Copertina di Tudor Lodge Tudor Lodge
giuseppe40

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Per appassionati di folk e folk-rock, cultori della musica anni ’60-’70, amanti della musica acustica e delle produzioni vintage, collezionisti di album rari.
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LA RECENSIONE

Il folk-revival inglese degli anni 60 e 70, oltre a regalarci band del calibro dei Pentangle, dei Fairport Convention, Steeleye Span ecc, ha prodotto anche band e dischi che non hanno riscontrato grande notorietà, ma che all'ascolto, ci danno particolari emozioni. E' il caso dei Tudor Lodge, con il loro unico album omonimo pubblicato nel 1970.
Disco considerato da alcuni - in modo secondo chi scrive sbagliato - progressive, è in realtà un lavoro che ha nel folk e folk-rock la sua centralità. Davvero bella la copertina, "apribile" a mò di poster, che è forse l'unico elemento "prog" del disco.

I Tudor Lodge, formatisi sul finire degli anni 60 e molto attivi nella scena dei circuiti del folk inglese, sono composti da Lyndon Green (voce e chitarra), John Stannard (voce e chitarra), Ann Stewart (chitarra, piano, flauto e voce), ma alle registrazioni dell'album partecipano diversi musicisti, tra i quali spiccano Terry Cox alla batteria e Danny Thompson al contrabbasso, che impreziosiscono ulteriormente il suono della band.
Il primo brano, "It All Comes Back To Me" ci fa subito capire che siamo davanti un disco elegante e ben suonato, semplici ma efficaci le parti di chitarra, musica che attualizza la tradizione. Suggestiva la voce di Ann Stewart che ben si lega alle voci di Green e Stannard. Sarà una caratteristica del disco, non si ha "una" voce principale, ma i tre si alterneranno continuamente. Con il secondo brano "Would You Believe" si hanno atmosfere più "donovaniane", brano che scorre in modo gradevole, carino il finale con l'oboe. La successiva "Recollection" è un pò più ritmata, armonicamente molto semplice, con un buon lavoro di voci. "Two Steps Back" è una ballata semplice quanto bella, che mette in risalto il lavoro di Ann Stewart con il flauto e in modo maggiore con la voce. I successivi brani "Help Me Find Myself" e "Nobody's Listening" possono ricordare alcuni momenti di Jonh Denver o di Jim Croce, per le melodie semplici, per i cori e per suoni di chitarra. Non brutte canzoni, ma sicuramente sono tra i momenti più "datati" dell'album.

Si passa quindi alla facciata B del disco, che si apre con l'unico pezzo scritto a sei mani "Willow Tree", che dopo un intro acidamente psichedelico, si trasforma in uno dei momenti più belli di questo disco, con un buon lavoro di chitarre e contrabbasso. Le voci sono ben amalgamate, il suono è più "traditional", non invadenti gli interventi dei fiati. Chi ha amato "Cruel Sister" dei Pentangle, amerà questo brano. Dopo "Forest" e "I See A Man", brani acustici in linea con le sonorità e le caratteristiche della band, arriva "The Lady's Changing Home", dalle non banali armonie, con in evidenza il flauto, un solo di chitarra elettrica dal sapore acido e uno con wah (raro esempio in ambito folk), sicuramente uno dei brani più belli del disco. Con "Madelin" Green mette in mostra le sue doti compositive e tecniche, con uno strumentale per sola chitarra, eseguito in fingerstyle, molto "tipico" e di piacevole ascolto.

Il disco si chiude con una bella versione di "Kew Gardens" di Ralph McTell, ben caratterizzata dai cori della band. Un disco quindi che probabilmente non sarà un capolavoro assoluto, ma che per le sue caratteristiche, merita l'ascolto, e che regalerà momenti di buona musica.

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Riassunto del Bot

La recensione celebra l’unico album omonimo dei Tudor Lodge, band inglese degli anni ’70 immersa nel folk revival. Caratterizzato da un perfetto equilibrio tra voci femminili e maschili, chitarre acustiche e arrangiamenti raffinati, il disco regala suggestioni melodiche tra atmosfere tradizionali e tocchi folk-rock. Pur non essendo un capolavoro assoluto, è apprezzato per la sua autenticità e le emozioni che suscita.

Tracce video

01   It All Comes Back to Me (04:19)

02   Would You Believe? (02:29)

03   Recollection (03:18)

04   Two Steps Back (02:51)

05   Help Me Find Myself (04:22)

06   Nobody's Listening (03:31)

07   Willow Tree (03:20)

08   Forest (03:36)

09   I See a Man (03:01)

10   The Lady's Changing Home (04:38)

11   Madelin (04:05)

12   Kew Gardens (02:21)

Tudor Lodge

Gruppo folk inglese formatosi sul finire degli anni '60; pubblicarono l'album omonimo nel 1970. Componenti citati nella recensione: Lyndon Green, John Stannard, Ann Stewart.
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