Haloa da questo pomeriggio d'agosto a 35gradi, a casa a cazzeggiare ma con la mente in perenne vacanza... mi presento, il mio nome è Zelda ed è la prima volta che scrivo su DeB. L'atmosfera estiva mi catapulta 18anni indietro, all'anno della nascita mia e di un altro capolavoro del rock&roll, Permanent Vacation degli Aerosmith.
L'album è stato forse un po' trascurato dalla critica, più interessata alla lotta artistica tra Aero e Guns come fenomeno mediatico, che capace di considerare oggetto di valutazione vera e propria gli stessi contenuti, per intenderci i pezzi, i brani che ad uno ad uno compongono un album. "Permanent Vacation" è la tipica espressione della "poliedricità" della band, un disco da ascoltare magari la prima volta (sacra) tutto d'un fiato e poi brano per brano in diversi momenti della giornata a seconda dell'umore. 51min e 49sec di sintesi tra rock&roll, hard rock e venature addirittura punk rendono il lavoro interessante con le più dure "Heart's done time" e "Magic touch", emozionante con la dolce "Angel" e divertente con la classica "Rag dol"l ed appunto il singolo "Permanent Vacation"... il tutto sugellato con un outro di 4min e 2sec che quasi rasenta il rock psichedelico.
"Perdete ogni speranza voi che ascoltate" di definire questo album uniforme per quanto riguarda il genere.
Permanent Vacation è l’ultima occasione per ogni rocker di ascoltare gli Aerosmith suonare in maniera genuina delle canzoni veramente epocali.
La voce inimitabile di Steven Tyler irrompe con violenza in un contesto musicale che calza a pennello con l’attitudine party–oriented del combo di Boston.
Ragazzi, ogni commento è superfluo per "Rag Doll", un brano che va solamente apprezzato e ascoltato.
Permanent Vacation è uno dei dischi più belli degli Aerosmith degli anni Ottanta, insieme ovviamente a "Pump".