A differenza dei suoi tre amici ex-Beatles Paul ha sempre amato esibirsi dal vivo e infatti per tutti gli anni '70 ha mantenuto una costante presenza sui palchi europei e mondiali; dopo la morte di Lennon purtroppo smetterà fino al tour del 90' ma ormai i suoi concerti saranno diventati una sorte di karaoke emozionale per nostalgici basati troppo sul repertorio beatlesiano a scapito di quasi tutta la sua opera solista.
"Got Any Toothpicks" è il bootleg che riporta brani eseguiti dai Wings durante il tour europeo del '72, che per Paul doveva essere un rodaggio in vista del mega impegno con l' "Over The World Tour" del '75-'76. Ma non si deve correre troppo, il gruppo nel '72 ha all'attivo solo "Wild Life" e una manciata di singoli, e soprattutto è in una fase di apprendistato continuo che li porta ad essere inevitabilmente molto rozzi e con un suono più da garage rock che da Beatles. Non ci sono ancora "Band On The Run"e "Venus And Mars", ovvero i grandi dischi che forniranno l'ossatura del tour mondiale, e non c'è nemmeno "Red Rose Speedway" che verrà messo insieme solo nel '73.
Questo disco è però utile perchè fornisce una concreta testimonianza di quello che Paul e compagni stavano combinando in quel periodo. Giravano su un bus scoperto tutto dipinto come una carovana di figli dei fiori tardivi; per McCartney era un ritorno a più di un decennio prima quando con i Beatles teneva concerti in Germania guadagnando decisamente poco, un modo per ritrovare lo spirito giusto per affrontare la sua nuova carriera alla guida di un'altra band. La scaletta dei concerti riporta alcune chicche, brani eseguiti live e mai incisi in studio.
L'apertura molto cruda e dura di "Best Friend" doveva essere inserita poi nella versione doppia di "Red Rose Speedway" che la EMI rifiuterà, così come la curiosa "1882", molto bella ma dimenticata nei meandri del repertorio inedito dei Wings. Altra chicca la versione live di "Seaside Woman" cantata da Linda che vedrà la luce ufficialmente solo nel '79. "The Mess", canzone che riflette il suono sporco del periodo, è uno dei brani migliori di Paul in veste live, anch'essa cadrà dimenticata insieme a "Say You Don' Mind" di Denny Laine, brano pregevole sempre destinato al secondo Lp di "Red Rose Speedway" cestinato per motivi di budget dalla casa discografica.
La band in questo periodo poteva contare sul drummer Denny Seiwell, con Paul dai tempi di "Ram", e del chitarrista Henry McCullough. Quest'ultimo è protagonista di un'interessante incursione blues dal titolo "Sometimes I Just Can't Keep From Crying" ma soprattutto sarà l'autore del celebre assolo di "My Love" che già in questo tour viene eseguita in una prima versione embrionale. Paul guida tutti in modo impeccabile, si diverte e non esegue non un solo brano dei Beatles e questo accadrà fino al tour mondiale dove aprirà al suo passato.
Questi Wings sono molto diversi rispetto a quelli del fenomenale chitarrista Jimmy McCulloch, molto rozzi e scarni trasmettono la sensazione che siano un gruppo agli esordi veramente e non una appendice di McCartney utilizzata solo dal vivo. Infatti gli anni '70 sono i più interessanti nell'opera di McCartney; vivendo sempre con i componenti del gruppo Paul ha avuto modo di misurarsi con altre personalità che, anche se non hanno mai avuto un peso compositivo significativo (tolto Denny Laine), lo hanno comunque sempre indotto a misurarsi sempre in nuovi progetti e la sterminata opera nascosta di questo periodo e pronta a dimostrarlo quando Paul si deciderà a togliere i sigilli.