Copertina di Yeah Yeah Yeahs Live Rolling Stone Milano Poco Fa.
bomaie

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Per appassionati di musica rock e concerti live, fan dei yeah yeah yeahs, lettori di recensioni musicali alternative
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LA RECENSIONE

Innanzitutto: fanculo gli  Yeah Yeah Yeahs (vedi recensione concerto dei Mudhoney n.d.r.). Gli Yeah Yeah Yeahs con i Mudhoney non c'entrano niente. Ma niente eh. Beh cominciamo va'.

Sono appena tornato dal concerto e sdraiato nel letto mi appropinquo. Ma la scrittura non è fluida, spontanea, sincera e concisa come per la recensione dei Mudhoney (...).
Ehm...
Insomma descrivo il tutto con assoluto distacco.
Musica: divertente.
Voce: molto bella secondo me.
Presenza scenica della cantante: ottima ma mi aspettavo di più (yuk yuk yuk).
Maglietta alla fine del concerto: notevolmente sudata, buon segno, mi son divertito lo ammetto.
Età media: notevolmente inferiore. A cosa?
Fighe: si si sis.
Leit motiv:
Nel mezzo del "poghetto" ci si ferma, si fa il vuoto... che succede?
"Ho perso il cellulare!!!!" frigna...
"Faceva le foto?" chiedo...
"Siiiiiiiiii!!!!!" frigna...
"Bravo stronzo/a!" sogghigno...
E così per buona parte del concerto.
Tant'è che all' uscita c'erano cori e balli al grido di "HO PERSO IL CELLULARE! YE! HO PERSO IL CELLULARE! YE! HO PERSO IL CELLULARE! YE!"
Un cellulare... una metafora.
Una delusione: Lucaaa.... mi hai perso il cellulare anche tu.... umpf.
Giudizio complessivo: mi sono divertito vaffanculo!
Ma non c'è sentimento......

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Riassunto del Bot

La recensione descrive il live dei Yeah Yeah Yeahs con un tono ironico e distaccato. Il concerto è risultato divertente, la voce della cantante molto bella, ma la presenza scenica meno coinvolgente del previsto. Un episodio ricorrente è stato il cantante che perdeva il cellulare, diventato motivo di cori tra il pubblico. Nonostante qualche delusione emotiva, l'autore ammette di essersi comunque divertito.

Yeah Yeah Yeahs

Trio indie rock/art punk di New York formato nel 2000: Karen O (voce), Nick Zinner (chitarra, tastiere) e Brian Chase (batteria). Esordio sulla lunga distanza con Fever to Tell (2003) e il singolo di culto Maps, quindi Show Your Bones (2006), It’s Blitz! (2009) e Mosquito (2013). Noti per i live ad alta tensione e la presenza scenica di Karen O.
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