Delizioso... quest'album è il vero capolavoro firmato Angra, ne sono fermamente convinto... "Reaching Horizons" è quanto di meglio Andrè Matos, Rafael Bittencourt, Kiko Loureiro, Luis Mariutti e Ricardo Confessori abbiano mai prodotto. Fresco, originale, tecnico e mai noioso, "Reaching Horizons" presenta al suo interno molti dei capolavori contenuti nel clamoroso debut album "Angels Cry", qui presentati nelle loro versioni originali, questo è proprio il punto a favore dell' album che ci fa notare l'evoluzione compositiva e tecnica del gruppo: a proposito dell' evoluzione tecnica, bisogna dire che al fine di equilibrare meglio i suoni, in "Angels Cry" il bravissimo Mariutti (per chi non lo sapesse è il primo bassista della band) ha avuto meno spazio per esprimersi, cosa che su questo demo assolutamente non avviene, determinando così una sezione ritmica ancora più approfondita e curata.
Il disco è composto da otto tracce, delle quali ben cinque saranno presenti nel disco successivo, qui addirittura presentate con testi leggermente diversi che contribuiscono a modo loro ad abbellire il prodotto, già di per sè ottimo. L'album si apre con la bellissima "Evil Warning", che viene aperta dall'ugola preziosissima di un giovane Andre Matos che accompagnato da un bellissimo coro, ci introduce alla song: è proprio qui che il basso si fa sentire maggiormente che nella versione ufficiale ed è un vero peccato aver tagliato dei piccoli ma fantastici soli che Mariutti sfoderava al momento giusto. La song risulta un essere un piccolo gioiello di power/progressive metal, basato per lo più su tastiere e batteria (onnipresente), ricco di cambi di tempi ed assolo, facendoci subito capire l' intensione principale del gruppo, ossia comporre capolavori e almeno in questo caso ci riescono alla grande! Seconda song ed ancora un classico, sto parlando di "Time", track che si apre con un tanto dolcissimo quanto raffinato arpeggio di chitarra classica, che accompagna Matos, in un crescendo melodico che al minuto 1 e 21 secondi, esplode in una speed track dal forte impatto; la voce disegna melodie diverse dalla "Time" che tutti conosciamo, rendendo così più particolare la versione in questione. Ancora una volta eccellente il lavoro di tutti i componenti, con una lode particolare nuovamente al basso e questa volta anche alle chitarre, veramente sublimi. Si passa così a "Reaching Horizons", dolcissima ballad, di rara bellezza, una di quelle canzoni che raramente capita di essere ascoltate: la song è idealmente divisibile in due parti, una melodica ed acustica ed una seconda che mantiene sempre una delicatezza disarmante, alla quale ben si sposano però le chitarre elettriche: ennesimo capolavoro.
Ed ora... signore e signori... assisterete (o meglio ascolterete) AL CAPOLAVORO Angra... preparatevi, siamo arrivati alla maestosa "Carry On": classico intro dell'incompiuto di Schubert e via... chitarre distorte, devote alla velocità più pura; in questa canzone c'è tutto dai cambi di tempo agli assolo, dall' aggressività alla dolcezza, non manca nulla, inoltre la prova di Matos qui raggiunge punte sublimi e mai sentite. Splendida la sezione ritmica che svolge un lavoro unico nella precisione e nella velocità, ma un ottimo lavoro viene svolto anche dai cori. Fantastico risulta essere inoltre l'assolo del duo Bittencourt/Loureiro. STORICA, non ci sono altre parole per definirla. Le altre tracce, per quanto belle non brillano come le precedenti, ma due parole vanno spese per la versione rivista di "Wuthering Heights", che al posto della base in piano, si sviluppa tutta su chitarre ben distorte ed il ritornello che si muove tra tempi prima velocizzati e poi rallentati. In finale, pur non raggiungendo la bellezza di "Angels Cry" a causa di evidenti deficits in fase di produzione e per alcune pecche di giovinezza, l'album si eleva a capolavoro ed è secondo il sottoscritto da considerare come album fondamentale nella carriera di questi fantastici artisti. Da avere.