Impetus Insectorum è uno di quei dischi che sembrano esistere in una dimensione liminale: non solo per la sua genesi produttiva, ma per la sua stessa identità artistica, sospesa tra passato e rinascita. Attribuito agli Abiogenesi, il lavoro si configura in realtà come un crocevia creativo, dove convergono anime diverse — in particolare quella dei No Strange — dando vita a un’opera ibrida, affascinante e profondamente evocativa.
La storia dell’album è già di per sé significativa: prodotto in autonomia da Tony D'Urso, registrato interamente in ambito domestico con strumentazione analogica, Impetus Insectorum si pone in netto contrasto con le produzioni precedenti legate alla Black Widow Records. Qui non c’è l’ambizione del prog classico nella sua forma più strutturata, bensì una ricerca sonora più intima, quasi rituale, che si avvicina a una dimensione psichedelica e spirituale.
Le sonorità si allontanano infatti dalla matrice progressiva più ortodossa per abbracciare un universo mistico, arricchito dalla presenza di strumenti come sitar e tablas. Questo conferisce all’album un’aura esotica e meditativa, che richiama tanto le derive più esoteriche dei primi King Crimson quanto le atmosfere occulte dei Black Widow britannici. Tuttavia, il disco non si limita a citare: rielabora queste influenze in chiave personale, con un approccio quasi artigianale che ne amplifica il fascino.
Fondamentale è anche il contributo dei musicisti coinvolti: oltre ai fratelli D’Urso, spiccano le tastiere di Alberto Ezzu e di Pino Molinari, la cui presenza crea un tessuto sonoro stratificato, fatto di riverberi, droni e aperture cosmiche. Le tastiere, in particolare, svolgono un ruolo centrale nel costruire paesaggi sonori che sembrano sospesi nel tempo, più evocativi che narrativi.
Dal punto di vista concettuale, Impetus Insectorum appare come una sorta di ponte: non solo tra due fasi discografiche, ma tra due identità artistiche. Il vincolo contrattuale con la Toast Records di Giulio Tedeschi costrinse infatti il progetto a celarsi sotto il nome Abiogenesi, trasformando il disco in una “premessa nascosta” al successivo Cristalli Sognanti, che segnerà il ritorno ufficiale dei No Strange grazie alle etichette Psychout Records e Area Pirata.
In questo senso, l’album assume quasi un valore iniziatico: è un’opera di transizione, ma non per questo minore. Anzi, proprio la sua natura libera da vincoli produttivi e aspettative commerciali gli consente di esplorare territori sonori più rischiosi e personali. Il risultato è un disco che non punta alla perfezione formale, ma alla suggestione, alla creazione di un’atmosfera.
Impetus Insectorum non è un ascolto immediato: richiede attenzione, predisposizione e una certa sensibilità verso le sonorità più rarefatte e simboliche. Ma per chi è disposto a immergersi nel suo universo, offre un’esperienza autentica, quasi ipnotica — un piccolo culto nascosto nella storia del rock psichedelico italiano.