Teoria e fenomenologia di Yorgos Lanthimos

Ed è così che, a meno di un anno dal Leone d'Oro per Povere creature!, il genio greco ha portato a Cannes Kinds of Kindness, che oggi, solo pochi mesi dopo l'opera precedente, possiamo ammirare in tutti i suoi 163 minuti (durata record) di follia e surrealismo, in cui, complice anche il ritorno alla sceneggiatura del vecchio e storico sodale Efthymis Filippou - con cui sono stati realizzati i lavori più importanti: Dogtooth, Alps, The Lobster e Il sacrificio del cervo sacro -, si ritorna ad una atmosfera inquietante, morbosa e perversa. E all'umorismo macabro che rende il cinema di Lanthimos unico nel panorama contemporaneo.

Un umorismo che scava a fondo nella depravazione umana, nel sadomasochismo, talvolta nella prevaricazione.

Povere creature!, seppur grandissimo film, è stata forse la parentesi più accessibile - sempre entro i relativi limiti - al grande pubblico di un regista abituato a mettere in scena opere destabilizzanti, stranianti. Spesso di grande difficoltà interpretativa, a fronte delle potenti allegorie che obbligavano a fermarsi per riflettere e speculare.

Sweet dreams (are made of this)

Who am I to disagree?

Kinds of Kindness si compone di tre episodi, che tra loro si ricollegano da un sottile quanto opprimente senso di angoscia, scandito da suoni di piano che in certe scene ricordano l'ultimo Kubrick di Eyes Wide Shut e, nel senso generale, il Bunuel più estremo de Il fantasma della libertà. Kubrick e Bunuel: sempre lì si ritorna quando di mezzo c'è Lanthimos.

Se Lanthimos fosse Mr. Wolf, il caffè lo prenderebbe con molto Kubrick e molto Bunuel.

La borghesia viene rovesciata, decostruita, ribaltata. Ponendo un atroce dubbio: non è forse quel che noi consideriamo normale ad essere una proiezione di un modo di vivere già di per sé viziato? Chissà cosa può considerarsi puro e cosa contaminato. Ammesso che esista davvero una distinzione tra questi apparenti opposti.

In Kinds of Kindness il sogno ha una funzione importante. Funge da premonizione e metafora, e anche qui a porre il dubbio. Che non sia invertito il piano della realtà. Che non sia lo stato di veglia quello contrario al giusto ordine delle cose.

Lanthimos, da genio della satira quale è, si diverte a mettere molte pulci in altrettante orecchie e a scioccare con situazioni deliranti e violente. Pregne di autolesionismo e consenziente sacrificio di se stessi.

Everybody's looking for something

Nel mondo che noi consideriamo come quello reale, ci sarà sempre il doppio binario della vittima e del carnefice, in un gioco in cui però le parti non sono distinte come si crederebbe. Anzi: cosa avviene se chi viene usato e abusato, provi piacere nel subire? O comunque accetti la sottomissione come consapevolezza del proprio ruolo sociale e famigliare, o forse di un disegno più alto? Senza nemmeno quell'anelito di libertà che pervadeva quasi tutta la filmografia del regista greco.

Some of them want to use you

Some of them want to get used by you

Some of them want to abuse you

Some of them want to be abused

Annie Lennox già lo sapeva.

Forse nel mondo, o in qualche realtà alternativa o universo tangente, tutti abbiamo molti doppi, dei doppleganger, e nel momento in cui essi si manifestano, lo squarcio su quella supposta realtà che consideriamo come tale, può essere una rivelazione su tutto quel che riteniamo scontato, e così porre tutto sotto un'altra visuale. Un arcobaleno nell'oscurità, come cantava Ronnie James Dio.

In questo mondo rovesciato, o forse semplicemente disvelato, morte e resurrezione sono possibili, e come sempre ci si può sfogare con un ballo prima che l'andare oltre il limite di velocità porti allo schianto.

E anche la gentilezza, al termine dei tre episodi di Kind of Kindness, non è più quel che sembra. Dopotutto, ci sono molte forme di gentilezza, e molti inaspettati modi di dimostrarla.

Forse nulla ha senso e Lanthimos danza sul cadavere della società borghese. In ogni caso, ci lascia in sospeso e senza risposte. Avvolti nel mistero. Senza punti di riferimento, soli come al termine di Dogtooth, ciechi e fuori campo come in The Lobster.

Si potrebbe, ancora una volta, dire che Lanthimos mette in scena un mondo malato, ma forse è solo la scorciatoia più rapida per non ammettere che siamo noi la malattia. E che la luna è tutta oscura.

Nonostante quell'arcobaleno.

Nessun segno del mattino, solo un arcobaleno nell'oscurità.

Just a rainbow in the dark.

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