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Vincent van Gogh
Campo di Grano con Volo di Corvi

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Le cose che si notano al mattino tendono sempre a indirizzare la giornata in un modo o in un altro e alle volte - in concomitanza di bizzarre congiunzioni astrali - si è parecchio fortunati.

Uno sputo schifoso, giallastro, raggrumato e catarroso incrostava l'asta del segnale di STOP vicino alla mia banca. Certo, non che sia veramente la "mia banca"; è solo il luogo che mi rende un mammifero speciale, un uomo degno di essere chiamato tale e che può chiamare "fratelli" gli altri uomini. Non importa quanti soldini uno abbia sul conto, l'importante è che il conto uno lo possieda: un conto per non essere totalmente invisibili, un conto per contare qualcosa.

Quel cartello stradale così inequivocabile e quell'umore espettorato in decomposizione spinta che sembrava evidenziarlo mi colpirono come l'alito lunare e le pupille dilatate di cui ho sempre pensato connotate le Sibille. Mi sono avvicinato al bancomat per dare una controllatina al mio saldo, ma, nel momento in cui mi sono avvicinato, ho intravisto il mio viso riflesso in una vetrina lì accanto e non potuto fare a meno di pensare che sto invecchiando; non era tanto per la qualità dell'immagine che appariva sul vetro quasi senza peso e come prodotta da una retroproiezione, ma era l'atto in sé che mi sbigottiva. Un tempo sarei andato dritto per dritto e avrei prelevato quel tanto che bastava per concedermi un po' di sollazzo mentre ora andavo a rimestare nel torbido dei miei quattrini come un Paperon de Paperoni dei poveri che si diverta a fare tripli carpiati e mezzo nelle sue monete d'oro, senza contare che chi fa del "pochi, maledetti e subito" una filosofia o una necessità sa esattamente quanti soldi ha in banca; lo sa al centesimo.

Me ne sono andato salutando col pensiero il mio gemello del momento e ho pensato fosse una buona idea andare a spiaggiarmi in un locale all'aperto mantenendo il giusto umidore del mio corpo grazie al sollievo di una birra leggera. La qualità maggiore dell'estate consiste nel fatto che c'è una vita animale molto intensa, variopinta, folta e dunque, tra un sorso e l'altro, se ero letteralmente estasiato dalla singolar tenzone tra due raccapriccianti esemplari di piccione che si contendevano un pezzettino di focaccia alle olive, osserverò solo di passaggio che ai tavolini accanto al mio c'era un gruppettino di studentelli universitari che, con uno sguardo intriso di stupore bovino, si compiacevano del sapere di un loro amico evidentemente più grande che li stava iniziando ai segreti recondoti di un esame che mi pareva riguardasse la psicologia.

Il fatto è che tutto questo parlar d'esami mi aveva ricordato quello del sangue che, a causa di improrogabili urgenze lavorative, avevo dovuto sostenere pochi giorni prima. Non ho alcun ritegno nel confessare che quando si parla di aghi io sono una mezza fighetta e, se da un lato questo mi protegge da eventuali derive eroinomani, dall'altro mi espone al ludibrio dell'infermiere di turno; c'è proprio il rischio che svenga, che il mio egocentrismo si abbassi al misero livello di una pelle di leopardo ed è proprio per questo che quella volta avevo ringraziato gli Dei di aver trovato una professionista dallo sguardo duro, indifferente, atono. Una voce proveniente dalle supreme altezze della prassi che senza giudicarmi troppo crudelmente mi diceva: "Le fanno paura gli aghi? Allora si stenda. Se sviene sarà già sdraiato".

Mi sono alzato dal tavolino e sono andato per le vie del centro dove a quell'ora del pomeriggio le poche persone presenti, soprattutto coppiette, si trastullano sulle mercanzie esposte nelle vetrine. Ho una mia personalissima teoria sulla distanza che devono tenere tra loro due persone che guardano una vetrina per configurarsi come "coppia felice": se è troppa significa che non si amano più, se è poca significa che non si amano ancora; la distanza giusta è quella intermedia, non più di un metro e non meno di trenta centimetri. La vera felicità ha bisogno e dello spazio vitale per respirare e di quello gravitazionale per non sfaldarsi.

Quel giorno mi era parso di constatare poca felicità nell'aria e così, spinto dall'inclinazione del porfido, sono rinculato sui miei passi andando a ficcare gli artigli intorno al collo di una brocca da mezzo litro contenente il superlativo vino bianco della mia cattedrale di fiducia: il Bar Italia. Quasi subito si è avvilluppato alla mia mente errabonda il chiacchiericcio del Seba: magnifico cirrotico cronico che, nonostante (o forse a causa) del trapianto di fegato attecchito perfettamente, ha ricominciato a bere come un pazzo e se mi sta parecchio sul cazzo che un organo sano venga sprecato per un individuo ormai in caduta irreversibile, bisogna riconoscere al Seba il buon gusto di aver dato seguito ad una sua sibillina frase di qualche anno fa in occasione della morte di un altro famoso alcolizzato della città: "il prossimo sono io".

Sono uscito a tardo pomeriggio, mi sono seduto su una panchina e mi sono acceso una sigaretta.
Ho pensato al mio gemello riflesso nel vetro, agli studenti universitari, all'infermiera che mi aveva cavato il sangue, alle coppiette del centro, al Seba. Che differenza c'è tra loro e Van Gogh? La più importante è che Van Gogh è andato fino in fondo alle sue nevrosi, ha creduto sopra ogni altra cosa alla sua visione personale del mondo, ha concesso ogni brandello di carne alla sua sofferenza. "Campo di Grano con Volo di Corvi": c'è tutta intera la paura, il raccapriccio, la solitudine di un uomo che SA che la sua vita sta per finire e vuole fare sapere agli altri come LUI lo sta vivendo. Ogni secondo è buono per vivere o per morire: non ci si pensa mai, ma è l'unica cosa che abbia una qualche importanza.

Seduto su quella panchina ho anche pensato allo sputo visto ore prima e avrei voluto conoscere l'autore di tanta meraviglia: come Van Gogh aveva trasfigurato la realtà con la sua pennellata da maestro. Sono ritornato al cartello per vedere ancora una volta quel capolavoro, ma non c'era più: qualcosa o qualcuno l'aveva cancellato dall'esistenza.

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Commenti (VentiQuattro)

sfascia carrozze
sfascia carrozze Divèrs
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E' qvesto lo spvto (su tela) givsto!


CosmicJocker: Lei dice?!? No perché io non sono mai pienamente sicuro della densità della mia salivazione..
Almotasim
Almotasim
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Filosofia di CJ tra pils, sangue, vino, studenti, coppiette, cirrosi, paperodollari e neri corvi. Sempre al top!
Solidarietà per la sofferenza ai prelievi...


CosmicJocker: Aaah Almo! Se esiste un inferno è sicuramente popolato da diavoli siringuti!!
123asterisco
123asterisco
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Nevrastenie e catarri.


CosmicJocker: Cerco sempre di non farmi mancare niente...
Farnaby
Farnaby
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27 minuti di applausi!


CosmicJocker: .. E poi 27 è il numero dei miei anni (13 estati fa)..
macmaranza: Trentamila.
Farnaby: Io i 27 li ho quasi doppiati...
macaco
macaco
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A volte penso che noi, la cui visione di aghi e sangue provoca alterazioni di pressione, staremo a nostro aghio in in corpo più sottile. Ma forse è solo arroganza di credermi più vicino allo spirito che alla materia.


CosmicJocker: Non so Mac.. Io sono sul longilineo (e lo sono sempre stato), ma la mia fobia è, se possibile, addirittura aumentata negli anni.. Ma forse non sono sottile a sufficienza..
Caspasian: Quegli alieni cinici e malvagi quando ci "rapiscono" momentaneamente per i loro scopi, altro che aghi usano. 'Sti maledetti, ma un giorno, quanto è vero Dio, un grigio lo acchiappo.
macaco
macaco
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odradek
odradek
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Mhhh, carichi troppo o troppo poco fardello sulle spalle del povero Vincent.
E mi pare tutto tuo, tra l'altro, il fardello.
P.S. vedo un altro dipinto, sento un altro mondo, guardando il quadro in oggetto, ma questo è davvero relativo.
Leggerti mi è piaciuto comunque, a prescindere da V. G.

P.S. 2 Appena iniziato immaginavo volessi soffermarti sulla natura materica della pittura di V.G. e che il testo avrebbe proseguito con una meticolosa descrizione della sostanza espettorata, come osservata attraverso una lente, ingrandita sino a perdere la connotazione originale, assumendo, nelle venature e stratificazioni, una versione quasi pittorica.


Farnaby: Secondo me lo avrebbe fatto se avesse ritrovato la sostanza secreta...
odradek: @[Farnaby] Non credo, era diretto verso altra meta/fisica
CosmicJocker: Odra ha ragione, ero diretto altrove..
Anche se non penso sia stato un caso che io abbia pensato a V.G. al termine di quella giornata.
La densità dello sputo mi ha in qualche modo condizionato a livello subliminale ed io, nella pagina, ho cercato di descrivere il processo che mi ha condotto dallo sputo a Van Gogh..
IlConte: Ancora ti droghi, Nobile Odra??!!
IlConte: Pure gli altri ti seguono bene eh!!?
Ahahahahahahah
IlConte
IlConte
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Niente figa??!!


CosmicJocker: Ahahah.. No quel giorno no.. Se ben ricordo ho pure litigato con la mia dolce/amara metà la sera di quel giorno..
macmaranza: Il No
macmaranza: Il Nobile. Io lo adoro per la sua straordinaria dolcezza da uomo che mi sembra sia andato all'inferno e ci sia ritornato. Idea mia, che no Conte. In friulano "non vale".
IlConte: L’hai detto Man!!!
CosmicJocker
CosmicJocker
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Eneathedevil
Eneathedevil Divèrs
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Devo dire che concordo in toto con la perfetta analisi di nonno Odra. Bellissimo spaccato di vita con tanto di confessione personale sulla tanto comune belenofobia che meglio si sarebbe adattato ad un editoriale per avere instaurato un collegamento non limpidissimo col magnifico V. a cui qualche parola in più o semplicemente qualche parola diversa avrebbe reso maggior giustizia. Ma come detto, una bella lettura comunque.


Eneathedevil: Lo sapevo che il correttore mi avrebbe fregato, anche se qui potrebbe essere un principio di dislessia. Belonefobia, più che belenofobia. O anche tripanofobia, se preferite.
CosmicJocker: Sì, ci sta.. Ma, come dicevo sopra, mi sono voluto concentrare sugli accadimenti che mi hanno portato a pensare Van Gogh pur sapendo che avrei "sbilanciato" la paginetta..
Grazie del passaggio comunque!
odradek: Ah, ecco, belone, che la fobia di Belen non l'avevo ancora sentita...
In realtà sbagliano parecchi, anche su riviste para "scientifiche"
Eneathedevil: Oppure c'è la paura del picio, altresì conosciuta col nome di belinofobia.
Stanlio: ci sta pure la semplice ehm, bëlfobia ovvero la paura di mettere o ricevere un BËL sul DeBaser...
Eneathedevil: O anche la bellunofobia, altresì nota come la paura di ricevere compiaciuti voti bassi nelle proprie recensioni.
Eneathedevil: Il tuo commento mi è piaciuto, Stan, ma a questo punto non vorrei scatenare in te patemi se lo taggo come BËL...
Stanlio: nema problema, i miei patemi son ben altri, uno fra tutti è presumere che la bellunofobia sia invece quella patologia riscontrabile a chi non possa soffrire Belluno e/o i suoi abitanti
Farnaby: La belinofobia è molto diffusa qui a Genova....
IlConte: C’è anche la culofobia...
Occhio però, accertarsi bene perché può essere di duplice - pure triplice - natura...
G: In questo caso si parlerebbe di bellanofobia?
Eneathedevil: Ahahahah, vorrei fare un plauso al Nobile per aver riportato su terreni molto veraci la discussione di fino su belonefobia e simili: con Stan e Odra, poi replicati dal G, ci siamo dilettati in calembour pseudodotti sfruttando assonanze tra belini e belluni finché lui ha risolto la questione con un bel richiamo al culo per non saper né leggere né scrivere. Noblesse oblige.
IlConte: Ahahahahahahah
Quando diventa troppo letterata, tortuosa, contorta e artificiosa arrivo come sempre a semplificare e ad inquadrare nel modo migliore la filosofia dell’essere...
Geenooofficial: Ma è possibile che ogni volta che cerco di imparare qualcosa alla fine vi sbracate sempre sui belini? 🙄
G: Più che conte ciambellano!
Stanlio
Stanlio
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Se proprio bisogna esprimere la grande, inevitabile sconfitta che attende ognuno di noi, bisogna almeno farlo rimanendo entro gli stretti confini della dignità e della bellezza. (Leonard Cohen)

...e niente.


CosmicJocker: Il buon Leo ne sapeva.. Ah se ne sapeva..
macmaranza
macmaranza
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Io credo che questa cosa che hai scritto - posso darle del tu? - sia qualcosa di meraviglioso. Grazie. Davvero.


CosmicJocker: Oh la peppa! Grazie a te.. Il tu? Ma dobbiamo DeAmarci..!
lector
lector
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I miei sputi sono più quadri di Munch.....magari c'entra pure quello che cucina mia moglie.


TataOgg: Che ti ha fatto Lectrice in questi giorni??? Ehhh???!!! Adesso le telefono ...
lector: In questi giorni?
In questi giorni niente.
E' tutta la vita che non sa cucinare (e lo sa!)
CosmicJocker: Ah donne! Che vita insulsa sarebbe la nostra senza di loro...
Certo, forse ne va della qualità dei nostri sputi.. Ma ce ne faremo una ragione..
Caspasian
Caspasian
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Da bambini ho sofferto di asma allergica e spesso ero pieno di catarro che espettoravo con frequenza e quantità e mi fai ricordare i colori materici di quegli sputacchi, andavano da quel verde a quel giallo del quadro di Vincent. Poi quel cielo minaccioso lo accosto alla sete d'aria che l'asma portava. Un'asma esistenziale teneva il tenero Vincent.


Caspasian: Da bambino...
CosmicJocker: "asma esistenziale" è bellissima... Mi sa che te la rubo questa..
Caspasian: Il Liber Mundi lo possono leggere tutti. 🌹
TataOgg
TataOgg
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Cosmycino parli come uno a cui il conto sotto-zero non é mai sceso.... 🙄
Mi chiamarono dalla banca.
Ad ogni modo....
Ho paura degli aghi: Ho un piercing che esibisco come una cicatrice di guerra.
Molti Seba che conosco sono degli alcolizzati.
Io e te abbiamo molto in comune...
Campo di grano con volo di corvi lo vidi dal vivo, Amsterdam é bella, si sa! Una cosa che ho scoperto facendo puzzle, nello specifico "Notte stellata sul Rodano" (uno dei più rognosi che abbia mai fatto) é che Van Gogh in realtà era un tizio precisissimo.. dalla posizione reciproca delle stelle rappresentate nel quadro hanno scoperto non solo la data precisa in cui il quadro é stato dipinto ma anche l'orario esatto in cui questo é stato eseguito, cioè in brevissimo tempo, mi pare di ricordare un paio d'ore circa dalle-- alle-- . Come una fotografia con un esposizione abbastanza lunga... "Trasfigurazione" si, quindi, ma con occhio matematico.


CosmicJocker: Bellissimo commento Tata..
Ho sempre creduto che la visione di Van Gogh abbia qualcosa di quella di Artaud per il grado, appunto, di precisione..
A proposito, se hai tempo da perdere prova a vedere una mia paginetta del libro che Artaud ha scritto su Van Gogh!

Comunque è vero Tata, abbiamo molto in comune... Vuoi sposarmi?
TataOgg: E me la linki la tua paginetta? 😉
Però io non mi sposerò: Tata ha deciso.
Però "Tatajocker 🖤CosmicOgg" scritto con l'uniposca su ogni angolino bianco del Debasio sarebbe sublime 😍
CosmicJocker: "Però io non mi sposerò": pure questo abbiamo in comune Tata.. Infatti la mia proposta era una prova d'amore che hai brillantemente superato..

Ecco il linkino:

Van Gogh. Il Suicidato della Società - Antonin Artaud - recensione
TataOgg: Evviva! ♥
G
G Alto Papàvero
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La vera felicità ha bisogno e dello spazio vitale per respirare e di quello gravitazionale per non sfaldarsi.


musicanidi: E la falsa felicità?
sfascia carrozze: Anche se non ho capito gnente-di-nvlla sono pienamente d'accordo con Lei, lì.
CosmicJocker: Questa l'ho già sentita da qualche parte... Non ricordo dove però..
musicanidi
musicanidi
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La giusta distanza tra uomo e donna davanti a una vetrina? L’importante è non riuscire a sentire “amore, guarda che bello”.

Ottima lettura per una calda mattina di Agosto...


CosmicJocker: Ahahahah! Giustissimo music..
Grazie del passaggio..
A proposito.. E il.. Sottosuolo??
musicanidi: Il sottosuolo è sepolto sotto una pila di libri....mi sto gustando la ragazza di bube, molto bello, prosa secca e lineare con pochi fronzoli e una mia presenza femminile che soverchia il partigianello (per ora) sfigatello...
CosmicJocker: Mai letto music.. Però sei la seconda persona che sento che tesse le lodi de La ragazza di Bube.. Chissà che prima o poi..
ALFAMA
ALFAMA
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Per i vecchi esistono 3 C maledette 2 "Catarro" " Cadute" e " Cacarella"


CosmicJocker: Finché non si arriva alla quarta, "Clistere", va ancora tutto bene..
ALFAMA: vero
Carlos
Carlos
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Sì beh pagina interessante come al tuo solito, ma forse era meglio come editoriale. A sto giro mi accodo un po' a certi commenti. Altrimenti dovrei non rompere le palle alle interminabili storielle fantasy di tipi come Ashbringer83 che pur son bravi a scrivere.
Tanto per cambiare trovo le solite affinità tra una certa fascinazione da "città vecchia" che ci accomuna alquanto e il misto tra una mai perfetta integrazione tra quel mondo e me (ma senza da giudicarli "da buon borghese" e senza condannarlo "a centomila anni più le spese"). In qualche modo sapere che quella vita grigia con i suoi piccoli piaceri e interessi è spesso il residuo di un mondo che sta scomparendo (e che tutto sommato preferisco sia a certo disagio più vicino alla mia età sia a certa consapevolezza magari anche seria e impegnata che riguarda me e parte del mio mondo) mi lascia perplesso e strabiliato. E comunque non c'entra molto con le impressioni che ho sempre tratto da questo dipinto, il mio preferito fin da ragazzino di un Van Gogh che per quanto lo apprezzi dato l'appassionato di arte che sono, non è mai stato tra i miei veri e propri idoli. Sono cresciuto e ho vissuto quasi tutta la mia vita in una casa con un balcone che dà su uno stretto provinciale seguito subito dopo da distese di campi di granoturco, dove andavo spesso a girare in bici o con la minimoto. Ormai molti anni fa certi pensieri non proprio piacevoli trovavano tanto di loro in questo dipinto. E allo stesso modo per cui @[imasoulman] esaltava una volta Comsat Angels e affini, certamente ha aiutato anche il mio spirito a superarli.


imasoulman: giuro che se dovessi scegliere un biografo ufficiale autorizzato, lo sceglierei nel DeBasio
vi ricordate cose che manco io so dove come e quando
G: Secondo me (tanto per dire nė? Giusto perché sennò siete in troppi a sostenere la tesi...) è proprio giusto che sia una recensione ed è giusto che sia scritta così. Ecco.

Carlos: Per carità della Santa Mucca e del suo profeta G, sono il primo fan del compagno Cosmico e lui lo sa bene. È comunque avere in home tra le recensioni mille non-recensiono di questo calibro che una cagata promozionale di Bambi, non c'è nemmeno bisogno di dirlo.
Carlos: Comunque meglio avere... *
Carlos: Recensioni*

Figa per quanti errori di battitura faccio con il cellulare dovrebbero inventare un disturbo dell'apprendimento ad hoc.
CosmicJocker: Forse non è ne una recensione ne un editoriale..
È più una... Come dire... Espettorazione..
fedezan76
fedezan76
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Quando vado a fare il prelievo sono le infermiere che svengono. E non perché sono troppo bello. Ma perché ci vuole tempo per trovare le mie vene ...


Farnaby: Qui a Genova, all'ospedale Galliera, c'è un dottorino (non è giovane ma piccolo, magro e bianchiccio) che le infermiere, a sua insaputa, chiamano Dracula, per la sua capacità di trovare le vene anche chi vene non ha. Gli basta poggiare due dita et voilà. Ti ci vorrebbe anche a te.
fedezan76: Preferisco comunque le infermiere ... tanto il problema è loro, io non ho paura degli aghi ...
Farnaby: Bastardo...
ALFAMA: @[fedezan76] alle infermiere sono io a indicargli dove mi trovano nelle braccia
ALFAMA: Sono "Mr Out Of Vein" ( traduzione maccheronica) ma è stato il nome di un mio gruppetto garage e non scherzo
fedezan76: Suonavate bene solo quando eravate "in vena".
ALFAMA: ahah non ci avevo pensato
CosmicJocker: Dialogo Beckettiano questo di voi tre...
Io le vene le ho anche troppo esposte.. Sarà mica per questo che ho paura degli aghi?? Mi sento vulnerabile..
fedezan76: A me escono fuori se faccio attività, poi però è il sangue che non si ferma più ...
Farnaby: A mio figlio non puoi neanche nominare la parola "vene" che già rabbrividisce...
luludia
luludia
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anche se è chiarissimo e in fondo condivisibile il senso, trovo un po' irritante l'accostamento tra lo sputo e il quadro di Van Gogh...persino un po' blasfemo...il tuo vagare per la città è invece sempre piuttosto piacevole da leggere...bravissimo...


luludia: che dici cinque stelle al vincent gliele diamo?
CosmicJocker: È che, tra le altre cose, volevo dire che alle cose sublimi alle volte si può arrivare partendo dalle cose più grezze o addirittura immonde..

Comunque metterei 5 stelline provenienti dalla "notte stellata"..
aleradio
aleradio
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Corso Francia 95.
Morirò che ce l'avrò ancora negli occhi.


Carlos: Nemmeno il 300 e qualcosa che almeno puoi vedere il "carataristico" Villaggio Leumann per quel che ho potuto vedere recentemente.
CosmicJocker: Guardate ragazzi, io ho speso una fortuna per comprare questo quadro..Però il marsigliese orbo con un uncino al posto del braccio destro che me l'ha venduto mi ha assicurato che ho fatto un buon affare..
odradek: ??? Che è successo alla Bottega Flegrea? E, soprattutto, perchè eri lì?
aleradio: Al 95 ci abitavo
mrbluesky
mrbluesky
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nulla da aggiungere..


CosmicJocker: ... Aggiungo io qualcosa: thanks mister!
imasoulman
imasoulman
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nessuno tocchi questa pagina


CosmicJocker: Eppure è virtuale (la pagina), non dovrebbe ungere ;)

Thanks ima..

Ocio che non hai mica acceduto al DeBasio!

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