Copertina di 21 Guns Salute
Harem 78

• Voto:

Per appassionati di hard rock e rock melodico anni '90, fan di scott gorham e cultori di debutti discografici
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LA RECENSIONE

Su questo disco d'esordio dei 21 Guns ("Salute" del 1992) ho sempre avuto la stessa impressione: ne esco fuori confuso e sconfitto. Confuso perchè ogni volta trovo da dire: "questa canzone è un capolavoro, anzi no fa pietà" oppure "questa sì che è una ciofeca! No, mi sono sbagliato, senti che bomba!" e sconfitto perchè, alla fine del disco, non c'è una canzone (dico una) che si erga sopra le altre!

Piccolo escursus storico: i 21 guns sono un progetto messo su da Scott Gorham dei Thin Lizzy (e qui di quell'hard rock crudo come una bistecca al sangue non ci sta nulla) il quale per cercare di recuperare tempo perso (e forse anche denaro?), ha assoldato tre, allora, perfetti sconosciuti, come lo sono adesso ovvero Tommy La Verdi alla voce, Mike Stugis alla batteria e Leif Johansen al basso e ha messo su un disco di hard rock melodico.

Chiariamoci subito: la produzione è stratosferica, gli arrangiamenti e il songwriting eccelso quindi come mai non è un capolavoro? "Knee Deep" viaggia su territori fra Ratt e Dokken ed è un ottima canzone, "These Eyes" è un ballata con dei bei cori, ma già da "Walking" si comincia a sgretolare qualcosa. E' una canzone ordinaria e sciapa, che è successo all'ottima partenza dell'album? "Marching In Time" e "The Rain" fanno da dejà-vu alla pari "Walking"...taci che "Little Sister" e "Pays Off Big", sicuramente due degli episodi più riusciti, ci portano su territori rockeggianti ma "Just A Wish" riporta lo spettro dell'anonimato. Nel finale mi sento di salvare comunque l'ennesimo rock sostenuto di "Battered And Bruised" e la melodica "Jungleland".

Nei pezzi più sostenuti credo che i 21 Guns abbiano fornito un'ottima prova, mentre in quelle più melodiche e nelle ballads hanno decisamente inficiato.

Non è semplice dare un giudizio finale: come ne esco sconfitto io, ne uscirono sconfitti anche i 21 Guns, che produssero un album decisamente inferiore agli standard dell'epoca (vedi per fare qualche esempio Unruly child, House Of Lords e Giant) non certo da buttare via, ma nemmeno da considerare come un capolavoro. La band produsse poi altri due album che di certo non raggiunsero i livelli (seppur modesti) di questo loro esordio.

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Riassunto del Bot

Il disco d'esordio dei 21 Guns, Salute, presenta una produzione impeccabile e alcuni momenti validi, ma nel complesso risulta disomogeneo e confuse. L'album alterna ottimi brani hard rock a pezzi più anonimi e ballate poco riuscite. Nonostante l'ottimo songwriting, manca una traccia eccellente che si distingua. Un progetto interessante, ma inferiore agli standard dell'epoca.

Tracce

01   Marching in Time (04:07)

02   Just a Wish (04:10)

03   Tell Me (04:26)

04   Pays Off Big (04:25)

05   Battered and Bruised (03:14)

06   Little Sister (04:14)

07   No Way Out (04:28)

08   These Eyes (04:17)

09   Jungleland (05:09)

10   Knee Deep (04:05)

11   Walking (03:46)

12   The Rain (04:31)

21 Guns

Progetto guidato da Scott Gorham (Thin Lizzy). Voce Tommy La Verdi, batteria Mike Stugis e basso Leif Johansen. Debutto con l'album 'Salute' (1992); sound hard rock melodico.
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