Questo album è un esempio straordinario di come si possa rivitalizzare la musica progressive senza snaturarla.

Tony Carnevale (musicista di estrazione classica, autore anche di numerose colonne sonore per la tv), riesce a far convivere momenti più rock ad altri più tenui ed intimisti, con un'apertura mentale difficilmente riscontrabile in altri artisti.
Grazie anche a un nutrito gruppo di ospiti straordinari (tra cui Rodolfo Maltese e Francesco di Giacomo del Banco, che canta l'intensa La Vita Che Grida, unico pezzo non strumentale del disco) si riesce a creare una miscela esplosiva di melodia e potenza priva della leziosità che spesso hanno caratterizzato altri dischi progressive (valga come esempio l'iniziale Isabeau, 10 splendidi minuti in crescendo).

Uno degli album più belli degli anni '90 che nonostante la lunga durata (70 minuti) non ha quasi mai tempi morti e riesce a unire perfettamente tradizione e modernità.

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