Copertina di Amorphis My Kantele
fjelltronen

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Per appassionati di metal, rock progressivo e folk, fan di amorphis e musicisti interessati all’evoluzione musicale
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LA RECENSIONE

Fantasia.

E' ciò che mi vieme in mente ascoltando questi cinque brani realizzati dai finnici Amorphis nel 1997 come following al prezioso e seminale "Elegy". Infatti l'aspetto più marcatamente progressive viene qui esaltato ed amplificato come mai primi i nostri ci avevano abituato.

Sparito qualsivoglia riferimento alle sfuriate death ci troviamo di fronte a pezzi assai imprevidibili e caratterizzati dall'utilizzo del nuovo singer Koskinen con Koivusaari relegato al ruolo di chitarrista ritmico. Introdotti dall'out-take "My Kantele"da"Elegy" veniamo trasportati in atmosfere sognanti da questa meravigliosa ballata folk, dove la delicata ugola di Pasi si intreccia con classic guitars e un delizioso hammond. Il tutto scandito da un drumming dal flavor prog, incalzante ma dai rintocchi molto soft. Veramente abile la prova di Pekka Kasari, famoso per le sue funamboliche "virate" nei conterranei thrashers Stone.
Le seguenti "The brother-slayer" e "The lost son"si rivelano gemelle sia nel liricismo (di provenenienza Kanteletar) sia nella proposta musicale. La prima ci allieta con arpeggi soffici, keys d'atmosfera ed un chorus molto"easy", melodicissimo, efficace. Epicità duettante con un prog-rock di stampo seventies per un binomio carico di schietta originalità. La seconda, interamente strumentale, ne prosegue l'approccio etere-sinfonico, si arricchisce di solos floydiani di gran classe, accentua l'aspetto malinconico nel sound dei nostri e rivela un tecnicismo sorprendente (ma non troppo).

Gli ultimi due brani sono covers rispettivamente dei progsters Hawkwind e dei finnici Kingston Wall. Testimonianti l'amore della band per la sperimentazione vengono qui eseguite con originalità, grinta ed energia. Interessante l'abbinamento growl-pulito in "And i hear you call" (Kingston Wall) e vivacissime le armonie chitarristiche in "Levitation" (Hawkwind). Questo breve lavoro servirà ad introdurre i fans del combo di Helsinki a quelli che saranno, in futuro, i radicali cambiamenti che li renderanno unici ma, anche, molto criticati ed abbandonati dai fans del metal estremo.

Prezioso e di classe.

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Riassunto del Bot

La recensione evidenzia come l'EP 'My Kantele' degli Amorphis rappresenti un passo importante nell'evoluzione della band verso sonorità più progressive e folk rispetto al passato metal estremo. L'uso magistrale della chitarra, dell'hammond e della batteria di Pekka Kasari viene messo in risalto. Le tracce originali e le cover di Kingston Wall e Hawkwind dimostrano la sperimentazione e la crescita artistica del gruppo nel 1997. Un lavoro prezioso e originale, considerato un ponte verso i futuri cambiamenti della band.

Tracce testi

01   My Kantele (acoustic reprise) (05:57)

02   The Brother-Slayer (03:37)

03   The Lost Son (The Brother-Slayer, Part II) (04:35)

04   Levitation (05:52)

[Hawkwind cover]
In the darkness I will shine, cast no shadows, not define
I walk on water, float on air, there's no other to compare
I have this fascination, no cause for deviation
It's called levitation

There's no cause to start and scream, nor rub your eyes,
This is no dream

Although I sit upon this chair, I rise and float up in the air
I have this fascination, no cause for deviation
It's called levitation
Magnetic force, repel-attract, once it starts, there's no turning back
I offer you this chance to learn, take it now there's no return

05   And I Hear You Call (04:40)

I must be out of my mind as I hear you call
My name is even though I can't see you anywhere
Surely this feeling is coming from something
Someone gave me yesterday as I searched for you
And I hear you call
I hear you call my name
But when I turn around
There's nothing to be found
I must be dreaming a dream of a lunatic
My fingers taste like some strawberry icecream
I hear you call my name but I don't think it's
the same I heard you whisper in my ear

Amorphis

Amorphis è una band finlandese di Helsinki, descritta nelle recensioni come protagonista di una lunga evoluzione: dagli esordi death/doom e death metal old school verso soluzioni più melodiche e progressive, con elementi folk, tastiere molto presenti e richiami settantiani. Ricorrono spesso temi legati all’epica e alla mitologia finnica (Kalevala, Kanteletar).
23 Recensioni