Copertina di Agoraphobic Nosebleed PCP Torpedo/ANbRx
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Per appassionati di musica estrema, fan del grindcore e industrial, amanti di remix sperimentali e sperimentatori sonori
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LA RECENSIONE

Cosa fare quando l'estremo, quello pengio pengio, latita da un po'dalle pagine del sito? Semplice: fare spallucce, prepararsi la tisana al carciofo, mettersi il pigiama puccioso e accendere la tv. Oppure fare lo stronzo (eccomi qua!) e concentrare in qualche riga tutto quel che non c'è stato!

PCP Torpedo è un EP del'98 realizzato dagli Agoraphobic Nosebleed, che non hanno bisogno di particolari presentazioni. Eddai, su, sono quelli che hanno vomitato questa roba qui; ma un vomito buono, come quello degli alieni in "Bad Taste". Un sample di una conversazione piuttosto animata (credevo si ammazzassero) tra due uomini in "Thanksgiving Day" (si sa, le feste fanno incazzare) seguito da sei minuti mal contati di Grindcore feroce: nessuna sorpresa particolare, insomma. Una bella prova dopo il pur interessante "Honky Reduction", primo full length della band. Bene, bravi, bis. Sì, ma nel 2006... puttana vacca, nel 2006...

Nel 2006 la Hydra Head lo pubblica di nuovo. Con un secondo disco. Di remix. Ragazzi, cosa cazzo non è quel disco di remix. Sapete chi è l'autore della prima traccia? Vidna Obmana. Cioè, ve lo dico più chiaramente: un remix dark ambient di estratti grindcore. Potrei chiuderla qui.

Invece vi informo che tra gli altri ci sono pure (non necessariamente in quest'ordine): Merzbow; Xanopticon, con la sua pioggia di schegge breakcore; un James Plotkin sospeso tra Industrial e Grindcore, memore dei suoi O.L.D.; Speedranch, secondo cui i Creed sono passere bagnate e i Nickleback sembrano Mike Bolton (giusto? giusto!). Ma soprattutto c'è Justin Broadrick...col suo "Flesh of Jesu mix", oh sì... e qui mi sa che in quel di Domodossola inizia a tremare qualche parete...

Il tutto degnamente concluso con cinque sberle techno hardcore, speedcore, terrorcore, darkcore, piezz'e core, insomma cazzo ne so, fanno BAM BAM BAM e tanto basta, anzi è perfino troppo.

Ragazzi, io non so davvero cosa dire. La prima volta che ho ascoltato questo disco, scoperto per puro caso, mi girava già la testa per affaticamento da studio; questi pazzi sono riusciti a stendermi in modo quasi irreversibile. A farmi provare la sensazione, raramente sperimentata, di essere soverchiato da una creatura più forte di me, fatta di fuoco e pillole. Terminato l'ascolto, lo ammetto, ho avvertito il bisogno di uscire di casa, respirare l'aria della mia Plaino, prendere una generosa boccata di buono smog.... Io non so perché mi faccia attrarre da -certa- musica estrema, forse perché costituisce una sorta di sfida e io devo gettare il guanto, forse per la dottrina aristotelica de- e che palle, io la smetto e voi ascoltatevi questa chicca di cui non so neanche cosa pensare, se non che non riesco a maledire l'istante in cui l'ho conosciuta.

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Riassunto del Bot

La recensione celebra l'EP del 1998 degli Agoraphobic Nosebleed come un pezzo di grindcore feroce e innovativo. L'edizione del 2006 introduce remix sorprendenti di artisti di rilievo come Vidna Obmana e Merzbow, ampliando potenzialmente l'esperienza sonora. L'autore si lascia coinvolgere dall'estrema violenza sonora, riconoscendone la sfida e il fascino non convenzionale.

Agoraphobic Nosebleed

Agoraphobic Nosebleed è un gruppo grindcore statunitense fondato nel 1994. Celebre per l’uso della drum machine e per i brani brevissimi, ha pubblicato per Relapse Records lavori di riferimento dal taglio cybergrind ed episodi più lenti e sludge/doom (Arc). Tra i membri chiave figurano Scott Hull (chitarra/programmazione) e Jay Randall (voce/elettronica); tra le voci anche Richard Johnson e Kat Katz.
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