Copertina di Afterhours Pop Kills Your Soul
let there be rock

• Voto:

Per appassionati di rock alternativo, fan degli afterhours, ascoltatori di musica italiana underground, amanti dei suoni aggressivi e intensi
 Dividi con...

LA RECENSIONE

Rabbia. Sporcizia del suono.

Questo è quello che trasuda ascoltando Pop Kills Your Soul, che sarebbe il secondo disco ufficiale della band capitanata da Emanuele Agnelli (all'epoca si faceva ancora chiamare così). Questo disco è fantastico e all'epoca dei fatti le riviste autorizzate lo valutarono come capolavoro all'interno del settore musica alternativa.

Il disco si apre con una trilogia fantastica: "Pop Kills Your Soul" che è molto invasiva con un bel ritornello e con un assolo molto potente, insomma l'inizio del disco non è male; passiamo poi a "Come Inside" che è un brano più aggressivo rispetto al precedente e dove si iniziano a sentire le urla del cantante Emanuele; il trittico di apertura si chiude con "Oxygen" che all'inizio non è molto veloce ma che poi nel ritornello ci regala le urla isteriche del frontman e un riff di chitarra molto interessante. Anche "On Time" ha un riff molto interessante, e su questo riff si basa la canzone, molto calma, non calmissima ma coinvolgente e che si fa ascoltare. "Living On The Land Of Sweetener" è il pezzo più aggressivo finora sentito, il brano sembra avere qualcosa dei Rage Against The Machine, con il cantante che quasi "rappa" durante la strofa, pezzo interessantissimo, velocissimo e incazzutissimo!! "Coalition" è il brano più lungo del disco e ha un inizio calmo, piatto, poi le chitarre si fanno più pesanti, il brano non è veloce, la voce del cantante è comunque sempre rabbiosa e piacevole al punto giusto. "Terry Fill Me Up" è una canzone bella tosta con un inizio e un ritornello convincente, anche questo può essere considerato un altro capolavoro del gruppo milanese. Tocca poi a "Hey Bulldog" che all'inizio rimanda a "Come Inside", ma che in realtà è una cover dei Beatles... il risultato è straordinario perché il gruppo riesce a far propria la canzone che ben si amalgama col resto dei brani, davvero un bell'esperimento, peraltro riuscito! "Compromise Is Going To Kill Me Baby" ha un inizio di batteria e basso interessante, il ritornello è molto carino anche grazie alla batteria e si può ascoltare anche un assolo di basso mentre il cantante canta "hey hey hey baby"... A "Slush" è affidato il compito di chiudere il disco, "Slush" si apre con una chitarra acustica più la voce di Emanuele, il brano sembra molto dolce ma la voce del cantante è, come sempre, incazzata, il ritornello è fantastico e la cupezza, la rabbia e tutto il "nero" di questo fantastico gruppo ti entrano dentro e "Slush" è perfetto per i titoli di coda...

Insomma siamo davvero di fronte a un fantastico disco, che anticipa di due anni il cambio di rotta intrapreso dal gruppo e l'uscita del disco Germi, che sconvolgerà la geografia della musica rock in Italia: il rock non è Vasco né Ligabue, il rock sono loro, gli Afterhours, ma questo è un'altra storia...

Carico i commenti...  con calma

Riassunto del Bot

La recensione esalta 'Pop Kills Your Soul', il secondo album degli Afterhours, per la sua energia rabbiosa e il sound sporco e potente. I brani principali e la cover dei Beatles sono evidenziati come punti forti. L'album viene considerato un capolavoro della musica alternativa italiana che ha anticipato l'evoluzione della band verso nuovi orizzonti rock.

Tracce

01   Pop Kills Your Soul (03:49)

02   Come Inside (04:41)

03   Oxygen (06:32)

04   On Time (04:48)

05   Living in the Land of Sweetener (02:33)

06   Coalitions (06:53)

07   Terry Fill Me Up (02:26)

08   Hey Bulldog (02:52)

09   Compromise Is Going to Kill My Baby (04:40)

10   Slush (08:13)

Afterhours

Afterhours è una delle band più influenti della scena rock alternativa italiana, nata a Milano nel 1986 e guidata da Manuel Agnelli. Il gruppo ha attraversato generi e decenni, dal noise-rock grunge dei primi anni fino alla sperimentazione raffinata e alla mainstream notorietà recente. Album come 'Germi', 'Hai paura del buio?' e 'Ballate per piccole iene' hanno segnato la storia musicale italiana.
52 Recensioni