Copertina di Todd Rundgren The Ever Popular Tortured Artist Effect
mien_mo_man

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Per appassionati di musica rock e folk, fan di todd rundgren, amanti delle recensioni profonde e riflessive, cultori di artisti sottovalutati
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LA RECENSIONE

Lo so bene, io, che mi lamento sempre d'aver pochi lettori ed ancor meno commenti! E' una lagna insopportabile, so anche questo; è una tiritera che "molti di voi pochi" fingono di non recepire per educazione. Ma io sono sostanzialmente uno che ama piangersi addosso. Anzi, leverei il riflessivo: sono uno che ama piangere addosso. In questo momento, per così dire, piango addosso a me stesso perché non posso paraculosamente avvalermi di seconde e terze persone...

Voi quattro siete dei Cristi veramente indulgenti, veramente generosi verso di me, e che cosa faccio io? Vi regalo recensioni lunghe e noiose, connetto la stampante alla mia testa e piazzo su carta (e su Sito) tutte le mie cacate celebrali allorquanto senta quel passaggio, quel fraseggio o quel coretto... 'Le mie non sono recensioni: sono racconti', esclamai a suo tempo, fors'anche per darmi un tono... La verità e che questi miei scritti proprio racconti non sono, forse non sono mai stati, o forse non sono più. Ok, con il frocio-rock degli Ark, di recente, qualcosina di caruccio l'ho tirata fuori; con quel folk singer sconosciuto, e con qualcun altro ancora, una manciata di soluzioni me le sono trovate strada facendo, quasi per caso, ma posso asserire che nella sostanza io non sono (e non credo d'essere stato, su DeBaser) affatto un narratore. I miei, più che raccontini, somigliano a ben più modesti appunti di viaggio. Certo, magari (magari!) potrei essere il novello Bruce Chatwin (e le mie recensioni delle nuovissime "Songlines") della musica... Si, come no!

In effetti, con 'ste cavolo di recensioni su Todd Rundgren io non ho quasi raccontato alcunché: ho descritto, una per una al loro manifestarsi, come in un diario di bordo, le mie impressioni (la predetta stampante collegata al cervello) e ciò che ci capivo all'ascolto dei suoi dischi, uno per uno. Dunque cosa mai avrei raccontato, su Rundgren? Ho solo elencato le sensazioni, tutto qui. Ho al limite sbeffeggiato un pò gli episodi mal riusciti cercando di far intravvedere il rammarico del fan, ed ho sponsorizzato con discreti compitini d'italiano i lavori più meritevoli. E basta.

Io non ho, sia chiaro (sia chiaro a me stesso per prima cosa), nulla da raccontare su Todd Rundgren. Nulla tranne che lo trovo un grandissimo ed un sottovalutatissimo, ma questo già l'avevo detto - e ripetuto pure. Posso ribadire la cosa ancora ed ancora? Di recensione in recensione? E come fate voi a resistere? E di nuovo si ritorna a voi, pazientissimi, rassegnati e meravigliosi come i cristiani consapevoli d'essere prossimi ai leoni... E quindi la palla torna a me, ed all'ennesima punizione-supplizio orribile che vi sto riservando, ingrato come sono...

Ebbene: dopo diciannove recensioni a mia firma su Todd Rundgren, ammetto finalmente d'essermi stancato di recensirlo. Finalmente l'ho detto. Comecomecome? Io mi sarei stancato a scriverne? E voi, a leggerne, no?! Ed a commentarne? Cosa dovreste dire, voi? E soprattutto cosa dovreste far-e/mi? Il fatto è che Rundgren è sempre lo stesso, e sempre lo stesso che non ha un corbezzolo di nulla che meriti d'essere raccontato (tranne che era convinto - e lo erano anche tutti gli altri - che Liv Tyler fosse Liv Rundgren, non so se avete capito).

Questo disco ha sempre le stesse cose, le stesse meravigliose cose belle che hanno tutti i suoi dischi riusciti meglio, la melodia pura di "Hideaway" sopra una ritmica martellante; delle tastierazze acide (acid jazz-rock?) e delle sgraziate e sgualcite chitarrancide su di un chill-pop in "Influenza", le 'solite' altre misture perfette quanto improponibili e così via... Cos'altro? Che le ballads sono ottime (altro che Chris Cross!), come in "Don't Hurt Yourself"? Che "Tin Soldier"sembra un hippie rock dei Jefferson Airplane fuso alla platealità dei ritornelli di Meatloaf, con per giunta un finale in cui Todd grida che somiglia a Tina Turner? Cosa c'è di interessante in ciò, se non l'ascolto in senso stretto? E soprattutto cosa c'è di nuovo da leggere a tal proposito, nonché da scrivere? Non è che la tombola, al cambiare dei numeri estratti, cambi pure nome! E così avviene che il Wizard, al cambiare degli anni, degli album, dei titoli, degli arrangiamenti e delle canzoni, resta il Wizard, e mica diventa un giocoliere da quattro scellini!

Poi, se ci mette dentro il suo solito vaudeville... E se ci infila un pezzo come "Bang On The Drum All Day", figlio dell'amore, negli anni sessanta, fra il surfista californiano 'Juke Box' e la signorina "Louie Louie"... E se si chiude con rock con il sole negli occhi di "Drive" e di "Chant" (l'ultimo a dire il vero con un po' troppe keys), in cui il Mago, proprio perché è mago, riesce ad urlare al posto che starnutire, come farei io (e non solo)... Di fronte a tutto questo, cosa c'è di nuovo da leggere, e da scrivere, su Todd Rundgren? A questo, in fin dei conti, servono i soprannomi: ad accompagnarti qualunque cosa tu faccia, qualsiasi direzione tu prenda, qualunque età tu abbia. Per ricordare agli altri chi sei. Per ricordare a te stesso che, infondo, ti piaccia oppure no, ne vada fiero o te ne sia stancato, sei sempre e comunque quello lì. Bene è di certo (ma solo se il soprannome è complimentoso, ovviamente), essere per sempre quello lì: il Mago...

Così non c'è bisogno di commenti e spiegazioni. E tantomeno di diciannove (con questa venti) recensioni. E di quello scattapalle piagnucolone di Mien_Mo_Man.

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Riassunto del Bot

La recensione esplora con affetto e dettaglio l’album di Todd Rundgren, evidenziandone la coerenza e le qualità musicali immutate nel tempo. L’autore riconosce il valore del cantante e compositore, pur ammettendo una certa stanchezza nel ripetere concetti già affermati. Rundgren viene definito "il Mago" per la sua costante cifra artistica, tra ballate ottime e contaminazioni sonore.

Tracce testi video

02   Influenza (04:31)

03   Don't Hurt Yourself (03:45)

04   There Goes Your Baybay (03:54)

05   Tin Soldier (03:13)

06   Emperor of the Highway (01:41)

07   Bang the Drum All Day (03:38)

Leggi il testo

09   Chant (04:24)

Todd Rundgren

Todd Rundgren è un musicista e produttore discografico statunitense, noto per l’eclettismo, il polistrumentismo e per una discografia che alterna pop-rock melodico, soul e sperimentazione.
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