Anno 2005.
Alice Cooper c'è, è vivo e da lezioni di rock'n'roll alle nuove leve.
Vincent Furnier (vero nome di zio Alice) sembra aver trovato da qualche anno a questa parte una seconda giovinezza che lo sta riportando dritto dritto agli esordi degli anni '70.
Dopo il convincente "The Eyes of Alice Cooper" uscito solo un anno fa, il buon Alice fa di meglio e sforna un cd di vecchio stampo dove il rock di matrice stoniana fa capolino in più pezzi come in "Perfect" e "You Make Me Wanna", l'heavy rock e il garage punk in "Woman Of Mass Distraction", "Dirty Diamonds" e "Steal That Car" e addiritura il country di matrice Johnny Cash in "The Saga Of Jessy Jane".
Che dire poi della splendida cover anni '60 dei The Left Banke, "Pretty Ballerina".
Come bonus track ci piazza poi "Stand" un pezzo rap-metal fatto in collaborazione con Xzibit, nulla di più di uno scherzo ma venuto assai bene!!!
Che dire, se i vecchi leoni sono ancora in grado di sfornare dischi del genere dimentichiamoci pure per un po' White Stripes e compagni e rituffiamoci dentro all'horrorock di questo personaggio a volte incredibilmente sottovalutato.
Per me uno dei migliori tre dischi dell'anno!!!
Alice torna di gran carriera sui propri passi, pubblicando questo "Dirty Diamonds", un disco che ci riporta indietro agli anni ’70-’80.
Dirty Diamonds è un disco figlio di uno stile immortale, ma allo stesso tempo di un sound che oramai ha fatto il suo tempo.