André Gide
L' Immoralista

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Voto:

Ricordo la Prima Comunione. Ricordo i lunghi pomeriggi imprigionato nella gabbia del Catechismo; ore passate a inseguire le orme di Cristo, degli Apostoli e dei Santi immacolati, mentre l’unica cosa che volevo era rotolarmi nel fango e scambiare le figurine con gli amici. Ricordo la funzione; il prete, commosso, dava a noi, paffuti cherubini, il corpo del Salvatore riempiendoci lo stomaco di salvezza eterna. Ricordo il rinfresco a fine giornata, in un cascinale. Mi sentivo così impiastricciato, così compresso da esempi edificanti e da buone novelle che sentivo l’irrefrenabile desiderio di liberarmi, di purgarmi da tutta quella melassa cristiana. Così, in solitudine, afferrai una boccetta di sale e, adocchiato un lumacone che pacificamente trotterellava su una foglia di insalata ai margini dell’orto, gliela rovesciai addosso. Si può essere così sadici solo quando si è bambini; ricordo quella povera creatura che letteralmente si sciolse davanti a me, lasciandomi esterrefatto e pieno di un infantile orgoglio luciferino.

Anni dopo, quando lessi per la prima volta “L’Immoralista” e nella prima pagina trovai queste parole: “Potersi liberare è niente; il difficile è saper essere liberi”, l’immagine del povero lumacone mi tornò alla memoria.

Questo breve romanzo che, a mio avviso, è il capolavoro giovanile di Gide, ci mostra un autore che è finalmente pronto a mollare la zavorra della sua educazione puritana e costrittiva e a salpare alla conquista della sua vera essenza, della sua vera identità e del suo vero stile letterario. Vero spartiacque nella sua produzione e largamente autobiografico, il libro racconta la storia di un uomo che, scampato per miracolo alla tubercolosi, riconsidera in toto la sua vita. Nell’immobilità della convalescenza, dove il morbo si propaga dal corpo allo spirito, il protagonista ausculta ogni minima oscillazione del suo essere e, una volta guarito, decide di seguire solamente le leggi della sua “nuova” natura. I freni inibitori imposti da un’ottusa morale religiosa crollano e, pian piano, da topo di biblioteca risorge a satiro sensuale, avido di piaceri e noncurante dei sentimenti altrui.

Naturalmente, un percorso di questo tipo non può che portare all’infelicità; diversa da quella del grigio bibliofilo, ma altrettanto disperata. Questa voracità senza criterio, questa corsa perpetua verso il nulla, questa patetica e meschina fuga da ogni empatia umana, svuotano progressivamente di significato le azioni di quest’uomo che ci comunica sempre con minor entusiasmo gli effetti della sua rinascita, rintuzzando in un' atonalità affettiva degna dello “Straniero” di Camus.

Lo stile è di una scorrevolezza e leggiadria davvero inimitabile; le parole sembrano scivolare sulla pagina e i dubbi esistenziali che l’alter-ego di Gide ci manifesta, penetrano in noi avvolgendoci in calde spirali di vapore. Che diversità dai periodi nervosi e laceranti di Dostoevskij! Laddove il grande scrittore russo riusciva a farci conversare con i suoi personaggi grazie a strappi terrificanti, Gide lo fa accarezzandoci ed ammaliandoci con parole preziose ed ironie sottili e velenose.

Credo infine che il protagonista dell’ “Immoralista” (da notare che il termine suona altrettanto sgradevolmente di “moralista”) sia anche una specie di padre putativo di quello Swann che nella “Recherche...” proustiana simboleggiava, tra le altre cose, il pericolo di una vita dissoluta e comoda, colma solo di stravizi e trastulli, che a lungo andare seppellisce la creatività artistica e la ricerca di una vita davvero assonante con il proprio spirito.

Ricordo che qualche giorno dopo raccontai la mia bravata col lumacone a mio fratello maggiore. Mi aspettavo un rimprovero, ma lo feci solamente sbellicare dalle risate; mi sentii ferito, ma parlarne mi fece bene, alleviò la mia vergogna. Fu un atto di quella “Psicomagia” tanto cara a Jodorowsky che mi liberò il cuore dall’inquietudine. In fondo anche Gide disse “Se non avessi scritto L’Immoralista, lo sarei diventato”.

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Commenti (Nove)

MikiNigagi
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sono immoralista in molti modi che non comprendono però il versare sale su lumache
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CosmicJocker: Ho superato quella fase ormai..ora incendio alveari con i mozziconi di sigaretta!
IlConte
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Ne ho avuti "diversi" di modi di vivere, mai trovata la felicità vera, solo frequenti ma, alla fine inutili, botte di gran goliardia. Deve essere davvero un bel libro. Grande poeta! @[Pinhead] (5)
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CosmicJocker: Credo che la felicità sia soltanto un mito..che significa felicità? Ricordo dei momenti felici, ma non credo in una costante e appagante pienezza dell'essere..Non in questa vita..un abbraccio nobile!
IlConte: Completamente d'accordo...
proggen_ait94
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Mi sembra uno di quei libri ispirati dalla lettura di opere filosofiche
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proggen_ait94: mi gioco la palla destra che aveva appena letto nietzsche
CosmicJocker: Può essere..ma se proprio devo sbilanciarmi azzardando un'influenza letteraria direi Dostoevskij..ti assicuro che il libro è molto materico e piuttosto lontano da astrattismi prettamente filosofici..
Harlan
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Sembra molto interessante da leggere, me lo segno, e ottima recensione! Il sale sulle lumache però ti dirò che mi mancava...Io ero abituato a torturare le formiche con i rametti sul terrazzo di casa.
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CosmicJocker: Guarda se non conosci Gide questo per me è il libro giusto da cui cominciare..
Pinhead
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Pagherete caro, pagherete tutto, per i vostri peccati!
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CosmicJocker: A Pavia c'è ormai da anni una scritta su un muro vicino al centro storico:"pagherete caro, pagherete tutto...anche le pizze"..l'hai scritta tu?!?!
Pinhead: Non ho così tanto spirito.
lector
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Io, le lumache, le mangio.
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lector: Bisogna saperle cucinare....
Almotasim
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Bravo Cozmic, bello scritto e bella analisi. In un ottica induista/buddhista non preoccuparti piu' della lumaca, si e' reincarnata, si e' reintegrata al cosmo secondo il suo karma. In una ottica cristiana, tieni conto che I santi non sono stati poi cosi', o sempre, immaccolati. Ne han combinate. Agostino, per dirne una rubava le mele. Poi ubriaconi, sregolati... e che a un certo punto han cambiato registro, come illuminati/ liberati. Potresti esser san Burlonecosmimico delle lumache senza guscio.
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CosmicJocker: A hahah..grazie caro..allevi le mie sofferenze..
imasoulman
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Mi piacque, ma non come i Sotteranei del Vaticano, quello si grandioso e geniale. Le lumache sono buonissime (tajarin al ragú di lumache, per servirvi)
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CosmicJocker: Sono d'accordo..iSotterranei (insieme a "i falsari") sono il suo vertice..
luludia
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Lette diverse sue cose in gioventu', compreso questo...in verita' mi e' rimasto poco, pochino...il mio preferito? I falsari...non dimentico pero' il suo grande amore per fiodor...
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CosmicJocker: Grande libro "i falsari"..costruito a scatole cinesi..sì diciamo che leggendo Gide salta molto all'occhio la sua predilizione per Fiodor..

Ocio che non hai mica acceduto al DeBasio!

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