Copertina di Yellowcard Paper Walls
Reehkallak78

• Voto:

Per appassionati di pop-punk e rock alternativo, fan di yellowcard, ascoltatori di musica con elementi innovativi come il violino
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LA RECENSIONE

Definire gli Yellowcard come i Blink 182 con il violino significa proprio: " A me del pop-punk non me ne frega una mazza, è un genere per teenager, ho sparato il primo nome che mi è venuto in mente ma in realtà quest' album l' ho sentito solo una volta di sfuggita".

Partendo dal presupposto che gli Yellowcard condividono con i Blink solo il palm-mute, procedo con la recensione dell'album. 

Dunque, gli Yellowcard si ripresentano nel 2007 con "Paper Walls" dopo l' insuccesso ricevuto da "Lights and Sounds" del 2006 (che non è così male come molti hanno frettolosamente detto) ritornando allo stile a loro più consono, ovvero quello di "Ocean Avenue".

Il cd si apre alla grande con "The Takedown"  seguito da "Fighting" e "Shrink The World".... nessun segno di auto-distruzione, ma solo tanta voglia di riscattarsi e di far vedere che il violino non è scomparso nel loro modo di comporre le canzoni. Arrivano quindi "Keeper" e "Light Up the sky", quest' ultima davvero una poesia. Carina la ballata "Shadows And Regrets" ma sicuramente molto più elettrizzanti le seguenti "Five Become Four" e "Afraid". Il cd continua rapido con "Date Line (I am Gone)" "Dear Bobbie" e "You And Me and one spotlight". Ottime, come canzoni di chiusura, "Cut me, Mick" e "Paper Walls" dove un coro canta in alcune parti con Ryan Key ( il cantante degli Yellowcard ).

E' davvero piacevole sentire come ogni strumento abbia un ruolo fondamentale nelle canzoni e come le due chitarre riescano a conciliarsi bene con questo dannato violino. Ogni singola canzone potrebbe essere, grazie al suo ritornello sempre abbastanza orecchiabile, una possible Hit e in nessuna c'è qualcosa che sembra fatto a caso, ma tutto secondo un ordine preciso e un gran lavoro. 

Insomma, un album rapido, deciso e che di sicuro non annoia. Personalmente migliore di "Ocean Avenue" ( se non per qualche canzone come "Empty Apartment" davvero insuperabile).

I testi non sono niente di straordinario, però rimangono comunque credibili e piacevoli. Sarebbe un' album da 3.5, ma visto che sono un loro grande fan gli concedo 4.

P.S. Per tutti quelli che continuano a sostenere che gli Yellowcard sono come i Blink 182 con il violino consiglio di andarsi a vedere qualche tablatura di chitarra o di basso, sia di uno sia dell' altro, e vedrete poi che differenza.

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Riassunto del Bot

La recensione analizza Paper Walls, album del 2007 degli Yellowcard, che segna un ritorno al loro stile originale dopo un progetto meno apprezzato. Viene sottolineata l'importanza del violino, l'ottima combinazione degli strumenti e la qualità delle canzoni, ritenute tutte potenziali hit. Il voto finale è 4 su 5, con particolare apprezzamento per il lavoro musicale e per la coerenza dell'album, anche se i testi non sono eccezionali.

Tracce testi video

03   Shrink the World (03:20)

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04   Keeper (03:55)

05   Light Up the Sky (03:37)

06   Shadows and Regrets (03:59)

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07   Five Becomes Four (03:30)

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08   Afraid (03:13)

09   Date Line (I Am Gone) (03:22)

11   You and Me and One Spotlight (03:57)

13   Paper Walls (04:17)

Yellowcard

Yellowcard sono una band pop punk statunitense nata a Jacksonville, Florida nel 1997. Sono noti per l’uso del violino (Sean Mackin) e per il successo di Ocean Avenue (2003), seguito da dischi come Lights and Sounds (2006), Paper Walls (2007), When You’re Through Thinking, Say Yes (2011) e Southern Air (2012). Attività intervallata da hiatus e reunion.
10 Recensioni

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Di  Taurus

 I nostri ‘Cartellini Gialli’ hanno un grande pregio: quello di avere un violinista nella line-up che apporta una ventata di freschezza al sound.

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