Copertina di Tom Petty & The Heartbreakers The Live Anthology
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Per appassionati di rock classico, collezionisti di live album, fan di tom petty e della musica americana
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LA RECENSIONE

Succede spesso che dietro a dei grandi artisti si nascondano delle grandi band. Solo restando in America non si può non citare The Band di Bob Dylan, i Crazy Horse di Neil Young o la E-Street Band di Springsteen. Band che spesso avrebbero meritato due parole in più, scindendo il loro valore a quello dei singoli artisti a cui fanno da accompagnamento, anche se a volte è difficile pensare l'uno senza l'altro. Forse proprio alla E-Street Band si può paragonare il cammino degli Heartbreakers di Tom Petty e proprio al live 1975-1985 di Springsteen si può associare questo The live Anthology di Tom Petty, soprattutto nella forma in cui è stato pensato e creato.

In sede live esce allo scoperto il valore di questa band, sicuramente una delle migliori macchine da rock'n'roll che gli States abbiano mai proposto. Tom Petty, stavolta fa le cose in grande, a distanza di 24 anni dall'ultimo live degno di nota della sua carriera, "Pack up the plantation-Live!"(1985) fa uscire un box di 4 cd contenente 48 canzoni, tra cui alcune interessanti cover mai uscite prima.

Il metodo di raccolta e di assemblaggio del lavoro, non ricalca nessun particolare ordine cronologico temporale di tour, ma mischia sapientemente le canzoni, vecchie, nuove e covers. Canzoni scelte direttamente da Petty e dal fido amico e chitarrista Mike Campbell e confezionate all'interno di un box cartonato dalla grafica vintage affascinante creato da Shepard Fairey. Scorrendo il libretto incluso, non faraonico ma essenziale (qualche foto in più l'avrei messa) si può notare anche quanto gli Heartbreakers abbiano apportato pochissimi cambiamenti nella line up dal 1980, anno da cui vengono prese le canzoni più vecchie, al 2007. Le uniche degne di nota, il cambiamento del batterista storico Stan Lynch sostituito da Steve Ferrone e il cambiamento del bassista avvenuto nel 1982, quando Howie Epstein sostituì Ron Blair. Ma si sa, il sodalizio di Petty con alcuni di questi musicisti va ricercato addirittura nella storica formazione dei Mudcrutch, che solamente due anni fa fece uscire l'album che sarebbe dovuto uscire nei lontani primi anni settanta. 

Accanto ai più grandi successi di Petty, "Refugee", "American Girl", "Even the losers", "Learning to fly", "Mary Jane's last dance", tanto per citare qualche titolo, compaiono delle chicche che faranno dei vostri soldi, un buon investimento in buona musica, sottolineando anche il buon prezzo del tutto (io l'ho trovato a 25 euro) .Capita così di trovarsi di fronte ad una "Friend of the devil" dei Grateful Dead, registrata al Fillmore di San Francisco nel 1997 o ad una recente riproposizione di "Mystic Eyes" di Van Morrison del 2006, alla sempre divertente "Green onions" di Booker T, o ad una "Good good lovin'" di James Browne, ad "Oh Well" dei Fleetwood Mac targati Peter Green e altre ancora che con sorpresa usciranno fuori dalle vostre casse.

Un lavoro esauriente che certamente rende giustizia ad un autore ed ad una band che in sede live hanno costruito la loro storia. Come dimenticare quando il signor Dylan li scelse per accompagnarlo in alcuni tour di metà anni ottanta. Come scrive Petty nell'introduzione all'opera, questo vuole anche essere un lavoro di memoria, per ricordare i bei tempi, i luoghi e le persone incontrate nei diversi tour.

Per noi ascoltatori rimangono una cinquantina di canzoni da ascoltare ricordando un rocker che da anni lavora per entrare nella ristretta cerchia dei migliori autori americani degli ultimi 30 anni. Sicuramente un'operazione del genere sarà preludio, lo spero, per una nuova rinascita artistica di Petty e forse per portare live in tutto il mondo il suo repertorio, sperando tocchi finalmente anche l'Italia. Ultima annotazione per chi ha più soldi da spendere, a breve usciranno altre versione di questo box con cd, dvd e gadgets aggiuntivi ma credo proprio che il prezzo non sarà più tanto popolare... da avere assolutamente!!

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Riassunto del Bot

La recensione celebra "The Live Anthology" di Tom Petty & The Heartbreakers come una fondamentale testimonianza live della band, una delle migliori macchine da rock'n'roll americane. Con 4 CD e 48 brani miscelati tra classici, inediti e cover, il box offre una panoramica esaustiva della carriera live, curata da Petty e Mike Campbell, con un packaging vintage firmato Shepard Fairey. Un investimento valido per gli appassionati che dimostra il valore artistico e storico della formazione.

Tracce testi video

01   Ladies And Gentlemen... (01:16)

02   Night Watchman (04:33)

04   Here Comes My Girl (04:52)

05   A Thing About You (05:05)

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06   I'm In Love (03:55)

07   I'm A Man (02:46)

08   Straight Into Darkness (04:35)

10   Something In The Air (03:50)

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11   I Just Want To Make Love To You (03:55)

12   Drivin' Down To Georgia (06:25)

13   Lost Without You (06:55)

15   Diddy Wah Diddy (02:55)

16   I Want You Back Again (02:54)

17   Wildflowers (03:12)

18   Friend Of The Devil (05:41)

19   A Woman In Love (It's Not Me) (05:42)

20   It's Good To Be King (12:14)

21   Angel Dream (No. 2) (02:56)

23   Mary Jane's Last Dance (05:54)

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24   Mystic Eyes (08:59)

26   The Wild One, Forever (03:35)

27   Green Onions (04:19)

28   Louisiana Rain (05:10)

29   Melinda (08:15)

30   Goldfinger (04:02)

34   Any Way You Want It (02:59)

36   Runnin' Down A Dream (05:11)

37   Oh Well (03:35)

38   Southern Accents (05:00)

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39   Crawling Back To You (04:38)

40   My Life/Your World (04:55)

41   I Won't Back Down (03:26)

42   Square One (03:44)

43   Have Love Will Travel (03:57)

44   Free Fallin' (04:46)

46   Good, Good Lovin' (02:50)

47   Century City (04:22)

48   Alright For Now (02:49)

Tom Petty and The Heartbreakers

Band rock statunitense formata a Gainesville (Florida) nel 1976 e guidata da Tom Petty, con Mike Campbell e Benmont Tench come colonne portanti. Autori di classici radiofonici e celebri performance live, hanno affiancato Bob Dylan in tour negli anni Ottanta e si sono esibiti all’Halftime del Super Bowl XLII nel 2008.
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