Copertina di ...And You Will Know Us by the Trail of Dead Live Backstage @ Monaco 09.05.02
LOR15

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Per appassionati di musica rock e alternative, frequentatori di concerti live, lettori di recensioni musicali critiche, fan delle band citate e curiosi di performance live non riuscite.
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LA RECENSIONE

Iniziano i Vue, sixties rock, bella voce riverberata, belle pettinature. Nel Backstage fa caldo. Esco a fumarmi una sigaretta. Vedo Michael Mittermaier (comico tedesco tipo Paolo Rossi). Preferisco ascoltare lui che vedermi il concerto. È più alto che in tv. Non fa battute, cerca di non farsi notare e parla con amici. Interessante.

Seguono i Clinic di Liverpool, vestiti da chirurghi. Entro subito. Mistero. Cantano attraverso le mascherine da sala operatoria. Sembrano I Devo con la voce di Brian Molko. Suonano pure un clarinetto (già visto fare secoli fa dai Clock DVA di Adi Newton) e tastierine casio amplificate al microfono. Esco a fumarmi una sigaretta.

Iniziano i Trail of Dead, sono noiosi, si scambiano gli strumenti di continuo: rompendomi le balle ho tempo per pensare che il chitarristra/cantante prevalente è anche il migliore batterista mentre il batterista prevalente canta male e suona la chitarra pochissimo cercando con gli occhi ogni accordo, e salta ed urla con troppo pathos. Urla di testa come gli altri: male. Alla fine parlano di una bottiglia di whiskey. Poi spunta dalle quinte un Jack Daniels; il batterista prevalente in quel momento con funzione di cantante fa un sorso, lo passa al pubblico ma poi subito se lo fa ridare. Principiante lui e le prime file. Andate a nanna.

Hanno solo frammenti buoni di canzoni, degli incipit, il resto è tutto uguale creano la tensione partendo piano piano, poi esplodono e si calmano di nuovo: gli accordi sono sempre gli stessi e i giri di tre note pure, riconosciamo solo “Mistakes And Regrets” da “Madonna” unica composizione con un testo che ha un senso, il resto sono mezze frasi mediocri “Jesus died for somebody’s sins…”, “Your conscience…” e poi parole blaterate senza capo ne coda come le composizioni di adolescenti sedicenni che non sanno l’inglese. Pensiamo a noi da piccoli. Loro sono del Texas, forse hanno giocato solo a football.

I Trail non sanno suonare, non sanno cantare e sono una palla. Si potrebbe prendere qua e là qualche idea e fare delle canzoni. E sia chiaro che non siamo certo noi contrari al free form (Loop, Spacemen 3, Shellac, Sonic Youth) ma i Trail fanno casino e basta, neanche bene. C’è anche un ordine nel caos, ci deve essere. Ah, alla fine il batterista/batterista tira in giro i suoi tamburi, facendo attenzione a non rovinarli, non danneggia neanche una pelle. Che impressione! Che rock’n’roll! Se uno vuole distruggere e distruggersi deve fare come Cobain, tuffarsi in mezzo ai piatti con una rincorsa di cinque metri e rompersi un braccio. Non hanno carisma. Una noia. Come un coitus interruptus, belle premesse, belle intenzioni ma poi non succede nulla.

"E ci riconoscerete dalla scia di morte".

"E ci riconoscerete dalla scia di noia" morelike.

O dalla scia dei principianti.

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Riassunto del Bot

La recensione stronca l'esibizione live dei Trail of Dead a Monaco, giudicata priva di carisma, monotona e tecnicamente povera. L'autore osserva con ironia la mancanza di novità e personalità della band, criticando brani ripetitivi e un'esibizione caotica ma poco autentica. Vengono menzionati anche i Clinic e i Vue come più interessanti, almeno per peculiarità visive o sonore.

...And You Will Know Us by the Trail of Dead

Band di Austin (Texas) nata nel 1994 attorno a Conrad Keely e Jason Reece. Nota per concerti intensi (anche con due batterie) e per l’album di culto Source Tags & Codes. Ha pubblicato per Interscope nei primi anni 2000, affiancando graffi indie/noise a momenti più orchestrali.
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