Copertina di Abyssic Hate A Decade Of Hate
Tepes

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Per appassionati di metal estremo, cultori del black metal, fan del depressive black, ascoltatori di musica underground con interesse per tematiche controverse e riflessive.
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LA RECENSIONE

Torno a recensire un lavoro che si può senza ombra di dubbio collocare nel più o meno novello filone del Depressive Black metal, a parer mio uno dei più interessanti del metal estremo nonchè uno dei più mendaci e menzogneri: il Black in generale è un sottogenere che da molta importanza anche alla forma, al modo in cui la band si pone nei confronti del pubblico, alle dicerie misteriose riguardanti i membri et cetera et cetera, molto più di quanto non lo faccia il Death (salvo sporadici casi, l’hobby principale dei musicisti di questo secondo genere è bere birra).

Insomma, per quanto molti artisti Black rivelino una mente forse più fine e meno primitiva dei loro colleghi dediti al “metallo della morte”, finiscono in molti casi per perdere di credibilità (almeno questo è il mio parere) e per girare sempre intorno ai soliti cliché che incrinano la franchezza dei loro lavori.

Anche questo sotto-sottogenere non fa eccezione e conta tra le sue file individui veramente criticabili; iniziato da quella figura controversa che risponde al nome di Burzum, è poi infatti caduto nelle mani di individui discutibili (più del povero Vikernes) che intraprendono campagne pro suicidio (cosa che ritengo assolutamente vergognosa) al solo scopo di vendere più copie.

Abyssic Hate è appunto un’altra one man band proveniente dalla terra dei canguri che, nonostante abbia sfornato pezzi dall’indiscutibile valore artistico ed emotivo, ha dei risvolti che si possono definire almeno “fastidiosi”; e infatti, il misantropico depressivo funereo pro legalizzazione del suicidio di massa padre del progetto Abyssic Hate, si diletta nel tempo libero con i Blood Duster, formazione dedita ad un Grind Rock di tematiche Porno demenziali che di “Depressive” non ha proprio nulla.
Avere ampie vedute musicali va bene, ma mentire così spudoratamente nei confronti di un pubblico mi sembra esagerato, soprattutto considerata la pericolosità del messaggio che i suoi testi inculcano. I miei moralismi sono finiti, ora posso iscrivermi all’Esercito Della Salvezza… e recensire questo sospirato cd.

Come si può intuire dal titolo, è una raccolta dei pezzi più celebri (a dire il vero quasi tutti) della carriera musicale di questo tizio: ho scelto di recensire proprio questo lavoro non perché sia l’ultima uscita, ma perché mi sembrava inutile recensire i vecchi lavori, composti di circa cinque canzoni registrate con un mixaggio a dir poco osceno. I pezzi della raccolta di cui sopra sono invece sapientemente rimasterizzati, anche se a dire il vero la cosa fa perdere un po’ di quell’aria grezza e scarna che rendeva i lavori passati tanto taglienti. C’è da dire che, per quasi tutta la durata del disco, si ascoltano canzoni dal sound riconducibile al Black vecchia scuola di Dark Throne e primissimi Mayhem: è il caso di canzoni come “Cleansing Of An Ancient Race” e delle altre provenienti dall’ omonimo Ep e di molte altre ancora. Inutile dire che queste sono un piatto veramente ghiotto per gli amanti del genere, mentre alle mie orecchie risultano abbastanza noiose e ripetitive, pur senza che io ne neghi il valore artistico. Basta però una sola canzone, “Betrayed”, proveniente dal disco “Suicidal Emotions” del 2000, a cambiare il giudizio su questo disco; la canzone, senza trascurare i limiti di cui ho parlato all’inizio, resta una perla di espressività e di disperazione in grado di esacerbare ogni cattivo pensiero e di aumentare tutte le emozioni negative di una persona. Lucidamente rassegnata, comunica una tale assenza di speranza, di rimpianto nei confronti del passato e di sfiducia nei confronti del futuro, da cambiare, nel corso dei suoi undici minuti, la considerazione che si ha degli uomini e del mondo. Chiunque, al di là del fatto che gradisca o meno l’ utoflagellazione, credo che debba chinare il capo di fronte alla tanta suggestività che sgorga da quelle note. Accanto ad un riffing molto ispirato, sia nei momenti maggiormente malinconici sia negli assalti fonici, si ascolta un ottimo screaming che segue la tradizione “burzumiana” senza però arrivare a tanto strazio delle corde vocali. Buona anche la programmazione della batteria elettronica, per quanto i confini che essa pone siano abbastanza stretti.

Insomma, sia musicalmente che emotivamente, “A Decade Of Hate” risulta un disco molto efficace: grande pregio è quello di riunire in un unico supporto il materiale di innumerevoli Demo ed Ep, cosa che consente di farsi un’idea dell’evoluzione musicale di Abyssic Hate nonché di avere tra le mani pezzi altrimenti introvabili. Grande difetto (almeno secondo me) è invece la stragrande preferenza data ai primi pezzi più marcatamente Raw Black (forse, come dicevo prima, perché sono introvabili o forse perché di durata più limitata) rispetto alle canzone del sopraccitato lavoro del 2000, infinitamente più comunicativi e inquietanti. Il risultato è un buon album con una canzone eccelsa, alla portata di tutte le tasche ma non di tutte le orecchie.

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Riassunto del Bot

La recensione analizza 'A Decade Of Hate', una raccolta rappresentativa del Depressive Black Metal curata da Abyssic Hate. Pur riconoscendo il valore artistico e la qualità della rimasterizzazione, l'autore critica alcune contraddizioni e messaggi controversi dell'artista. La traccia 'Betrayed' emerge come punto culminante per espressività e impatto emotivo, mentre il resto dell'album appare ripetitivo e più riservato agli appassionati del genere. In sintesi, un disco interessante ma non privo di limiti.

Tracce testi video

01   Intro (The Demon) (00:50)

02   From an Unknown Plane of Existence (03:43)

03   Cleansing of an Ancient Race (04:54)

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04   Land of Impenetrable Darkness (04:17)

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05   Damned for Eternity (04:09)

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08   Eternal Damnation (00:42)

09   Knight of the Living Dead (05:29)

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11   Attack! (04:40)

12   The Blood War (04:37)

13   The Victory Is Ours (01:34)

Abyssic Hate

Abyssic Hate è un progetto black metal australiano, one‑man band fondato negli anni ’90 da Shane Rout. È noto per il taglio depressive/DSBM e per l’unico full‑length Suicidal Emotions (2000), oltre a demo, EP e raccolte come A Decade of Hate.
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