Tiziano Ferro
Il mondo è nostro

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Voto:

Il mondo è nostro, ovvero un manuale di autodifesa e di legittimazione della propria "arte" e della propria persona.

Ascoltato una sola volta, tutto di fila, come Battito infinito di Eros. Perché non meritano più di due ascolti personaggi come questo Tizi(an)o.

Senza fare il track by track, mi limito a descriverne l'essenza: troppi duetti, alcuni davvero imbarazzanti (Ambra e Thasup) e impropri (Sting), e persino Roberto Vecchioni non riesce ad alzare il livello dell'album con questo discreto swingaccio sui miti.

Il resto è una difesa dall'omofobia, dagli haters sui social, dalla depressione. Praticamente un disco ad personam, con la complicità di "TV, Sorrisi e canzoni" e delle radio di regime.

Anche se "La prima festa del papà" e "Il paradiso dei bugiardi" valgono leggermente di più, come pure Caparezza mette una pezza (fa rima), "La vita splendida", tanto (de)cantata nei media, non mi convince oltre, per non parlare delle altre canzoni, un bignami di banalità dove, questo però bisogna riconoscerlo a mani basse, la voce si muove bene e a volte molto bene.

Ma non basta per salvare "il mondo". Sembra essere tornati indietro di 21 anni, quando, alla metà degli anni che ha ora, "nel mezzo del cammin di sua vita", cantava "Xdono" e "Rosso relativo". Allora un po' credibile, ora decisamente superato e sopravvalutato. Non a caso i primi due album hanno titoli non scontati, mentre dal terzo album del 2006 a oggi hanno tutti come titoli risaputezze e banalità fatte apposta per l'utente medio. Titolo del prossimo album? "Il mare è salato"!

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