttavia, se avete voglia di immergervi nel sound più oscuro e violento dei mitici (?) anni '90, fate vostro "Nifelheim" e godetene per quello che è.

Niente virtuosismi, niente velleità sataniche (i nostri erano più vicini all'animo vichingo dei Bathory) e zero sparate razziste in stile NSBM. Brani come "Northern Thrones", "The Dawn of War" o la finale "The King that Were..." hanno quel "qualcosa" che si poteva riscontrare solo nelle produzioni di circa vent'anni fa.

Brani piuttosto omogenei, tirati fino allo spasmo, violenti come mazzate da baseball e per nulla soporiferi. Qua e la' emergono parti leggermente cadenzate che possono riportare alla mente i primissimi Katatonia.

La fortuna, tuttavia, non è stata amica degli Ahaz che dopo aver pubblicato un secondo e ben più modesto album, pregevole sopratutto per una cover dei Black Sabbath, hanno dovuto dire addio alle scene e ritirarsi chissà dove. Discepoli? Nessuno. Ma qualche eco dei Throne of Ahaz è forse percepibile nel suono dei loro conterranei Craft. Non vorrei sbagliarmi ma questa è la mia impressione.

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Riassunto del Bot

La recensione analizza l'album Nifelheim dei Throne of Ahaz, rappresentante del secondo wave black metal svedese degli anni '90. Pur riconoscendo la sua proposta ormai superata, ne sottolinea il valore storico con brani violenti e melodici, senza eccessi satanici o virtuosismi. L'album richiama atmosfere vichinghe tipiche dei Bathory e anticipa influenze nel panorama metal locale. Nonostante un seguito modesto, rappresenta un pezzo di storia del metal underground.

Tracce video

01   Northern Thrones (04:31)

02   An Arctic Star of Blackness (04:11)

03   Where Ancient Lords Gather (03:52)

04   The Dawn of War (05:44)

05   Nifelheim (05:57)

06   The Calling Blaze (04:42)

07   A Winter Chant (04:30)

08   The Kings That Were... (04:23)

Throne of Ahaz


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