Puó una band con sedici anni di onorata carriera stupire ancora e superarsi album dopo album? Nel caso del sestetto di Helsinki la risposta é affermativa e con questo singolo apripista "Silent Waters" le premesse per un capolavoro assoluto ci sono tutte.
Due canzoni cariche di emotivitá, delicatezza, liriche poetiche coraggiosamente abbinate alla forza tellurica di chitarre mai dome e capaci di intagliare melodie come statue sobriamente romantiche.
Sontuoso ma carico di fragilitá é l'intro pianistico di "Silent Waters", accompagnato dallo sciabordare acustico di una sei corde malinconica che fá da sfondo ad un riff elettrico pregno di epicitá folkeggiante. La voce di Joutsen narra liriche cariche di nostalgia tra i toni medio-bassi di una strofa vellutata ed il prorompente ritornello da cantare a squarciagola mentre le chitarre dipingono incessanti solos di classe cristallina. Un plauso inevitabile lo meritano le leads conclusive di un Holopainen ispiratissimo che ci riporta indietro di ben 13 anni quando dominavano le melodie "lacustri" dell'ineguagliabile "Tales From The Thousand Lakes".
La b-side "Sign" accentua ulteriormente l'aspetto epico-trionfalistico nel suono dei nostri, avvalendosi di un chorus gagliardo e potente egregiamente supportato da tunes ritmici graffianti ma sempre armoniosi. Il cantato alterna growls "aperti" ed acuti limpidi al limite del power-heavy, mantenendo il pace emotivo sempre alto e mettendo in risalto il chiaro intento del gruppo nel farci riassaporare il fascino delle precedenti fatiche (in questo caso "Elegy"senz'altro).
Le conclusioni ci portano ad immaginare che l'imminente nuovo capitolo della saga Amorphis riporterá i fans indietro di una decade ma non tralascierá l'aspetto innovativo presente nel guitar-sound e nella struttura ritmica che, per aver ascoltato alcuni pezzi in anteprima, lascia intravvedere un avvicinamento assai intrigante con gli svedesi Opeth.
Il top del heavy finlandese che supera di gran lunga decine di bands inutili e ripetitive, DA AVERE!
È la vittoria dell'originalità su un mercato sempre più inflazionato e monotono.
Gli Amorphis ci consegnano un fiume emotivo in piena, una scultura musicale da apprezzare in silenzio.