Copertina di AA.VV. No New York
Mike76

• Voto:

Per appassionati di rock alternativo, musica sperimentale, fan del noise e collezionisti di album cult
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LA RECENSIONE

Forse il disco che più di tutti ha influenzato il rock negli ultimi 25 anni. E non è uno scherzo. Se riuscirete a fare un piccolo sacrificio per averlo potrete tranquillamente gettare nello sciacquone la metà dei dischi noise, grunge o alternative che avete a casa (o almeno venderli che è più conveniente). La compilation è formata da sedici brani prodotti da Brian Eno e composti da quattro band della grande mela che avevano come comune denominatore solamente la voglia di fare a pezzi le regole non scritte del rock; le loro armi erano: crudezza, sperimentazione e paranoia.

I primi quattro brani sono a firma James Chance & the Contortions, forse i migliori del lotto, che con “Dish It Out” infilano già il capolavoro: ritmo veloce sostenuto da un basso “gommoso”, intrusione rumorista del sassofono e poi entrata in scena dell’inaudita voce di James Chance. In tanti fino ad allora avevano cantato rock con rabbia, ma nessuno con questa efferatezza e questa lucida follia; il canto feroce di Chance influenzerà non poco la musica alternativa anni '80 e '90. Altrettanto splendida e trascinante è “Flip Your Face” che presenta un basso che ricorda forse un po’ i Nirvana di tredici anni dopo, solo che in questo caso è messo a servizio di un brano ben più radicale di quelli strofa-ritornello-strofa del gruppo di Seattle. “Jaded” è invece è un brano lento e malato sferzato dalle “due voci” di Chance: la propria e quella del suo noise-sax.

I Contortions si congedano con un’ottima e stravolta cover di James Brown e passano il testimone ai Teenage Jesus & the Jerks di Lydia Lunch che invece di cantare sembra piangere lamentosamente. I loro brani sono cantilene che ad un certo punto sembrano sussultare, accelerare e poi, invece che esplodere, si quietano e tornano al lamento agonizzante di prima. Il terzetto ci regala anche la scarica adrenalinica di “Red Alert”, un martellamento strumentale adrenalinico anche nella durata (poco più di trenta secondi).

I Mars capolavoreggiano con l’ultranoise di “Helen Fordsdale”, dopo averla ascoltata i Sonic Youth vi sembreranno tutt’a un tratto meno geniali di quello che pensavate. Gli altri tre brani dei Mars sono improvvisazioni noise con cantati che si fanno grida lontane e inintelligibili. I D.N.A. chiudono alla grande con brani che a differenza dei loro compagni di viaggio presentano anche ruvide e stranianti sperimentazioni elettroniche ad opera Robin Crutchfield, accompagnate dal martellamento della giapponese Ikue Mori e la tagliente (e ovviamente noise) chitarra di Arto Lindsay. Tutto questo è stato fatto nell’anno 1978. Cinque secco.

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Riassunto del Bot

No New York è una compilation fondamentale prodotta da Brian Eno nel 1978 che ha rivoluzionato il rock degli ultimi 25 anni. Con band come James Chance & the Contortions e Lydia Lunch, il disco si distingue per la sua cruda sperimentazione e feroce originalità. Brani come "Dish It Out" e "Red Alert" mostrano un mix di rabbia, paranoia e innovazione sonora. La recensione ne sottolinea l'influenza profonda su generi come noise, grunge e alternative.

Tracce

01   Dish It Out (03:17)

02   Flip Your Face (03:13)

03   Jaded (03:49)

04   I Can't Stand Myself (04:52)

05   Burning Rubber (01:45)

06   The Closet (03:53)

07   Red Alert (00:34)

08   I Woke Up Dreaming (03:10)

09   Helen Fordsdale (02:30)

10   Hairwaves (03:43)

11   Tunnel (02:41)

12   Puerto Rican Ghost (01:08)

13   Egomaniac's Kiss (02:11)

14   Lionel (02:07)

15   Not Moving (02:40)

16   Size (02:13)

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