Sei anni fa usciva "The Art Of Drowning", disco decisivo per la carriera dei californiani AFI.
Questo album è diventato decisivo perchè ha segnato l'apice del loro successo nell'ambito underground, con conseguente passaggio su major, ma soprattutto perchè ha perfezionato la loro formula musicale fondata su un punk-hardcore dalle tinte oscure.
Il disco si articola attraverso 15 tracce che mostrano una band matura e pronta per fare il grande salto e in procinto di conquistare il cuore di migliaia di fan in tutto il mondo. Dopo un breve intro si inizia subito forte con la, ormai classica, The Lost Souls ricca di cori e con un ritornello che si stampa subito in testa. Merita una menzione l'anthem Ever And A Day carica di romanticismo e classe. Seguono una serie di brani punk anni 90 interpretati ottimamente dal tenebroso vocalist Davey Havok, che insieme alla sua band confeziona pure un'ottima hit come The Days Of The Phoenix. Tra gli episodi migliori ci sono Wester, The Despair Factor, particolarmente cara ai fan della band e Morning Star, una ballata dolce e poetica.
Per concludere, se volete capire chi sono i moderni AFI, quelli che debuttano in cima alle classifiche USA, occorre necessariamente conoscere il loro recente passato fatto di album come questo, pieni di ispirazione, melodie hardcore e quell'alone dark che da anni è il marchio della band più oscura della California.