L'esordio con "Wild Life" nel 1971 non era stato per i Wings uno dei più felici. Il lavoro venne messo insieme molto velocemente e registrato negli studi domestici di McCartney in Scozia, il disco si distingueva anche per la mancanza del nome della band in copertina e questo creò non pochi problemi alla Apple per riuscire a promuoverlo in modo adeguato. Successivamente con le vendite non proprio esaltanti si decise di aggiungere un adesivo che riportasse il nome del gruppo e la correlazione con McCartney.
Dopo un 1972 di apprendistato tra tour e pubblicazioni di 45 giri a dir poco stravaganti ("Mary Had A Little Lamb") il 1973 vedrà la band correre dietro ad un successo sempre più tangibile iniziato con il singolo "Hi Hi Hi/CMoon". Paul ha in mente per il secondo disco qualcosa di molto diverso rispetto all'esordio e con l'inserimento di Henry McCullough in pieno organico la band conta cinque elementi e per l'ex-beatle deve arrivare il riscatto. "Red Rose Speedway" inizialmente viene concepito come un doppio Lp frutto di nuovo materiale più alcuni recuperi dalle sessions di "Ram", per Paul l'album deve essere un giusto equilibrio tra grintosi brani strumentali ("Jazz Street" e "Night Out") e piacevoli concessioni al pop come la celebre "My Love" già provata in tour l'anno precedente. Ma la prima versione del disco viene bocciata. I Wings sono reduci dalle vendite sotto tono di "Wild Life" e un doppio Lp in quel momento viene ritenuto pretenzioso e a forte rischio di flop. I Wings pagano indirettamente anche il fiasco di Lennon con "Sometimes In New York City" del 1972, doppio Lp composto da un inutile secondo disco di jam sesions e brani live spesso irritanti. La versione che vede la luce è così priva di gran parte del materiale più interessante che finirà in molti bootleg e mai più pubblicato ufficialmente, questo è un danno notevole e la riuscita finale è fortemente penalizzata dalle cesoie della EMI. Se "My Love" è la ballata romantica più zuccherosa di Paul "Big Barn Bed" è l'incipit più deciso e accattivante del primo McCartney solista, niente a che vedere con il rozzo caos di "Mumbo" su "Wild Life". "When the Night" si distingue per i primi segni dell'impasto sonoro che distinguerà in positivo il gruppo in futuro, "Single Pigeon" è una piacevole canzone sulla solitudine ma si perde tra i solchi del disco senza grandi sussulti. Dei brani strumentali il gruppo riesce a recuperare il solo "Loup (1st Indian on the Moon"), di chiara matrice floydiana e con uno strepitoso basso di Paul in grande evidenza. Curioso che il disco sia stato registrato nello studio accanto a quello usato dai Pink Floyd per "Dark Side of the Moon", il tecnico Alan Parson si divideva tra i due e i Wings parteciparono all'incisione di molti interventi vocali parlati nel disco dei colleghi.
"Red Rose Speedway" si distingue per una cura maggiore del suono e degli arrangiamenti e anche della confezione che allega un libretto molto colorato pieno di foto e disegni ma purtroppo la versione pubblicata è solo un saggio di quello che inizialmente doveva essere. Per esempio il discreto medley che chiude il lavoro venne messo insieme solo per ultimo una volta constatata l'impossibilità di pubblicare la versione doppia. Il materiale tagliato forse doveva nell'intenzione della band finire nel disco successivo ma curiosamente "Band On The Run" non vedrà inserita nessuna di queste tracce. Con la pubblicazione della nuova versione su CD e vinile è probabile che venga aggiunto il secondo disco.