Copertina di Wings Last Flight
London

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Per appassionati di paul mccartney, fan dei wings, amanti della musica live storica, collezionisti di album rock anni ’70
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LA RECENSIONE

Un tour in piccoli teatri e locali, poche date nel dicembre del 1979 per preparare poi il tanto atteso tour giapponese più volte rimandato. "Last Flight" è la testimonianza ultima dell'attività concertistica dei Wings, un live di ottima qualità che non ha mai visto una pubblicazione ufficiale fino alle recenti inclusioni di singoli brani nelle nuove versioni di "McCartney" e "McCartney II". Con una formazione a cinque nuova di zecca e volenterosa di dimostrare il suo valore McCartney ha in mente grandi cose per il suo gruppo, un nuovo disco che succeda a "Back To The Egg" e soprattutto un nuovo grande tour mondiale per i primi anni '80. Le cose andranno molto diversamente come si sa e l'ultima esibizione dei Wings rimarrà quella di Glasgow qui riportata.

Si apre con una tiratissima "Got To Get You Into My Life", classico dei Beatles rinvigorito dalla poderosa sessione fiati già udita in "Wings Over America" e da un bel lavoro alla batteria di Steve Holley. Il clima è carico e procede con una tirata "Getting Closer", seconda traccia dell'ultimo lp del gruppo. Ma la prima sorpresa è una bellissima versione di "Every Night", delicata ballad del primo lp solista di Paul impreziosita da nuovi fraseggi di chitarra elettrica di Laurence Juber. Peccato che dopo questo bellissimo momento si passi alla scialba "Again And Again And Again" di Denny Laine, il brano più debole della recente produzione dei Wings e riproporre la notevole "Time To Hide" sarebbe stata una scelta più gradita dal pubblico.

Da "London Town" la band esegue solo "I've Had Enough", un rock annacquato che stonava già sull'lp d'origine, non proporre altri pezzi da un disco molto riuscito è sicuramente un punto di demerito, si sa però che nel tour giapponese molto probabilmente sarebbe stata eseguita "With A Little Luck". "No Words" e "Cook Of The House", cantata da Linda, sono momenti superflui anche se la seconda riesce a ritagliarsi un suo perchè soprattutto grazie al contributo dei fiati. Con "Old Siam Sir" si torna su terreni più interessanti, brano molto bello con una semplice ma efficace introduzione monotona di chitarra suonata da Juber, si difende anche "Spin It On" dall'ultimo "Back To The Egg".

Ottima la versione di "Maybe I'm Amazed"  e a sorpresa una piacevole "The Fool On The Hill", sognante nella sua leggerezza a far tornare alla memoria il periodo Beatles di Paul. Per la prima volta dal 1969 viene eseguita "Let It Be" in una veste live, da notare la splendida chitarra di Laurence Juber,  a spiccare oltre  però è una versione dilatata di "Hot As Sun", diamante grezzo proveniente da "McCartney". Con l'inedito "Coming Up" e la dance di "Goodnight Tonight" si balla per poi commuoversi con una semplice "Yesterday" e sorridere malinconicamente con "Mull Of Kintyre". A chiudere "Band On The Run" e la natalizia "Wonderful Christmastime". 

La prima impressione che sorge dopo l'ascolto è che la band fosse in una nuova fase di assestamento prima di addentrasi nelle sessions del nuovo progetto, progetto da cui sarebbero nati due lp di McCartney ("Tug Of War" e "Pipes Of Peace"), ma comunque molto affiatata e questo live dimostra anche la notevole tecnica dei nuovi Juber e Holley. Rispetto ai fasti di "Wings Over America" qui è tutto molto più ristretto e semplice ma infatti doveva essere solo un tour di riscaldamento. 

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Riassunto del Bot

Last Flight documenta l'ultima esibizione live dei Wings nel 1979, con una formazione rinnovata e brani tratti da diversi album. La registrazione, mai ufficialmente pubblicata fino a poco tempo fa, mostra una band tecnica e affiatata, in fase di assestamento in vista di nuovi progetti. Il concerto include versioni di classici Beatles e pezzi recenti, con momenti notevoli come "Every Night" e "Let It Be". Un prezioso testimonianza storico-musicale.

Wings

I Wings sono una band britannica formata da Paul McCartney dopo lo scioglimento dei Beatles, attiva principalmente negli anni '70. Nelle recensioni vengono descritti come un progetto capace di passare dal rock da arena a pop più leggero, con grande centralità dell’attività dal vivo e molte incarnazioni di formazione.
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