Copertina di Tristania Ashes
sly

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Per fan del metal gotico, appassionati di musica sperimentale e chi segue l'evoluzione dei tristania
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LA RECENSIONE

Dopo ben 4 anni dal concept "World Of Glass", che spiazzò critica e fans con la sua vena sperimentale, arriva sugli scaffali "Ashes", quarto lavoro della band norvegese, e il secondo senza Morten Veland , principale compositore di bellissimi dischi come "Window's Weed" e "Beyond The Veil".

La band decide ancora di sminussare la propria musica, proponendo una musica non più pomposa e sinfonica (via tutti i cori e le orchestrazioni, appaiano soltanto qualche volta come sottofondo) ma più soft e moderna. L'unico feticcio dei vecchi Tristania sono alcuni frangenti estremi e l'uso del growl (accompagnato da quello della voce pulita e del soprano) . Vibeke, abbandonati i suoi vocalizzi lirici, ora canta in maniera molto più dolce. "Ashes" non fa più sognare con atmosfere gotiche e romantiche come nei primi platter, ma ci inquieta con i suoi immaginari metropolitani e futuristici. Purtroppo il cd non convince come dovrebbe, nonostante le pretese, perché anche gli episodi migliori non sono così degni di nota (forse tranne "Endoginesis"). Inoltre alcuni pezzi sono davvero inascoltabili.

"Libre" è il pezzo che apre il cd ed è anche quello più pesante. Il pezzo è carino però nulla di eclatante. "Equilibrium" è l'unico pezzo lento che riesco ad apprezzare, anche se forse con una durata meno eccessiva il pezzo sarebbe sicuramente migliore. "The Wretched" è un bel pezzo che inizia con delle ritmiche prog davvero avvincenti: la prima parte del pezzo è più aggressiva e dominata dal growl , la seconda parte è molto evocativa, quasi desertica, dominata dalle clean vocals. "Cure" è un pezzo lento, incredibilmente noioso e soporifero incentrato su una chitarrina acustica e sull'accompagnamento di Vibeke . La noia è tale che sembra di ascoltare una ninna nanna. In tutti i suoi 5 minuti e 59 secondi ho sperato che il pezzo finisse il più in fretta possibile. Sicuramente il pezzo più brutto mai scritto dai Tristania. "Circus" è l’ altro pezzo "pesante" del disco: in qualche frangente sembra che facciano capolino le atmosfere orrorifiche di "Beyond The Veil". Nel complesso un discreto pezzo. "Shadowman" è un altro pezzo lento piuttosto mediocre, anche se non al livello di "Cure". In questo pezzo sembra di sentire una b-side dei The Gathering, anche se l'effetto non è lo stesso purtroppo. Chiude il cd "Endoginesis", il pezzo migliore del cd, emozionante e quasi mistico.

Tirando le somme il cd non è assolumente un capolavoro, ma è più che discreto. Inoltre bisogna tener conto che i Tristania hanno dimostrato coraggio cambiando il proprio sound. Per i fans.

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Riassunto del Bot

Ashes rappresenta il quarto album dei Tristania, che prosegue la svolta verso un sound più soft e moderno dopo l'abbandono del compositore Morten Veland. L'opera si distacca dalle atmosfere gotiche classiche della band, offrendo un'esperienza più metropolitana e sperimentale. Nonostante alcuni brani validi come Endoginesis, diversi pezzi sono deludenti e a tratti noiosi. Un disco coraggioso ma incapace di raggiungere l'eccellenza dei precedenti.

Tristania

Tristania è una band gothic metal norvegese formata nel 1996 a Stavanger. Dopo l’EP del 1997, si è affermata con gli album Widow’s Weeds (1998) e Beyond the Veil (1999), caratterizzati da doppia voce e arrangiamenti gotico-sinfonici. Morten Veland ha lasciato la band nel 2000; Vibeke Stene è rimasta fino al 2007. La discografia prosegue con World of Glass (2001), Ashes (2005), Illumination (2007), Rubicon (2010) e Darkest White (2013). Scioglimento annunciato nel 2022.
09 Recensioni

Altre recensioni

Di  lovelorn

 Le sensazioni qui vanno cercate, capite ed assimilate.

 La forza di questa band sta tutta qui: far continuare a vivere un genere, renderlo dignitoso davanti a tutta la spazzatura che circola al giorno d’oggi.