Copertina di Tony Banks The Fugitive
London

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Per appassionati di genesis, fan di tony banks, amanti del prog rock e della sperimentazione musicale anni '80
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LA RECENSIONE

Agli albori degli anni '80 i tre Genesis hanno all'attivo tre Lp solisti, il Phil Collins di "Face Value" è il più venduto mentre il Rutherford di "Smallcreep's Day" quello più vicino ai suoni tipici del gruppo almeno per quanto riguarda il periodo dei "tre rimasti".

Tony Banks ha un buon disco come "A Curious Feeling" e qualche incursione nelle colonne sonore. Se si prende come riferimento "Abacab", la tabula rasa del gruppo, è difficile per molti ammettere che dietro a quel cambio secco e traumatico di sonorità vi sia lo stesso autore che solo una anno prima componeva la melodia al piano di "Evidence Of Autumn". Invece fra i suoni coraggiosi della title track, le drum machine e l'odiosa "Who Dunnit" c'era proprio Banks, fra i tre il più proiettato verso il futuro e il più aggiornato verso le nuove tendenze contemporanee. Ecco nel 1983 un manifesto, negativo, dell'opera solista del tastierista: il suo "The Fugitive". Disco solista cantato tutto da lui che s'infiltra nel pop rock in modo molto più brusco e molto meno raffinato della quasi contemporanea "Man On The Corner" di Collins su "Abacab".

"The Fugitive" è un collage di canzoncine irritanti, "Man Of Spells", se non stucchevoli come "Say You'll Never Leave Me". Più che un vero lavoro omogeneo sembra un laboratorio di sperimentazione di nuovi suoni per i Genesis del futuro a volergli dare un reale valore e con lo strumentale "Thirty-threes" lascia intravvedere le atmosfere cupe che mostrerà con più evidenza in "Genesis" verso la fine dell'anno con "Mama" e "Second Home By The Sea", due canzoni fra le migliori del gruppo in questa fase di carriera. Ma il resto è veramente poca cosa a partire dalla scialba "This Is Love", pop da bassa classifica con un intermezzo curioso e spiazzante rispetto all'andamento reggae del brano. Il canto inoltre è inespressivo e inadatto a parti soliste ma la parte strumentale mette in evidenza gli interessi del Banks dei primi anni '80 verso suoni filtrati, esperimenti di campionatura e programming.

Da segnalare almeno lo strumentale "Charm" che anticipa il synt "robotico" di "I Can't Dance" nella prima parte.

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Riassunto del Bot

The Fugitive rappresenta un tentativo solista di Tony Banks che si allontana dai suoni tipici dei Genesis verso pop rock e sonorità sperimentali. L'album è percepito come un collage poco omogeneo di brani a volte irritanti, con una voce poco espressiva. Alcuni momenti strumentali anticipano atmosfere più mature, ma nel complesso l'opera non convince.

Tracce video

01   This Is Love (05:10)

02   Man of Spells (03:46)

03   And the Wheels Keep Turning (04:48)

04   Say You'll Never Leave Me (04:32)

05   Thirty Three's (04:42)

06   By You (04:28)

07   At the Edge of Night (06:03)

08   Charm (05:26)

09   Moving Under (06:01)

11   Sometime Never (03:41)

Tony Banks

Tastierista, compositore e cofondatore dei Genesis, Tony Banks ha affiancato alla militanza nel gruppo una carriera solista che abbraccia pop, colonne sonore e lavori orchestrali.
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