Copertina di Tuxedomoon Half Mute
egebamyasi

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Per appassionati di new wave, musica sperimentale e avanguardia, cultori della musica intellettuale e d'atmosfera
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LA RECENSIONE

In quello straordinario calderone chiameto new-wave i Tuxedomoon furono senza dubbio tra le formazioni più "intellettuali". Il lavoro in questione guarda il rock come da una collina al tramonto, avvicinandosi spesso all'avanguardia. Il suo clima fortemente cerebrale, le atmosfere oscure e stranianti, le composizioni che strizzavano l'occhio alla musica da camera contribuiscono ad alimentare il fascino del loro esordio su lunga distanza. Half Mute è in un certo senso un esperimento sulla psiche, o sulla musica applicata alla psiche, con le sue commistioni sonore che spiazzano continuamente perché mai uguali a loro stesse. Il fiore all'occhiello dell'album è senza dubbio il meraviglioso suono del sax di Blaine Reininger, pulito, conturbante e sinuoso ma incredibilmente "glaciale". Si staglia in primo piano e si erge a protagonista indiscusso ma mai invadente, disegnando ricami di grande sensualità. Ascoltando "Fifth Colum" queste mie parole diventano musica, e che musica.

Disturbanti frammenti di elettronica, punzecchiano il tappeto di un basso cupo e minaccioso, ed ecco che interviene il protagonista... lo straordinario sax del buio mentale.
Che dire poi dello splendido minimalismo dell'iniziale "Nazca"? Il suono sembra vibrare nell'aria per tinteggiare un'atmosfera desolantemente fredda.
Il balletto meccanico di "Loneliness", l'esasperante duetto armonico tra un violino danzereccio ed un basso pietrificato di "Volo Vivace", il canto androide che caratterizza la tetra marcia di "7 Years" e il sax abulico di "Km" sono altri gioielli da appuntare nel diario di chi ama la buona musica.
Album sull'alienazione, teso e vibrante, pregno di una nevrosi silenziosa e per questo ancor più spaventevole, segnerà un caso raro di vera "avanguardia musicale", degno di essere considerato una vera e propria "pietra miliare".

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Riassunto del Bot

Half Mute dei Tuxedomoon emerge come un album new wave intellettuale e innovativo, capace di fondere rock, avanguardia e musica da camera. L'atmosfera fredda e i suoni stranianti, con un sax protagonista, creano un'esperienza intensa e unica. Il lavoro riflette alienazione e nevrosi con grande sensibilità, diventando una pietra miliare del genere.

Tracce testi video

01   Nazca (03:07)

03   Fifth Column (02:55)

04   Tritone (Musica Diablo) (02:50)

05   Loneliness (02:56)

06   James Whale (02:42)

07   What Use? (04:01)

08   Volo Vivace (02:48)

09   7 Years (03:05)

11   Seeding the Clouds (11:39)

Tuxedomoon

Tuxedomoon è un collettivo americano nato a San Francisco nel 1977. Fondato da Steven Brown, Blaine L. Reininger e Peter ‘Principle’ Dachert, si è trasferito in Europa nei primi anni ’80 (Belgio) sviluppando un linguaggio ibrido tra elettronica, musica da camera e post‑punk. Tra i lavori chiave: Half‑Mute (1980), Desire (1981) e il classico No Tears.
14 Recensioni

Altre recensioni

Di  awhitenoise

 Questo capolavoro, impossibile definirlo diversamente, non si offre a recensione alcuna... il suono infatti oltrepassa la propria struttura sintattica.

 Scrivere di un’opera d’arte di tal genere provoca dolore.. questo lavoro è dolore!