Mi appropinquo (quanto mi piace questo termine) a recensire il primo lavoro dei canadesi Voivod, chiamato War And Pain. Il disco è stato da poco rimasterizzato per una maggiore qualità, ma con l’aggiunta nello stesso di alcune demo (la Metal Massacre vi dice nulla?), un disco con vecchi show live (la qualità non è davvero il massimo) e un disco bonus (purtroppo non DVD) con foto, biografia del gruppo fino ai giorni nostri e video.
Un po' di storia... Nell’anno 1983 uscì l’album dei californiani Metallica, Kill’Em All. Un album che fondeva la violenza Punk con ciò che il Metal aveva espresso fino a lì. Chiaramente ispirato ai Motörhead, fu un fulmine a ciel sereno che squarciava il panorama della musica heavy. Nacquero il Thrash Metal e lo Speed Metal (già abbozzato dai Motörhead che però erano decisamente più punk).
Anno 1984, molti gruppi cominciano a seguire il sound plasmato dai pionieri Metallica (anche se loro stessi lo rendono ancora più complesso con Ride The Lightning). Tra questi sono presenti i canadesi Voivod, che puntano decisi sullo Speed Metal con il loro primo album, che va considerato un Concept (si apre così la saga del barbaro Korgull che avrà molti seguiti prima di essere definitivamente abbandonata). L’album è grezzissimo, di ottimo spessore tecnico, prodotto dal noto (ai metallari) Brian Slagel e rilasciato dalla Metal Blade Records. La batteria di Away (Michel Langevin) offre buoni cambi di ritmo, anche se l’obiettivo rimane picchiare veloce le pelli per ottenere la massima velocità possibile. Snake (Denis Belanger) ha una voce maligna e graffiante (che affinerà con i seguenti album). Piggy (Denis D’Amour) è un eccellente chitarrista e i suoi assoli (sempre brevi ma efficaci) sono delle lame che squarciano il ritmo speed di ogni singolo brano. Il bassista Jean Yves Thèriault completa una line-up di eccellente livello, rendendo il suono della band ancora più scuro, pesante e veloce.
Il punto debole dell’album è sicuramente l’originalità delle nove canzoni. Non ci sono canzoni che riescono ampiamente ad emergere sulle altre e ciò è un’arma a doppio taglio. L’album è compatto e scorre via velocemente, ma richiede parecchi ascolti per individuare le canzoni migliori. Ciò probabilmente, lascia libera interpretazione su cosa sia davvero il meglio di questo lavoro. La title-track è veloce ma riesce a dare qualcosa in più tecnicamente, la conclusiva "Nuclear War" è la più lenta e merita di essere menzionata per essere l’eccezione, mentre l’esordio di "Voivod" ci introduce alla storia che comincia con quest’album. Ottime anche "Warriors Of Ice" e "Live For Violence", mentre solo la corta "Blower" realmente si presenta inferiore rispetto al resto.
"War And Pain" apre il cammino dei sottovalutati Voivod che oggi annoverano nella propria line-up Jasonic (Jason Newstead). Un buon esordio che sarà seguito da alcune prestazioni ancora migliori e da alcuni album veramente deludenti. Consigliato a tutti anche a chi il metal non lo digerisce (era indubbiamente ironico).