Copertina di Alio Die Password for Entheogenic Experience
CosmicJocker

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Per appassionati di musica ambient, elettronica sperimentale, meditazione sonora, e ascoltatori in cerca di esperienze musicali immersive e atmosferiche.
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LA RECENSIONE

… E mentre foglie ormai ingiallite sono condannate a morte dall’Autunno, vengo risucchiato dall’indefinita sensazione di non essere sempre esistito e di non poter esistere per sempre.

Una lunga palpitazione sonora figlia del pantano e madre di fosche dissonanze che interrogano senza sosta.

Un’occulta forza centripeta innescata dal sinistro moto di droni densi e porosi che si intrecciano su modulazioni impastate di fango e nebbia.

Spire elettroniche di una serpe materica e flessuosa si distendono nell’oscurità e su alcune squame baluginano tenui riflessi bronzei come rade pagliuzze d’oro accese da un nitido plenilunio.

Il fruscio di spighe di grano smosse dal vento notturno, lo stridio di civette amletiche, il formicolio di invisibili insetti. Antichissimi linguaggi campionati officiano la rapsodia mentre vaghe percussioni e campane tibetane evocano la voce di oracoli dimenticati.

E la liturgia si compie in un grave crescendo finale dove i lenti e tentacolari riti di Vidna Obmana vengono sciolti nell’austerità gotica di Sam Rosenthal.

… E quando tutto è finito l’indefinita sensazione ha finalmente un nome, o meglio... Un suono.

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Riassunto del Bot

La recensione descrive l'album di Alio Die come un viaggio sonoro immersivo e suggestivo, ricco di droni densi, suoni naturali campionati e rituali musicali. L'opera evoca atmosfere oscure e misteriose, con influenze di Vidna Obmana e Sam Rosenthal. L'ascolto è paragonato a una liturgia sonora che culmina in un crescendo intenso e coinvolgente.

Tracce

01   Password for Entheogenic Experience (01:03:59)

Alio Die

Alio Die è il progetto di Stefano Musso, musicista ambient italiano e autodidatta. Attivo dai primi anni Novanta, fonde droni, loop e strumenti acustici (zither, salterio, sitar) con campionamenti e field recordings, esplorando dimensioni rituali e contemplative. Ha collaborato con Robert Rich, Oöphoi e Aglaia.
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