Copertina di Tiamat Judas Christ
Fidia

• Voto:

Per appassionati di gothic rock, fan dei tiamat e gruppi come sisters of mercy, ascoltatori di rock alternativo e dark music.
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LA RECENSIONE

Ne è passata di acqua sotto i ponti dagli albori black. Questo album segna la definitiva consacrazione dei Tiamat come uno dei maggiori esponenti del Gothic Rock attuale. Non lasciatevi trarre in inganno dal nome dell'album, Edlund e soci, infatti, oltre ad abbandonare le atmosfere black degli esordi hanno anche definitivamente messo da parte la recrudescenza antireligiosa, ed anticristiana in particolare, raddrizzando un po' il tiro e spostando le loro invettive nei confronti della chiesa come istituzione, a loro dire, creata dagli uomini a discapito di altri uomini.

Tralasciando la filosofia di Johan Edlund, mente e singer dei Tiamat, musicalmente, a mio parere, i Tiamat con questo "Judas Christ" sono giunti alla piena maturazione. La novità rispetto ai dischi precedenti è che, dall'ascolto, traspare un'aria complessivamente più positiva e fresca sia dal punto di vista musicale che dei testi. Le sonorità decadenti non sono state completamente abbandonate e trovano campo in canzoni come "The Return of the Son of Nothing" e "So Much For Suicide". I picchi di quest'album, a parere di chi vi scrive, sono tuttavia da ricercare in quelle songs da cui emerge il nuovo corso dei Tiamat e cioè nella hit "Vote For Love", scritta dallo stesso Edlund per lasciare ai posteri un'immagine positiva di sè stesso, in "Angel Holograms" dal riff cadenzato e deciso, "Spine" e in "I am in Love With Myself", canzoni in cui eccelle il timbro vocale di Edlund (molto somigliante a quello di Andrew Eldritch). L'album si chiude con due splendide ballad, "Heaven Of High" e "Too Far Gone", songs molto dolci e scanzonate.

In conclusione un ottimo album per chi, come il sottoscritto, sente la mancanza di gruppi come i Sisters of Mercy, di cui, a mio modesto parere, i Tiamat sono i più degni successori.

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Riassunto del Bot

Judas Christ rappresenta la piena maturazione musicale dei Tiamat, che abbandonano le atmosfere black per un Gothic Rock più fresco e positivo. L'album mescola pezzi decadenti e brani energici, evidenziando la potente voce di Johan Edlund. I temi si spostano dall'anticristianesimo a critiche più generali verso l'istituzione ecclesiastica. Un tributo degno di gruppi storici come i Sisters of Mercy.

Tracce testi video

01   The Return of the Son of Nothing (04:58)

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02   So Much for Suicide (04:22)

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04   The Truth's for Sale (04:40)

06   Sumer by Night (02:37)

07   Love Is as Good as Soma (06:42)

08   Angel Holograms (03:38)

09   Spine (04:04)

10   I Am in Love With Myself (04:22)

11   Heaven of High (03:51)

13   Sixshooter (04:09)

14   However You Look at It You Lose (04:08)

Tiamat

Tiamat è una band svedese guidata da Johan Edlund, nata dagli embrioni dei Treblinka e attiva dalla fine degli anni ’80. Dalle origini death metal ha evoluto un linguaggio personale tra gothic/doom e psichedelia, firmando dischi chiave come Clouds (1992) e Wildhoney (1994), quindi ampliando il raggio con l’elettronica e il dark-rock di A Deeper Kind of Slumber (1997).
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