Nel lontano 1992, la cantante americana Tori Amos pubblicò il suo album d'esordio.
"Little Earthquakes" é un album abbastanza difficile, molto intimo e a tratti malinconico e romantico; é uno di quei dischi che senti quando sei da solo e vuoi sentire qualcosa di veramente bello, qualcosa che ti tocchi il cuore.
Dal punto di vista musicale, si può dire che sia abbastanza scarno: predomina in quasi tutte le tracce infatti solo il pianoforte, che con quel tocco "classico" rende l'ascolto ancora più interessante. E' il caso di canzoni meravigliose come "Silent All These Years" e la nostalgica "Winter". Ma la Amos non rinuncia alle sue passioni musicali; nel disco infatti sono presenti vari generi. Si va dal pop rock semplice di "Crucify" ai virtuosismi di "Precious Things", dal lamento per sola voce di "Me And A Gun" (uno dei pezzi più struggenti della cantante) al blues di "Leather".
Un album diverso, ma non per questo poco interessante, anzi. Provare per credere.
È molto simile ad un miscuglio di peperoncini bollenti e yogurt alla vaniglia.
Sono storie che parlano di vita quotidiana, frammenti di emozioni vissute dalla stessa Tori.
Tori Amos non è solo un genio della musica ma scrive ed interpreta un manifesto culturale e sociale con Little Earthquakes.
La musica è terapia e dolcezza e soprattutto risposte ed empatia.